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Europol scopre una rete internazionale di uomini che drogavano e facevano stuprare le mogli

Dietro forum segreti, chat criptate e comunità misogine online, centinaia di uomini si scambiavano istruzioni, video e consigli per drogare e abusare delle proprie partner. L'inchiesta internazionale coordinata da Europol apre uno scenario inquietante sulla nuova frontiera della violenza domestica organizzata

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Agenti Europol in giacca con logo durante un’operazione

X@cumhuriyetgzt1

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Europol Non casi isolati. Non singoli aggressori. Ma una rete internazionale di uomini che, attraverso forum riservati, gruppi chiusi e piattaforme criptate, pianificavano violenze sessuali contro le proprie compagne e mogli dopo averle sedate con farmaci o altre sostanze.

È quanto emerge da Project Medusa, una vasta operazione coordinata da Europol insieme alle autorità di Germania e Regno Unito che ha coinvolto anche Brasile, Canada, Francia, Paesi Bassi, Ungheria, Spagna e Stati Uniti. L’inchiesta ha portato alla luce un sistema organizzato di abusi sessuali facilitati dall’uso di droghe, un fenomeno che gli investigatori definiscono sempre più diffuso e strutturato.

I numeri dell’operazione: 57 arresti e 156 persone identificate

Secondo i dati ufficiali diffusi da Europol, finora sono state identificate 156 persone tra vittime e sospetti autori, mentre gli arresti effettuati sono 57. Le autorità hanno inoltre attivato misure di protezione per 158 vittime, avviato 113 indagini e sviluppato 274 nuove piste investigative che potrebbero portare a ulteriori identificazioni nelle prossime settimane.

Durante l’operazione sono state inoltre individuate quattro nuove comunità misogine online utilizzate per promuovere e facilitare questo tipo di reati.

Cos’è Project Medusa

Project Medusa è stato lanciato nell’aprile 2026 con l’obiettivo di contrastare le cosiddette Drug-Facilitated Sexual Assaults (DFSA), ovvero le aggressioni sessuali facilitate dalla somministrazione di sostanze sedative o stupefacenti. Si tratta della prima iniziativa internazionale specificamente dedicata a questo fenomeno.

Dal 22 al 24 giugno scorso, 29 investigatori provenienti da diversi Paesi si sono riuniti presso la sede della National Crime Agency britannica a Londra per incrociare dati, identificare sospetti e vittime e ricostruire i collegamenti tra le varie comunità online coinvolte.

Come funzionava la rete

Gli investigatori di Europol hanno scoperto che gli utenti utilizzavano servizi di messaggistica criptata, forum privati e chat riservate per confrontarsi sulle modalità con cui drogare le vittime e commettere gli abusi.

Le conversazioni recuperate mostrano uno scenario inquietante: uomini che chiedevano consigli sui sedativi da utilizzare, sulle dosi, sulle modalità di somministrazione e persino su come evitare di essere scoperti. In alcuni casi venivano organizzate aggressioni sessuali collettive, richieste registrazioni video o fotografie degli abusi e condivise esperienze personali per incoraggiare altri utenti a fare lo stesso.

Secondo la National Crime Agency britannica, i gruppi online non si limitavano a discutere di queste pratiche, ma contribuivano a normalizzarle, creando una sorta di ecosistema digitale in cui la violenza sessuale veniva legittimata e incoraggiata.

Le vittime erano spesso mogli e compagne

Uno degli aspetti che più preoccupa gli investigatori è che gran parte delle aggressioni sarebbe avvenuta all’interno di relazioni sentimentali consolidate.

Molti degli indagati avrebbero sfruttato il rapporto di fiducia costruito con le proprie partner per somministrare sostanze sedative senza il loro consenso. In numerosi casi gli abusi sarebbero andati avanti per mesi o addirittura anni senza che le vittime ne fossero consapevoli.

Europol sottolinea che le vittime sono risultate quasi esclusivamente donne e che molte di loro non avevano alcun ricordo delle violenze subite.

Oltre 270 sospetti collegati a un solo forum

Parallelamente all’operazione Medusa, la National Crime Agency britannica ha scoperto una rete ancora più vasta.

Dall’ottobre 2025 gli investigatori hanno identificato oltre 270 persone collegate a un unico forum e alle piattaforme nate successivamente, utilizzate per condividere consigli, organizzare aggressioni e scambiare materiale sugli abusi.

La NCA ha trasmesso più di 210 dossier investigativi alle forze di polizia britanniche e internazionali. Oltre il 90% delle segnalazioni è stato inviato all’estero, a conferma della dimensione globale del fenomeno.

Secondo gli investigatori, membri della rete sono stati individuati in decine di Paesi distribuiti in tutti i continenti.

Non solo stupro: Europol indaga anche per tentato omicidio

Le accuse prese in esame dalle autorità vanno ben oltre le violenze sessuali.

Le 113 indagini aperte riguardano anche ipotesi di lesioni personali gravissime, somministrazione illecita di sostanze e almeno un caso di tentato omicidio.

Gli investigatori ritengono infatti che l’utilizzo di farmaci sedativi o narcotici possa aver esposto alcune vittime a conseguenze sanitarie estremamente gravi.

Il precedente di Gisèle Pelicot

L’inchiesta richiama inevitabilmente il caso di Gisèle Pelicot, diventato uno spartiacque nel dibattito europeo sulla violenza contro le donne.

Per quasi dieci anni il marito Dominique Pelicot aveva drogato la donna e consentito a decine di uomini di violentarla mentre era incosciente. Il processo, conclusosi con decine di condanne, ha mostrato come Internet fosse stato utilizzato per reclutare aggressori e organizzare gli abusi.

Dopo quel procedimento giudiziario, casi analoghi sono emersi in diversi Paesi europei, spingendo le autorità ad aumentare il monitoraggio delle comunità online legate alle violenze sessuali facilitate da droghe.

Un fenomeno ancora largamente sommerso

Per Europol e per la National Crime Agency il dato più allarmante riguarda ciò che potrebbe non essere ancora emerso.

Gli investigatori ritengono che questi reati siano fortemente sottostimati e sotto-denunciati, perché molte vittime non ricordano quanto accaduto oppure attribuiscono sintomi come vuoti di memoria, sonnolenza prolungata, nausea o stanchezza ad altre cause.

Secondo le autorità, la tecnologia ha trasformato una forma di violenza già esistente in una minaccia transnazionale più complessa, capace di collegare aggressori di diversi Paesi, diffondere pratiche criminali e rendere gli abusi sempre più organizzati. Un’evoluzione che, secondo gli investigatori, richiederà nuovi strumenti investigativi e una cooperazione internazionale sempre più stretta.

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