Palermo, 22 gennaio 2026 – Il ciclone Harry ha causato ingenti danni in Sicilia, con una prima stima che ammonta a 740 milioni di euro, secondo una ricognizione effettuata dalla Protezione civile regionale. A renderlo noto è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine della giunta straordinaria che ha deliberato lo stato di calamità e stanziato un primo fondo di 70 milioni di euro per far fronte all’emergenza.

Stanziamenti e misure regionali per la calamità in Sicilia
Durante l’incontro con la stampa, Schifani ha precisato che dei 70 milioni stanziati, 50 saranno subito disponibili mentre i restanti 20 milioni saranno reperiti attraverso fondi globali mediante una norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana. Questa misura mira a garantire un primo supporto alle aree più colpite dal maltempo, che ha provocato disagi significativi sia sul piano infrastrutturale che sociale.
Richiesta di intervento urgente e stato di emergenza
Parallelamente, la senatrice Dafne Musolino ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della Protezione civile e a quello delle Infrastrutture, chiedendo l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza per la Sicilia. Musolino ha sottolineato la gravità della situazione, citando il crollo della strada principale a Santa Teresa di Riva che ha isolato il centro abitato e messo in pericolo la popolazione. La senatrice ha inoltre denunciato il collasso del sistema dei trasporti, con la sospensione della circolazione ferroviaria sull’asse Messina-Catania-Siracusa e la mancanza di autobus sostitutivi per collegamenti essenziali, come quello tra Catania centrale e l’Aeroporto, aggravando l’isolamento dei cittadini e ostacolando i soccorsi.
Musolino ha quindi sollecitato il Governo a stanziare risorse e mezzi per la messa in sicurezza del territorio e il ripristino della viabilità, evidenziando la necessità di un cambio di passo nella gestione delle emergenze. In particolare, ha chiesto la riattivazione immediata dell’unità di missione “Italia Sicura” con i poteri originari per realizzare opere strutturali di prevenzione del rischio idrogeologico, indispensabili in un contesto di eventi climatici sempre più estremi.
Il presidente Schifani, figura di spicco in Sicilia con un lungo percorso politico iniziato nel 1996 e culminato nella presidenza regionale dal 2022, guida ora la risposta istituzionale a questa emergenza, coordinando le azioni per contenere gli effetti del ciclone e avviare la ricostruzione.





