Il caos che dall’8 settembre sta interessando gli aeroporti del Regno Unito potrebbe essere stato provocato da un piano di volo militare contenente indicazioni errate. Il documento, inserito nel sistema informatico del centro di controllo di Swanwick, avrebbe causato il blocco dell’infrastruttura utilizzata da Nats, la società che gestisce il traffico aereo britannico.
A ricostruire quanto accaduto è il Corriere della Sera, sulla base delle informazioni raccolte da fonti europee a conoscenza dei primi accertamenti. La dinamica non è ancora stata confermata ufficialmente, ma avrebbe diversi elementi in comune con un grave episodio avvenuto nel Regno Unito appena tre anni fa.
“Un sistema così vecchio che nessuno lo capisce”
Secondo le prime ricostruzioni, il problema sarebbe nato da un piano di volo militare compilato con dati non corretti. Una volta entrato nel sistema, il documento avrebbe provocato un malfunzionamento nella gestione del traffico aereo, con conseguenze immediate su partenze e arrivi in tutto il Paese.
Le fonti europee citate dal Corriere lanciano una forte accusa contro Nats: “Il loro sistema è così vecchio e complesso che persino dentro la società inglese fanno fatica a capirlo e gestirlo”.
Una dinamica che ricorda quella dell’agosto 2023, quando un piano di volo civile anomalo provocò un blocco del sistema di pianificazione di Nats, impedendogli di comunicare correttamente con la rete europea di Eurocontrol. In quell’occasione furono coinvolti circa 700mila passeggeri, con danni stimati in circa 82 milioni di euro.
Questa volta, però, il documento sarebbe stato di natura militare e sarebbe quindi transitato attraverso un’interfaccia differente. Se la ricostruzione venisse confermata, secondo le fonti citate dal Corriere emergerebbe una vulnerabilità che non sarebbe stata individuata dopo il precedente del 2023.
Regno Unito, oltre duemila voli cancellati e 315mila passeggeri coinvolti
I dati della società di analisi Ciriumindicano che nel primo giorno di disagi sono stati cancellati 1.746 voli, pari al 30,1% della programmazione prevista; il giorno successivo sono stati annullati altri 347 voli, pari al 5,91%. Il totale al momento è di 2.093 voli cancellati, con un impatto stimato in circa 315 mila passeggeri a terra; il conteggio è destinato a salire secondo gli aggiornamenti operativi.
Le compagnie low cost – Ryanair, Wizz Air ed easyJet – hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di Nats, e la sorte della leadership dell’ente sarà valutata dal governo inglese, che potrebbe decidere già oggi. Sul piano operativo, le compagnie e gli scali stanno riorganizzando le partenze e le riprotezioni secondo le priorità di sicurezza e capacità residue.
Le autorità competenti proseguono le verifiche tecniche e procedurali per stabilire l’esatta sequenza di inserimento del piano militare e per definire eventuali interventi di aggiornamento delle interfacce e delle procedure. Nel frattempo persistono disagi diffusi sui voli in partenza e in arrivo nello spazio aereo britannico.
Per approfondire: Guasto al controllo del traffico aereo nel Regno Unito: decolli sospesi in dieci aeroporti
