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Home Calcio

Alessia Tarquinio: “Non ho mai avuto nulla con Melissa Satta e il suo mestiere, qualunque sia”

Nella nuova puntata del podcast Centrocampo è intervenuta la giornalista Alessia Tarquinio che ha parlato della sua carriera e del mondo del giornalismo sportivo

by Marco Viscomi
12 Gennaio 2026
Alessia Tarquinio

Alessia Tarquinio | Instagram - @latarqui_

Milano, 12 gennaio 2025 – Il percorso professionale di Alessia Tarquinio, come emerge dalle fonti, è un racconto di passione, scontri e una ricerca incessante di autenticità in un ambiente spesso rigido e stereotipato. La sua carriera, iniziata quasi per caso nel giornalismo sportivo dopo studi in teatro e musica, si è snodata attraverso tappe fondamentali come Milan Channel, Sky e ora Prime Video, come viene raccontato nell’ultima puntata del podcast Centrocampo.

Alessia Tarquinio, l’inizio a Milan Channel e il rapporto con Mauro Suma

L’esperienza di Alessia Tarquinio a Milan Channel, iniziata nel 1999, è stata la sua vera “palestra“. Qui emerge la figura di Mauro Suma, descritto come un mentore estremamente esigente e “pesante“. La giornalista racconta che Suma imponeva una disciplina ferrea: per un semplice tentennamento vocale in onda (“m“), le fu vietato di apparire per un mese intero.

Tarquinio rivela di aver litigato di brutto con lui, tanto da non parlarsi per lungo tempo, sebbene col senno di poi ne riconosca il valore formativo nell’insegnarle a gestire le dirette e i tempi televisivi. In quegli anni, ha dovuto farsi strada in un ambiente in cui i giocatori vedevano i giornalisti del canale tematico quasi come “spie” o “impiccioni“, arrivando a ricevere persino pallonate mirate durante gli allenamenti.

Il ventennio a Sky: tra successi e delusioni

L’approdo a Sky nel 2003 è avvenuto in modo rocambolesco, dopo un provino quasi “tragico” con il prompter. Nonostante sia stata la sua “casa professionale” per 18-20 anni, il rapporto con l’emittente si è incrinato nel tempo. Tarquinio confessa di essersi sentita spesso un “jolly“, una persona utilizzata per tappare i buchi o come seconda scelta, piuttosto che come una risorsa su cui puntare per progetti primari. Questo senso di limitazione, unito al desiderio di non voler più solo “scaldare una sedia“, l’ha portata alla decisione di andarsene, nonostante l’azienda inizialmente non volesse lasciarla andare.

L’ipocrisia di Sky e il caso degli stagisti

Uno dei punti più critici sollevati nelle fonti riguarda quella che Alessia Tarquinio definisce l’ipocrisia di Sky. La giornalista si riferisce alla sospensione di alcuni giovani stagisti, “colpevoli” di aver esultato per un gol dell’Inter durante un aggiornamento di cronaca.

Tarquinio non contesta l’errore dei ragazzi, ma stigmatizza l’uso di “due pesi e due misure“: mentre i giovani sono stati puniti severamente, l’azienda avrebbe tollerato negli anni comportamenti ben peggiori e violazioni dell’etica professionale da parte di colleghi “esimi” e strutturati. Per lei, se esiste una linea etica, deve essere applicata con onestà intellettuale a tutti, non solo ai più deboli.

Alessia Tarquinio, il dissing con Melissa Satta e la tutela della professionalità

Un altro tema centrale è la sua critica aperta alla scelta di Sky di inserire Melissa Satta in programmi sportivi, definita una “caduta di stile“. Alessia Tarquinio chiarisce che non si è mai trattato di un attacco personale o di invidia estetica, ma di una questione di professionalità. Secondo la giornalista, affidare ruoli di rilievo a figure non giornalistiche è un segnale pessimo per un ambiente che dovrebbe valorizzare la competenza e lo studio.

Critica l’idea che il calcio debba essere raccontato attraverso “passerelle” di donne avvenenti ma non preparate, sottolineando come anche le nuove generazioni (incluso suo figlio adolescente) trovino questo approccio “cringe” e superato. La sua battaglia è per una figura femminile che sia stimata per le domande che pone e non per l’aspetto fisico.

La “seconda giovinezza” a Prime Video

Dopo aver pensato di abbandonare definitivamente il mestiere per dedicarsi al surf e alla vita da mamma, Alessia Tarquinio ha trovato in Prime Video un ambiente meno “tossico” e più libero. Qui ha potuto esprimere la sua personalità “cazzuta” e autentica, diventando celebre per siparietti come quello con Jude Bellingham (la celebre gag della “zia” o della mamma).

 

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Il suo approccio oggi unisce la professionalità della domanda (imparata da maestri come Stefano De Grandis) alla leggerezza dell’entertainment, rifiutando la sacralità eccessiva che spesso ammorba il calcio italiano.

Visione del calcio femminile

Infine,  emerge il suo impegno per il calcio femminile, che segue da trent’anni. La sua visione è pragmatica: non chiede l’impossibile parità salariale immediata, ma una parità di dignità lavorativa, strutture adeguate e un racconto tecnico che smetta di trattare le calciatrici come “piccole fiammiferaie“.

Tags: Alessia TarquinioCentrocampo

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