Samir Handanovic ha lasciato l’Inter lo scorso giugno, dopo essere passato dagli osservatori del club all’incarico di allenatore per due stagioni dell’Under17. L’Inter ha salutato così un altro pilastro della recente era nerazzurra, insieme a Piero Ausilio, e lo sloveno ha spiegato ai cronisti le ragioni del divorzio.
Le parole di Handanovic
Handanovic ha detto a Il Giornale che gli era stata offerta la guida della Primavera «ma solo a certe condizioni, giocare sempre col mio gruppo». Ha poi aggiunto che il progetto prevedeva di dover allenare certi giocatori in settimana e poi in partita schierare chi non aveva giocato nell’Under23: «che senso ha? Questa è un’abitudine sbagliata dei settori giovanili italiani». Ha raccontato che il problema è emerso a giugno, «così non ho trovato altri posti in cui andare. Pazienza, l’occasione arriverà».
Il portiere ha ripercorso le undici stagioni trascorse nel club, ricordando che in quel periodo ha vinto un solo scudetto: «Il mio gruppo ha costruito, quello venuto dopo ha raccolto». Ha sottolineato che «il club e la squadra, parlo di dirigenti e calciatori, sono cresciuti nel tempo» e si è domandato come si possa costruire a lungo termine citando il Milan campione 2022, «oggi sono rimasti solo Maignan e Saelemaekers».
Handanovic ha ricordato inoltre il ruolo di Spalletti, che lo aveva promosso capitano dopo Icardi, e ha commentato l’arrivo di Conte: «Con Spalletti si sono create le fondamenta… Poi con Conte sono arrivati la sua mentalità, la sua tattica e acquisti importanti». Sulle caratteristiche dell’ex allenatore ha detto: «Per lui c’è solo il calcio e chiede tanto, anche a se stesso… il primo anno era difficile anche solo prenotare una visita dal dentista». Ha aggiunto: «I giocatori davvero giocano per lui però va bene un anno o due poi il rischio è che tutto salti e lui se ne vada».
Interrogato sulla stagione, Handanovic ha detto che «mi pare difficile che l’Inter possa perdere lo scudetto, Chivu non mi ha stupito e può ripetersi». Infine ha raccontato un retroscena sul 2023: «Avevo parlato con De Zerbi per andare al Brighton, per giocare ancora ma anche per vederlo allenare: lo ammiro molto».
