A Firenze si apre un nuovo capitolo nel dibattito sul rapporto tra turismo e città. Il Comune sta infatti valutando la possibilità di aumentare la Tari per i proprietari che destinano alle locazioni turistiche brevi più di quattro immobili, con l’obiettivo di rendere più equa la distribuzione dei costi legati ai servizi urbani e tutelare le utenze domestiche dei residenti.
L’ipotesi è emersa durante una seduta del Consiglio comunale a Palazzo Vecchio, in risposta a un question time presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi. A illustrarla è stata l’assessora Benedetta Albanese, che ha spiegato come gli uffici stiano valutando la fattibilità della misura dal punto di vista tecnico e giuridico.
Chi deve sostenere i costi del turismo?
“Gli uffici stanno approfondendo la questione da un punto di vista tecnico e giuridico”, ha dichiarato Albanese. L’obiettivo, ha precisato, è verificare «la possibilità di una ripartizione più equa dei costi per servizi di igiene urbana e decoro cittadino» nel rispetto della normativa vigente.
La proposta nasce da una domanda sempre più presente nelle città ad alta vocazione turistica: chi deve sostenere i costi generati dai flussi di visitatori? La raccolta dei rifiuti, la pulizia delle strade e la manutenzione degli spazi pubblici rappresentano infatti servizi essenziali che incidono sui bilanci comunali e che, secondo l’amministrazione fiorentina, potrebbero essere distribuiti in modo diverso tra residenti e proprietari che traggono reddito dagli affitti turistici.
Per questo il Comune sta valutando se chi possiede più di quattro appartamenti destinati alle locazioni brevi debba contribuire in misura maggiore rispetto a una normale utenza domestica. Il fine della misura, ha spiegato Albanese, è quello di “tutelare le utenze domestiche dei residenti”.
Il dibattito sugli affitti brevi a Firenze
La discussione si inserisce in un contesto più ampio che da anni vede Firenze al centro del confronto sugli effetti del turismo e della crescita delle locazioni turistiche.
Il capoluogo toscano è tra le città italiane dove il fenomeno degli affitti brevi ha avuto una diffusione particolarmente significativa, soprattutto nelle aree del centro storico. Da tempo associazioni di residenti, comitati cittadini e amministratori locali discutono della necessità di trovare un equilibrio tra il peso economico del turismo e la tutela della vivibilità urbana.
L’eventuale aumento della Tari non rappresenterebbe un divieto né una limitazione diretta agli affitti turistici, ma uno strumento fiscale attraverso cui il Comune punta a differenziare il contributo richiesto a chi utilizza numerosi immobili per attività legate all’accoglienza.
Per il momento si tratta soltanto di una proposta allo studio, ma il messaggio politico appare chiaro: Firenze vuole aprire una riflessione su come redistribuire in maniera più equilibrata i costi che il turismo produce sulla città, cercando allo stesso tempo di alleggerire il carico sulle famiglie residenti.
Via libera agli equilibri di bilancio
Nel corso della stessa seduta il Consiglio comunale ha approvato la verifica degli equilibri del bilancio 2026-2028. La sindaca Sara Funaro ha spiegato che la variazione approvata non modifica l’impianto complessivo della programmazione finanziaria, ma consente di rafforzare investimenti e servizi considerati prioritari.
Tra le principali voci figurano 1,6 milioni di euro di maggiori entrate tributarie, 7,3 milioni di euro di maggiori trasferimenti correnti e oltre 8 milioni di euro destinati agli investimenti, con particolare attenzione alla viabilità e al patrimonio comunale. Tra gli interventi più rilevanti spicca il finanziamento regionale da 32,6 milioni di euro per la tramvia 4 Leopolda.
Approvato inoltre l’aggiornamento della programmazione relativa al completamento dei lavori di restyling dello stadio Artemio Franchi, uno dei principali progetti urbanistici in corso nel capoluogo toscano.
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