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Clima, il 2025 è il secondo anno più caldo di sempre: superata la soglia critica di 1,5°C

Il 2025 conferma la tendenza al riscaldamento globale, con eventi estremi, oceani bollenti e ghiacci polari in calo. Copernicus lancia l’allarme: servono azioni urgenti

by Giacomo Camelia
9 Dicembre 2025
Clima 2025

Clima 2025 | Pixabay @batuhan_toker - alanews

Roma, 9 dicembre 2025 – Si chiude un altro anno segnato da record climatici senza precedenti. Il 2025 si conferma come il secondo anno più caldo di sempre, a pari merito con il 2023 e subito dopo il 2024, che ha stabilito il nuovo primato di un pianeta surriscaldato di 1,6 gradi sopra i livelli preindustriali, come certificato dall’ultimo rapporto di Copernicus Climate Change Service (C3S), il sistema europeo di monitoraggio ambientale.

Proiezioni climatiche per il 2024: aumento delle temperature e rischio di alluvioni in Europa
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Un triennio di temperature record e l’allarme di Copernicus

“Negli ultimi tre anni la temperatura media globale ha superato per la prima volta nella storia il limite di 1,5 gradi Celsius rispetto all’epoca preindustriale”, ha spiegato Samantha Burgess, direttrice della sezione clima di Copernicus. Questo dato rappresenta un campanello d’allarme per l’accelerazione del cambiamento climatico, un fenomeno che non è più astratto ma tangibile nelle sue conseguenze. Burgess sottolinea che “l’unico modo per contrastare questo trend è una drastica riduzione delle emissioni di gas serra”, tuttavia, nel 2025, le emissioni di anidride carbonica da combustibili fossili sono aumentate ancora dell’1,1% rispetto al 2024, secondo il rapporto del Global Carbon Budget.

Gli effetti si traducono in eventi climatici estremi sempre più frequenti e violenti. Solo pochi giorni fa, la combinazione di tre tempeste tropicali e intense piogge monsoniche ha devastato vaste aree del Sud-est asiatico, tra Indonesia, Sri Lanka, Malesia, Thailandia e Vietnam, provocando oltre 1.800 vittime.

Oceani in allarme e variazioni climatiche in Europa

Il riscaldamento non risparmia gli oceani, con temperature medie sopra i 20 gradi tra i 60 gradi di latitudine nord e sud, registrando il quarto valore più alto di sempre a novembre, nonostante la fine della corrente calda del Niño. L’assenza di un evento Niña marcato contribuisce a mantenere elevate le temperature marine.

Nel Vecchio Continente, novembre 2025 è stato particolarmente caldo in Europa dell’Est, Turchia, Russia e nell’Artico, mentre l’Italia, soprattutto il Nord, ha sperimentato un clima più fresco del solito, insieme al Sud della Germania e alla Scandinavia. Il nostro Paese ha inoltre registrato precipitazioni inferiori alla media stagionale. L’estensione del ghiaccio marino artico è diminuita del 12%, il secondo valore più basso mai registrato, mentre in Antartide si è ridotta del 7%, attestandosi alla quarta percentuale più bassa.

Clima, il 2025 segna un trend allarmante

Mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione, l’Australia si prepara a un’estate particolarmente rovente e segnata da incendi boschivi devastanti. Attualmente, oltre 60 incendi stanno colpendo il Nuovo Galles del Sud, con altri roghi fuori controllo in Tasmania. Ventinove abitazioni sono state distrutte solo nelle ultime settimane, e un pompiere ha perso la vita nella zona a nord di Sydney, sottolineando la gravità della situazione.

Il monitoraggio e l’analisi di questi fenomeni si basano su dati provenienti da Copernicus, il programma europeo che, attraverso una costellazione di satelliti Sentinel e sistemi di rilevamento a terra e in mare, fornisce informazioni aggiornate e precise sullo stato del clima e dell’ambiente. Nel 2025, Copernicus ha continuato a rafforzare la sua capacità di osservazione con il lancio di nuovi satelliti, come Sentinel-1D e Sentinel-3C, espandendo il proprio contributo nel contrasto alla crisi climatica.

Samantha Burgess, nel suo ruolo di vicedirettrice del C3S, ha ribadito l’urgenza di azioni concrete: “È estremamente probabile che supereremo la media a lungo termine di 1,5°C prevista dall’accordo di Parigi. Le temperature record, unite a livelli elevati di umidità atmosferica, intensificano ondate di calore e precipitazioni estreme, con impatti drammatici su milioni di persone nel mondo.”

Il quadro tracciato nel 2025 conferma quindi il trend allarmante di un pianeta che continua a riscaldarsi, nonostante gli appelli internazionali e gli impegni globali, e rimarca l’importanza cruciale del monitoraggio continuo e dell’impegno politico per invertire la rotta.

Tags: ApprofondimentoCambiamento climatico

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