A pochi mesi dalla straordinaria doppietta olimpica conquistata a Milano-Cortina 2026, Federica Brignone torna a parlare delle conseguenze del grave infortunio che aveva rischiato di comprometterne la carriera. La campionessa valdostana, oggi 36enne, ammette che il percorso di recupero è ancora lontano dall’essere concluso e che il suo fisico potrebbe non tornare mai alle condizioni precedenti.
Intervistata dal quotidiano francese L’Équipe, Brignone ha raccontato le difficoltà affrontate dopo la doppia frattura di tibia e perone e la rottura del legamento crociato anteriore della gamba sinistra riportate il 3 aprile 2025 durante i Campionati Italiani.
Il recupero dopo il grave infortunio
Nonostante il tempo trascorso dall’incidente, la sciatrice azzurra spiega di convivere ancora con dolori costanti e limitazioni importanti nella preparazione atletica.
«Mi sto allenando intensamente, ma continuo anche le cure», racconta. «Questa primavera è stata difficile, facevo ancora molta fatica a camminare. Ho ripreso la preparazione a metà maggio, ma non posso fare quello che facevo prima dell’infortunio».
Brignone riesce ad allenarsi in bicicletta, in piscina e in palestra, ma non può ancora correre né effettuare appoggi completi sulla gamba. I progressi ci sono, ma il quadro resta complesso.
«Sto meglio rispetto a qualche mese fa, ma sono ancora lontana dall’essere come prima. Ho dolore tutto il tempo», confessa.
La frase più significativa arriva quando guarda al futuro: «Il mio corpo non si riprenderà mai completamente».
La doppietta olimpica che sembrava impossibile
Eppure, appena dieci mesi dopo il gravissimo infortunio, Brignone è riuscita a compiere un’impresa che molti ritenevano irrealizzabile. Ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 ha conquistato due medaglie d’oro, imponendosi sia nello slalom gigante sia nel super-G.
Un risultato che lei stessa oggi fatica a spiegare.
«Era già folle essere al via delle Olimpiadi dopo così poche gare e pochi giorni di allenamento. Avevo troppo dolore per fare di più», racconta. «Davvero non so come sia riuscita a fare una cosa del genere».
Secondo la campionessa, però, il rischio fa parte della natura stessa dello sci agonistico.
«Quando fai sci ad alto livello rischi continuamente di farti male. Succede sempre. Anche quando pratico downhill in mountain bike, che adoro, mi assumo dei rischi».
Una nuova stagione ancora tutta da decidere
L’obiettivo immediato è tornare sugli sci all’inizio di agosto e valutare le condizioni della gamba in vista della prossima stagione di Coppa del Mondo.
Brignone ha già programmato la trasferta di settembre a Ushuaia, in Argentina, dove la nazionale italiana svolgerà il consueto raduno sulla neve australe. Tuttavia, la sua partecipazione all’intera stagione resta tutt’altro che scontata.
«Non so ancora se riuscirò a disputare la prossima stagione», ammette. «Se dovessi soffrire come l’anno scorso, sarebbe insostenibile».
La sciatrice vuole affrontare la preparazione come se dovesse gareggiare per tutto l’inverno, ma preferisce non fare previsioni definitive. Le decisioni verranno prese strada facendo, in base alle risposte del fisico.
Potrebbe essere l’ultima stagione della carriera
Le parole di Brignone lasciano inoltre intendere che il ritiro non sia più un’ipotesi lontana. La campionessa guarda già oltre l’orizzonte agonistico e non si vede in gara ai Giochi Olimpici invernali del 2030, che si svolgeranno sulle Alpi francesi.
«Sono sicura che non ci sarò, almeno non come atleta», afferma senza esitazioni. «È troppo lontano. Vorrei fare altre cose, viaggiare e continuare a praticare sport, ma senza vincoli».
Per questo la stagione 2026-2027 potrebbe davvero rappresentare l’ultimo capitolo di una delle carriere più importanti nella storia dello sci alpino italiano.
«Se riuscirò a fare la prossima stagione sarà già una bella cosa», conclude. Una frase che racchiude tutta la consapevolezza di chi, dopo aver sfidato i limiti del proprio corpo per conquistare due ori olimpici, sa che ogni gara disputata da qui in avanti avrà un valore speciale.
