Roma, 23 marzo 2026 – Nel contesto della Giornata Mondiale della Meteorologia, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha diffuso il suo rapporto annuale sullo stato del clima globale, confermando che gli anni dal 2015 al 2025 rappresentano gli 11 anni più caldi mai registrati. Il 2025 si colloca tra il secondo e il terzo anno più caldo della storia moderna, con una temperatura media globale di circa 1,43 °C superiore alla media pre-industriale del periodo 1850-1900.
Clima: temperature record e aumento dei gas serra
Secondo il rapporto, la temperatura globale nel 2024 ha raggiunto nuovi massimi, con un aumento di 1,55 °C sopra la media preindustriale, rendendolo l’anno più caldo mai registrato negli ultimi 175 anni. Le concentrazioni atmosferiche dei principali gas serra — anidride carbonica, metano e protossido di azoto — hanno toccato livelli record, mai osservati da centinaia di migliaia o addirittura milioni di anni. Nel solo 2023, la concentrazione di CO2 ha raggiunto 420 ppm, pari al 151% del livello preindustriale, con un incremento annuo di 2,8 ppm, uno dei più alti mai misurati.
Gli oceani, che continuano ad assorbire gran parte del calore e della CO2 prodotta dall’attività umana, stanno raggiungendo temperature record in varie aree tra cui l’Atlantico tropicale e settentrionale e l’Oceano Indiano tropicale. Il riscaldamento degli oceani contribuisce sia all’innalzamento del livello del mare — che nel decennio 2015-2024 è aumentato a una media di 4,7 mm all’anno, più del doppio rispetto al primo decennio delle rilevazioni satellitari — sia alla perdita progressiva dei ghiacci polari.
Scioglimento dei ghiacci e impatti globali
L’estensione del ghiaccio marino artico ha registrato nel 2024 uno dei minimi storici, con una riduzione media del 14% per decennio dal 1979 ad oggi. In Antartide, l’estensione del ghiaccio marino ha toccato il terzo valore più basso di sempre, evidenziando un trend negativo negli ultimi anni. Lo scioglimento dei ghiacciai terrestri prosegue senza sosta, aggravando ulteriormente l’innalzamento del livello del mare.
Gli eventi meteorologici estremi si sono intensificati, con ondate di calore, precipitazioni intense e cicloni tropicali che hanno causato gravi danni e sottolineano la crescente vulnerabilità delle economie e delle società interconnesse a livello globale. L’OMM prevede inoltre che tra il 2025 e il 2029 il riscaldamento globale medio supererà con una probabilità del 70% il limite di 1,5 °C rispetto all’era preindustriale, con impatti significativi attesi soprattutto nelle regioni artiche, dove le temperature invernali potrebbero aumentare oltre 2,4 gradi.
L’OMM, con sede a Ginevra e composta da 193 Stati membri, continua a svolgere un ruolo chiave nel monitoraggio e nella cooperazione internazionale per la comprensione e la mitigazione dei cambiamenti climatici.






