Antonio Di Rosa ha aperto la sua direzione de La Stampa con un editoriale pubblicato a Torino il 2 luglio. Nel testo d’esordio ha omaggiato l’Avvocato Gianni Agnelli e ha fissato una rotta centrata sul Nord Ovest, senza menzionare il venditore John Elkann. La nomina è arrivata nella prima assemblea ordinaria dei soci di La Stampa Sae Spa, che ha segnato il passaggio operativo alla nuova proprietà.
Il cambio di guida editoriale matura a valle della cessione della testata: l’assetto proprietario è stato ridisegnato con la creazione di Sae Piemonte, sub holding che ora controlla il giornale, all’interno di una transizione societaria condotta per fasi distinte.
Proprietà e assetto societario
La testata è passata di mano quando John Elkann ha ceduto La Stampa a Torino il 28 maggio alle 13. L’operazione si è perfezionata con la costituzione di Sae Piemonte, controllata per il 51% dal gruppo Sae e per il 49% da Toto Holding, architettura che ha incardinato la gestione dell’asset nella nuova compagine.
Il percorso è stato in due passaggi. Prima della vendita della testata torinese, Elkann aveva ceduto il resto del gruppo Gedi al greco Theodore Kyriakou, che non si era mostrato interessato alla proprietà di La Stampa. La successiva formazione della sub holding ha trasferito il quotidiano sotto il gruppo oggi al comando, formalizzando la separazione dall’azionariato che fino a quel momento rientrava nel perimetro Gedi.
Profilo del nuovo direttore
Nato nel 1951, Antonio Di Rosa (75 anni) è un profilo noto dell’editoria italiana. È stato direttore del Secolo XIX, de La Gazzetta dello Sport, dell’agenzia LaPresse e de La Nuova Sardegna; in precedenza ha ricoperto il ruolo di vicedirettore al Corriere della Sera. La sua nomina è stata formalizzata nella prima assemblea ordinaria dei soci di La Stampa Sae Spa e presentata al giornale come l’avvio di una «nuova era», espressione ripresa nell’editoriale inaugurale.
L’editoriale d’esordio e le linee editoriali
Nell’editoriale, Di Rosa ha tracciato le priorità: «noi ci batteremo perché il Paese cresca ma innanzitutto vogliamo essere la voce del Nord Ovest, di Torino, del Piemonte, della Valle d’Aosta e della Liguria». Ha attribuito al presidente Sergio Mattarella «equilibrio» e «saggezza», collegando il riferimento istituzionale alla funzione civile e locale del quotidiano. Nel testo ha citato il nuovo editore Alberto Leonardis, descrivendone la volontà «di favorire l’indipendenza dei giornali e dei giornalisti», e ha inserito rimandi non consueti per un editoriale d’apertura, includendo Voltaire, Donald Trump e Papa Leone.
Di Rosa ha insistito sul metodo del confronto: «Temo che non ci sia rispetto per le opinioni degli altri», ha scritto, aggiungendo: «Il nostro giornale sarà dalla parte opposta. Sempre. Si batterà per il libero confronto delle idee». La stessa impostazione è stata ribadita con l’impegno ad aprire le pagine «a chi civilmente vorrà aprire una finestra, non a chi vuole erigere steccati con la violenza delle parole». Nell’editoriale non sono comparsi riferimenti o ringraziamenti a John Elkann, assenza che in redazione e tra alcuni commentatori esterni è stata segnalata come elemento di discontinuità rispetto ai passaggi precedenti.
Transizione e governance
La transizione societaria, con Sae Piemonte al centro, pone ora in primo piano la definizione della governance che guiderà il quotidiano nelle prossime settimane. La struttura di controllo e i rapporti tra gruppo Sae e Toto Holding risultano al centro delle decisioni operative, dopo mesi di trattative e indiscrezioni culminati nella cessione e nella nomina del direttore.
Il quadro si è chiuso con un atto formale: la nomina di Antonio Di Rosa è stata confermata il 2 luglio durante la prima assemblea ordinaria dei soci di La Stampa Sae Spa, mentre l’assetto proprietario vede Sae Piemonte controllata al 51% dal gruppo Sae e al 49% da Toto Holding.
