La presenza di Matteo Salvini a l’Agnate, durante l’appuntamento del Festival Time in Jazz è diventata un caso politico. L’esibizione che vedeva protagonista Diodato con un omaggio al cantautore genovese è stata scossa da momenti di tensione.
Cosa è successo al Festival Time in Jazz
La partecipazione di Matteo Salvini, seduto tra i posti d’onore accanto a Dori Ghezzi, vedova del compianto artista, ha scatenato la reazione di una spettatrice che ha deciso di manifestare pubblicamente il suo disappunto. Prima di abbandonare l’evento si è rivolta direttamente a Diodato: “Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso restare“. Parole che hanno immediatamente innescato la reazione del pubblico, diviso tra applausi e fischi e che hanno spinto lo stesso Diodato a prendere posizione, pur specificando di ritrovarsi li in qualità di ospite: “Speriamo che la musica di De Andrè illumini un po’ di più anche la nostra classe politica”
La posizione di Dori Ghezzi e l’intervento della nipote di De Andrè
A difendere la posizione del vicepremier è stata la stessa Dori Ghezzi, che ha preso la parola per manifestare la necessità di creare percorsi che possano permettere di avere un dialogo anche con chi la pensa diversamente: “Non sono d’accordo con voi. Io sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire“. Dichiarazioni che hanno innescato la dura reazione della nipote di Faber, Alice De André. Attraverso un lungo video su Instagram, la ragazza ha commentato duramente la vicenda, prendendo le difese della contestatrice: “Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la la la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo. Una ragazza che contesta un politico a un concerto di De André non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che sono successe durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi, se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere”.
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La vicenda si è infiammata nel giro di poche ore, spingendo lo stesso Salvini a rompere il silenzio con un lungo intervento sui social. Nel suo sfogo, il leader leghista rivendica una passione per il cantautore nata ai tempi del liceo, e torna a parlare di democrazia e censura: “Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno – e ripeto NESSUNO – può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare“.
Ma cosa sta succedendo?
Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene?
Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma.
Faccio politica da una vita:… pic.twitter.com/w1tfgaI9rw— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) August 10, 2026
