Fabio Grosso è stato sollevato dall’incarico come allenatore della Fiorentina. La decisione arriva dopo 4 partite ufficiali e circa due mesi di lavoro, ha reso noto la società in un comunicato.
La crisi di risultati che ha rotto l’equilibrio
La squadra ha collezionato tre sconfitte consecutive in campionato, culminate con la partita persa contro il Torino, e ha subito risultati pesanti che hanno accelerato la scelta dirigenziale. In Serie A sono arrivati il 4-0 a Roma e il 3-0 al Franchi con il Frosinone; complessivamente la squadra ha incassato nove gol subiti nelle prime uscite. L’unico esito positivo registrato nella prima fase è stato il successo in Coppa Italia contro il Benevento.
Mercato, tensioni interne e il richiamo di Paolo Vanoli
Il club era partito con una campagna acquisti ampia: circa 130 milioni spesi e 13 giocatori nuovi in rosa, circostanza che ha reso più fragili le scelte tecniche e i tempi di assimilazione. Sul piano organizzativo, la dirigenza guidata da Fabio Paratici aveva inizialmente confermato fiducia al progetto, ma secondo quanto ricostruito le divergenze sul piano tattico e sulla gestione della crisi tra allenatore e dirigenza sono diventate un fattore decisivo. Per la panchina la società ha scelto Paolo Vanoli: si tratta di un ritorno per l’allenatore che aveva contribuito a salvare la squadra nella passata stagione.
Il passaggio di consegne segna dunque una svolta rapida: la società, che fino al tardo pomeriggio aveva ribadito che l’allenatore non era in discussione, ha cambiato posizione nelle ore successive e ha ufficializzato l’avvicendamento con un breve comunicato serale.
