Piogge torrenziali al confine tra Tibet e Nepal hanno provocato frane e allagamenti che hanno colpito comunità e infrastrutture di montagna. L’alluvione ha interessato in particolare le valli attraversate dal fiume Bhote Koshi, con l’acqua che ha trascinato via strade e ponti e isolato punti di passaggio tra i due Paesi.
Le autorità nepalesi segnalano che la zona più colpita sul versante sud della frontiera è quella di Syapru Besi e Timure, dove interi villaggi sono stati travolti. I soccorsi sul posto hanno trovato case distrutte e estesi danni alle linee di comunicazione che complicano le operazioni di evacuazione.
Danni e vittime in Nepal per l’alluvione
Nel distretto montano di Rasuwa i funzionari locali hanno registrato perdite umane e danni consistenti alle infrastrutture. Al momento le vittime confermate in Nepal sono almeno otto, mentre i danni materiali restano difficili da quantificare a causa delle strade interrotte e dei collegamenti telefonici instabili.
«Interi villaggi e infrastrutture sono stati spazzati via», ha detto alla Reuters il direttore amministrativo del distretto, descrivendo la situazione sul terreno. Le équipe di soccorso stanno cercando di raggiungere le aree isolate per estrarre eventuali dispersi e fornire aiuti di prima necessità, ma la forza delle acque e il rischio di nuove colate di fango rallentano gli interventi.
Il quadro locale richiama l’esperienza dello scorso anno, quando l’esondazione dello stesso corso d’acqua aveva provocato nove morti e diverse decine di dispersi, un precedente che aumenta la preoccupazione per la possibilità di nuove vittime nelle comunità montane.
Frana sul versante tibetano e mobilitazione dei soccorsi
Sul versante nord, nella contea di Gyirong nella regione autonoma del Tibet, è segnalata una grande frana caduta nei pressi del posto di frontiera con il Nepal. Le notizie sui feriti e sui dispersi sono al momento frammentarie ma indicano impatti pesanti sulle vie di comunicazione che collegano i due Paesi.
La notizia della frana e dei danni a Gyirong è stata diffusa dall’agenzia di stampa Nuova Cina (Xinhua), che riferisce come il presidente Xi Jinping abbia ordinato il «massimo sforzo» per prestare soccorso e coordinare le operazioni di emergenza. Le autorità hanno mobilitato squadre di ricerca e mezzi per cercare persone intrappolate e per riaprire le arterie di collegamento più importanti.
La condizione del confine e delle vie di transito è determinante anche per il coordinamento degli aiuti internazionali e per l’afflusso di materiali di prima necessità nelle comunità montane. Sul posto sono previste verifiche tecniche per valutare la stabilità dei pendii e il rischio di ulteriori smottamenti per l’alluvione.
Le operazioni di soccorso proseguono con priorità alla messa in sicurezza delle aree più esposte e al recupero dei sopravvissuti; il coordinamento tra i team nepalesi e le autorità del Tibet è essenziale per raggiungere i villaggi isolati e stabilire corridoi umanitari.
