Nuovo tentativo di introdurre dispositivi elettronici all’interno del carcere della Dogaia di Prato. Un drone è stato individuato mentre sorvolava il penitenziario, avvicinandosi alla sezione di Alta Sicurezza. L’allarme lanciato dagli operatori della Polizia penitenziaria ha fatto scattare immediatamente i controlli, consentendo di recuperare un involucro nascosto all’interno del muro di cinta con cinque smartphone, tutti dotati di schede Sim perfettamente funzionanti. Lo rende noto la Procura di Prato.
Il recupero dei telefoni grazie alla videosorveglianza
Secondo quanto comunicato dalla Procura, l’individuazione del drone è stata possibile grazie al sistema di videosorveglianza installato nella struttura. Le immagini hanno indirizzato gli operatori verso un’area del passeggio interno, dove durante la successiva bonifica è stato rinvenuto un pacco contenente i cinque telefoni cellulari, pronti per essere recuperati dai detenuti.
La Dogaia al centro delle indagini
L’episodio si inserisce in un quadro investigativo già noto. Negli ultimi mesi il carcere pratese è stato più volte al centro di inchieste sul traffico di cellulari, droga e altri oggetti vietati, introdotti con tecniche sempre più sofisticate, tra cui l’impiego di droni, lanci dall’esterno e altri stratagemmi. Proprio per contrastare il fenomeno sono in corso l’installazione di sistemi anti-drone e il potenziamento della videosorveglianza all’interno della struttura.
Proseguono le indagini
La Procura sta ora cercando di risalire ai responsabili del tentativo di introduzione dei telefoni e di verificare eventuali collegamenti con le organizzazioni che riforniscono i detenuti di dispositivi elettronici. Gli smartphone sequestrati saranno analizzati dagli investigatori per ricostruirne la provenienza e individuare i destinatari all’interno del penitenziario.
