Bolzano, 24 marzo 2026 – Il ritorno della lince nei boschi dell’Alto Adige rappresenta un segnale positivo per la biodiversità locale, come confermato dai recenti dati del monitoraggio con fototrappole attivato dalla Provincia autonoma di Bolzano. Il progetto, avviato a febbraio con oltre 200 apparecchi installati sul territorio provinciale, sta fornendo preziose informazioni sulla presenza e la diffusione di diverse specie selvatiche, inclusa la lince.
Monitoraggio sistematico con fototrappole
Già nel 2025, le fototrappole posizionate lungo il Brennero e nell’Alta Val Venosta avevano documentato sporadici avvistamenti di lince, ma soltanto all’inizio di marzo 2026 è stata ottenuta una chiara conferma fotografica della presenza stabile della specie in Val Pusteria, nel territorio comunale di Falzes. L’assessore provinciale alle Foreste, Luis Walcher, ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio così sistematico: “Questo sistema ci consente di disporre di dati affidabili e oggettivi per seguire con precisione l’andamento delle specie selvatiche in Alto Adige.”
Il direttore della Ripartizione provinciale Servizio forestale, Günther Unterthiner, ha evidenziato come “le prove attuali dimostrano che questa specie selvatica, estremamente schiva e rara, si muove nuovamente nei boschi altoatesini, un segnale importante per la biodiversità e la stabilità ecologica della regione.”
Le prospettive di conservazione della lince
Anche nelle regioni confinanti si registrano segnali di recupero della lince: in Tirolo sono state documentate sei presenze nel 2025 tramite telecamere per fauna selvatica, mentre nei Grigioni svizzeri la popolazione è stimata tra i 15 e i 20 esemplari. Per il 2026 sono previsti programmi attivi di reintroduzione dopo gli incidenti del 2024, quando tre linci sono state accidentalmente abbattute durante prelievi di lupo.
L’espansione della lince avviene principalmente dalla Svizzera verso est, e qualora la qualità delle immagini lo consenta, gli esemplari catturati dalle fototrappole possono essere confrontati con banche dati internazionali, grazie al disegno unico del loro mantello.
Il ritorno della lince in Alto Adige si inserisce in un più ampio contesto di conservazione della fauna selvatica alpina, in cui la Provincia continua a investire risorse per garantire un equilibrio tra tutela ambientale e convivenza con le attività antropiche.






