Massimo Ceccherini ha ottenuto dal Tribunale di Firenze oggi, venerdì 17 luglio 2026, l’omologazione di un concordato per riorganizzare i debiti accumulati a causa della dipendenza dal gioco d’azzardo. Il via libera è legato all’intervento di un “assuntore” e all’adesione integrale dei creditori. Il provvedimento, firmato dal giudice Cristian Soscia della quinta sezione civile, richiama il percorso terapeutico avviato dall’attore presso il SerD di Pistoia.
L’atto giudiziario colloca all’origine della crisi la diagnosi di Dga – Disturbo del gioco d’azzardo e documenta il coinvolgimento dei servizi sanitari. L’intervento di un soggetto terzo ha permesso di chiudere l’intesa con banche, erario e finanziatori privati, con un piano ritenuto sostenibile.
Debito complessivo e intervento dell’amico di Ceccherini
Gli atti quantificano l’esposizione in 1.400.000 euro, ripartiti tra istituti bancari, amministrazione finanziaria e creditori privati. Ceccherini ha chiesto il “concordato minore con assuntore”, lo strumento previsto per professionisti e autonomi sovraindebitati che consente a un terzo di assumere l’adempimento del piano. Nel caso specifico è stato determinante il versamento di 300.000 euro garantito da un amico, indicato in forma anonima nel testo dell’omologa firmata dal giudice Soscia.
Il percorso che ha condotto al sovraindebitamento viene ricostruito negli anni di maggior successo professionale dell’attore: una quota rilevante dei proventi sarebbe stata destinata a scommesse, fino a generare esposizioni anche verso persone fisiche. Il quadro economico e sanitario è stato riportato all’interno della procedura per dimostrare la coerenza del piano con la capacità di adempimento.
Motivazioni del giudice e percorso al serd
Nelle motivazioni, il tribunale valorizza la presa in carico sanitaria e la buona fede dell’interessato. Il provvedimento riporta che l’attore “si sarebbe determinato ad intraprendere un percorso in ambito sanitario, rivolgendosi al competente SerD; in tale sede gli sarebbe stata diagnosticata la patologia del ‘Dga – Disturbo del gioco di azzardo’”. La condizione clinica, si legge, ha inciso sulla capacità di autodeterminazione nelle scelte economiche e la crisi non è derivata da “colpa grave, malafede o frode”.
Negli atti è citato anche il sostegno della compagna, indicato come elemento che ha favorito sia l’accesso al SerD sia l’avvio della procedura. Ceccherini risiede con lei a Pistoia e proseguirà il percorso terapeutico presso il servizio dipendenze competente, come stabilito nel piano.
Piano dei pagamenti e vigilanza dell’occ
L’accordo omologato prevede due componenti: da un lato, il pagamento all’erario di 500 euro al mese per quattro anni a copertura di una quota residua; dall’altro, l’apporto dell’amico pari a 300.000 euro, destinato a saldare il restante. Tutti i creditori hanno giudicato congruo il piano, consentendone l’approvazione formale.
La vigilanza sull’esecuzione è affidata all’Organismo di composizione della crisi (Occ), soggetto terzo autorizzato dal Ministero della Giustizia e composto, di norma, da professionisti del foro. L’Occ monitorerà i flussi di pagamento e la regolarità degli adempimenti, relazionando sugli scostamenti eventualmente rilevati.
Con l’omologa, la procedura definisce un percorso tecnico di rientro che combina un piano rateale verso l’amministrazione finanziaria e un versamento una tantum dell’assuntore, inquadrato nelle misure per il sovraindebitamento. I passaggi successivi prevedono l’avvio dei pagamenti mensili, il prosieguo del trattamento al SerD di Pistoia e la supervisione periodica dell’Occ fino al completamento del quadriennio.
