Il caso Abderrahim Fakir è finito al centro di un punto stampa tenuto oggi a Montecitorio. Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha chiesto che «la politica dovrebbe lasciare che la magistratura adesso faccia tutti gli accertamenti possibili» e di andare «fino in fondo». Nel ribadire l’appello, Conte ha aggiunto che «non possiamo permettere che le forze dell’ordine siano attaccate ingiustificatamente» in piazza, indicando la magistratura come sede degli accertamenti.
Nel corso dell’intervento, il leader ha tenuto insieme l’appello agli accertamenti e un richiamo all’ordine pubblico: ha insistito perché il confronto resti istituzionale e perché in piazza non si colpiscano indiscriminatamente le forze dell’ordine.
“Nel caso Roggero non parliamo assolutamente di legittima difesa, parliamo di una rappresaglia, una vendetta al di fuori di qualsiasi contesto di legittima difesa. E parliamo del caso Fakir. C’è un fatto: la morte è accertata nel momento in cui era sotto il controllo delle forze dell’ordine, il personale sanitario attorno. Aspettiamo gli accertamenti della magistratura. Ripeto, bisogna andare fino in fondo”. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una intervista a Sky.
Economia, sicurezza e il caso Ruggero: parla Conte
Accanto all’invito a lasciare lavorare i giudici, l’ex premier ha rivolto accuse dirette all’esecutivo. Ha osservato che il governo, «anziché varare misure per il salario minimo e contro il carovita si dedica alla legge elettorale, a spese folli per il riarmo». Secondo Conte, l’esecutivo ha trasformato «il caso Ruggero» in strumento di propaganda, utile a coprire quelli che definisce fallimenti sulla sicurezza e sul potere d’acquisto.
Conte è poi tornato su un passaggio dei lavori della commissione Covid, che ha definito «un fatto molto singolare». A suo giudizio, una deputata e il capogruppo di Fratelli d’Italia si erano posti in un confronto interno, «se la sono cantata e suonata».
Ha quindi sollevato il tema della trasparenza sul dossier giudiziario aperto in Parlamento. «Domani qui alla Camera si riunirà la commissione per le autorizzazioni a procedere», ha ricordato, chiedendo che le comunicazioni tra il deputato Delmastro e il presunto prestanome del clan senese siano «rese pubbliche e acquisite dalla magistratura».
