Milano, 20 gennaio 2026 – Continua il miglioramento della qualità dell’aria in Lombardia anche nel 2025, secondo i dati raccolti dalle centraline di monitoraggio di Arpa Lombardia. Questo risultato conferma il trend positivo avviato negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le concentrazioni di polveri sottili e biossido di azoto.

Janak Bhatta licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) – alanews.it
Riduzione del PM10 e PM2.5: un trend in crescita
Nel corso del 2025, il valore medio annuo del PM10 si è mantenuto sotto il limite di 40 microgrammi per metro cubo in tutte le stazioni di monitoraggio regionali, confermando un miglioramento costante che ha avuto inizio nel 2018. Anche il limite giornaliero di 50 microgrammi, con un massimo di 35 giorni di superamento annuo, è stato rispettato in molte aree, con un calo significativo dei giorni di superamento rispetto al 2024. Notevole è il rispetto di questo limite per la prima volta anche a Brescia, mentre a Milano si è registrata una netta diminuzione dei superamenti, sebbene alcune zone ad alto traffico continuino a mostrare valori critici.
Per il PM2.5, particolato ancora più fine e dannoso, i livelli medi regionali sono rimasti sui minimi storici, attorno a 18 microgrammi per metro cubo, mentre il limite annuale di 25 microgrammi è stato rispettato in quasi tutte le centraline.
Lombardia: le sfide ambientali e le differenze territoriali
Nonostante i progressi, permangono criticità legate alla conformazione geografica del bacino padano e alle fonti di emissione. La motorizzazione veicolare resta la principale causa di inquinamento nelle aree urbane, in particolare nelle città di Milano, Brescia e Monza, dove i giorni di superamento del limite giornaliero sono ancora elevati, soprattutto nelle zone di traffico intenso. Inoltre, nelle zone della pianura ad alta densità zootecnica, come Cremona, Lodi e Soresina, si registrano livelli di PM10 superiori a quelli di molte città, dovuti anche alle emissioni derivanti dall’allevamento intensivo.
La rete di monitoraggio attuale, prevalentemente urbana, necessita di un aggiornamento per coprire meglio le aree rurali e zootecniche della regione. Secondo Legambiente Lombardia, è fondamentale ampliare l’attenzione anche ai precursori chimici come metano e ammoniaca, che contribuiscono alla formazione delle polveri sottili.
L’assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Maione, sottolinea come la Lombardia stia dimostrando che “con innovazione tecnologica, rinnovo del parco veicoli, efficientamento degli impianti termici e gestione degli effluenti zootecnici è possibile ridurre le emissioni senza fermare lo sviluppo”.
Il quadro 2025 conferma quindi la validità delle politiche ambientali messe in campo, pur evidenziando l’esigenza di ulteriori interventi per raggiungere gli obiettivi europei sempre più stringenti fissati per il 2030 e oltre.






