Strasburgo, 12 marzo 2026 – Otto Paesi dell’Unione Europea hanno espresso la loro netta opposizione alla proposta italiana di sospendere il mercato europeo di scambio delle emissioni di CO2 (ETS). In vista del prossimo vertice UE del 19 e 20 marzo, i governi di Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lussemburgo hanno sottolineato l’importanza strategica dell’ETS per la politica climatica europea e per il rafforzamento dell’industria e della decarbonizzazione nel continente.
Un pilastro della politica climatica europea
Nel documento ufficiale preparato in vista del Consiglio europeo, gli otto Paesi ribadiscono che l’ETS è essenziale per fornire segnali di prezzo del carbonio stabili e credibili, necessari a guidare gli investimenti verso la transizione energetica. «Apportare modifiche fondamentali, mettere in discussione lo strumento o sospenderlo sarebbe un passo indietro preoccupante, che indebolirebbe la stabilità del mercato, la competitività industriale e l’ambizione climatica europea», si legge nel non-paper visionato dall’ANSA.
L’ETS, attivo da circa vent’anni, è riconosciuto come uno strumento efficiente ed economicamente sostenibile che consente alle imprese di adattarsi ai target climatici con flessibilità, riducendo i costi della transizione per consumatori, aziende e governi. Modifiche profonde o un congelamento del sistema rischierebbero di distorcere il mercato, penalizzando chi ha già investito nella decarbonizzazione e rallentando nuovi investimenti.
La revisione ETS e il dibattito in vista del Consiglio europeo
La revisione del sistema ETS, già prevista nell’agenda del Consiglio europeo, mira a sostenere la decarbonizzazione, gli investimenti e l’occupazione, minimizzando il rischio di delocalizzazione delle emissioni (carbon leakage). Gli otto governi propongono di limitare eventuali modifiche a interventi mirati che mantengano la stabilità del sistema anche in periodi di volatilità, senza compromettere gli obiettivi climatici.
Questa presa di posizione rappresenta un chiaro segnale di contrasto alla proposta italiana, che vede nell’ETS un meccanismo da sospendere per tutelare alcune industrie nazionali. La discussione sarà centrale nel prossimo vertice UE e riflette la complessità del bilanciamento tra ambizione climatica e sicurezza economica nel contesto europeo.






