Geppi Cucciari non tornerà a settembre ai microfoni di Un Giorno da Pecora, ha scritto sui suoi profili social. Splendida Cornice resta invece confermato nella sua conduzione, ma per il programma radiofonico la disponibilità già concessa in passato dalla sede non è più stata ritenuta praticabile.
Le parole di Geppi Cucciari
Nella sua comunicazione la conduttrice ha spiegato che «a settembre dopo 11 anni non tornerò ai microfoni di Un Giorno da Pecora come avrei desiderato». Rai di Milano era stata finora la soluzione che le permetteva di andare in diretta per metà della stagione: «Gli impegni di lavoro degli ultimi tre anni non mi hanno permesso di coprire tutta la stagione radiofonica, ma fino all’ultima edizione mi è sempre stato concesso di andare in diretta dalla sede Rai di Milano per metà della stagione», ha ricordato.
Quest’anno, ha aggiunto, «nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione, che mi consentiva di conciliare Un giorno da Pecora con Splendida Cornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali. È stato deciso di avere qualcuno disponibile tutto l’anno». A quanto scritto dalla conduttrice, la scelta della Rai è ricaduta su Nancy Brilli, chiamata a condurre il programma per l’intera stagione.
La sterzata della Rai
Il cambio ha introdotto anche un contrasto di immagine fra le due conduttrici: Nancy Brilli ha espresso pubblicamente la sua stima per Giorgia Meloni, dichiarando «Mi piace moltissimo, è una donna tutta d’un pezzo. Mi piace questa fierezza che vorrei vedere in tutte». Nell’archivio pubblico dei suoi interventi si registra invece l’immagine di Geppi Cucciari nota per battute pungenti rivolte a esponenti culturali e politici.
Tra i vari esempi c’è il botta e risposta con l’allora ministro Gennaro Sangiuliano durante la cerimonia del Premio Strega, quando Cucciari ironizzò sul fatto che il ministro non avesse ancora letto i libri in gara pur dovendo giudicarli. Altra battuta riportata riguarda un commento su Giuli: «Molti sottolineano eccessivamente la sua potente retorica, il suo eloquio forbito, la parola che squadra da ogni lato l’animo nostro informe. In realtà sono sempre interventi cristallini, lei è l’unico ministro i cui interventi possono essere addirittura ascoltati al contrario come un disco dei Black Sabbath e a volte migliorano». La Rai ha dunque affidato l’incarico a una conduzione continuativa, motivazione che, secondo la conduttrice, ha reso impossibile la formula mista con dirette da Milano.
