Meta e Anthropic hanno avviato a giugno 2026 negli Stati Uniti negoziati per l’affitto di parte dei data center di Meta. L’ipotesi, hanno spiegato fonti vicine alle parti, riguarda l’uso di capacità di calcolo ottimizzate per modelli di intelligenza artificiale, non la cessione degli impianti. Se chiusa, l’intesa potrebbe valere fino a 10 miliardi di dollari in due anni e segnerebbe il primo passo di Meta verso la vendita commerciale di servizi cloud, mentre la società prevede nel 2026 spese infrastrutturali tra 125 e 145 miliardi di dollari.
Cosa prevede l’accordo in discussione
Secondo le indicazioni raccolte, Anthropic prenderebbe in locazione risorse già dimensionate per carichi di training e per l’esecuzione di modelli avanzati, con infrastrutture di raffreddamento e rete predisposte da Meta. Il valore indicato – fino a 10 miliardi in due anni – emerge nelle fasi iniziali delle conversazioni e combinerebbe canoni pluriennali con impegni su livelli minimi di utilizzo e sulla manutenzione. Le fonti precisano che non esiste al momento una bozza di contratto firmata, né una tempistica definita per la conclusione delle trattative. L’impianto, quindi, resta preliminare e soggetto a verifiche tecniche e legali che potrebbero incidere sia sull’ampiezza della capacità messa a disposizione sia sulla calendarizzazione delle consegne.
Perché conviene a Meta e ad Anthropic
Meta ha investito massicciamente per dotarsi di data center e infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Queste risorse servono in primo luogo i prodotti interni e, con la pubblicità ancora principale fonte di ricavi, l’affitto di capacità non pienamente utilizzata può trasformarsi in una nuova voce di entrata, secondo documenti e dichiarazioni aziendali. Per Anthropic, che necessita di enorme potenza di calcolo per addestrare e alimentare i modelli Claude, l’accesso a capacità esterne consente di accelerare i piani rispetto alla costruzione di nuovi impianti proprietari. La società ha già concluso accordi simili in passato, incluso uno con xAI che fonti di mercato hanno stimato in circa 45 miliardi di dollari in tre anni. Un’intesa con Meta permetterebbe dunque di ampliare rapidamente il throughput computazionale, bilanciando costi e tempi di implementazione.
Il contesto di mercato e le valutazioni strategiche
Le trattative si collocano in una fase in cui i grandi gruppi tecnologici stanno riconsiderando l’uso dei propri asset infrastrutturali. Le spese di capitale restano elevate e spingono a cercare ritorni economici su investimenti già sostenuti, mentre la domanda di potenza di calcolo da parte di chi sviluppa modelli di ampia scala è cresciuta più rapidamente dell’offerta disponibile. Questa dinamica ha portato diverse imprese a esplorare soluzioni contrattuali articolate: affitti, impegni su capacità minima e servizi gestiti. Nel caso di Meta e Anthropic pesa anche un profilo politico-commerciale: le due aziende operano in settori tecnologici sovrapposti e trasformare un asset interno in un prodotto offerto a un potenziale concorrente apre questioni operative e di governance che vengono valutate durante le interlocuzioni.
Rischi, clausole e priorità operative
Tra i nodi in esame figurano clausole di riservatezza, limiti d’uso su specifiche workload e condizioni su manutenzione e aggiornamenti di GPU e infrastruttura di rete. Le parti stanno anche valutando formule che consentano a Meta di mantenere priorità operativa per i propri servizi nel caso di un aumento improvviso della domanda interna. Operatori di mercato ricordano che accordi analoghi sono stati impiegati per monetizzare capacità inutilizzate; al tempo stesso, gli approfondimenti tecnici e le verifiche legali tendono a dilatare i tempi, incidendo sulla velocità con cui le risorse possono essere effettivamente rese disponibili e integrate nei processi di addestramento ed esecuzione dei modelli.
Prossimi passi della trattativa
Le negoziazioni restano in fase preliminare: non è stata firmata alcuna intesa e le parti non hanno rilasciato comunicazioni ufficiali, affermano le fonti vicine al dossier. Il passo successivo atteso è una due diligence tecnica incrociata, nella quale saranno misurate capacità disponibili, requisiti energetici e vincoli contrattuali; solo dopo questo esame si potranno redigere bozze contrattuali vincolanti. Su questi elementi si giocheranno la definizione dei volumi effettivi, le finestre temporali di erogazione e le tutele operative richieste da entrambe le società.
