L’Università Magna Graecia di Catanzaro ha assegnato nel marzo 2025 un posto da ricercatore RTD-B in endocrinologia. Attorno alla procedura sono emersi rilievi relativi a un possibile conflitto d’interessi all’interno della commissione giudicatrice e a una successiva abbreviazione del percorso di specializzazione della candidata risultata vincitrice, Maria Mirabelli.
Secondo quanto riportato da Il Post, nella commissione sedeva il professore ordinario di endocrinologia Antonio Brunetti, indicato come collaboratore scientifico di lunga data della candidata. Parallelamente, il consiglio della scuola di specializzazione in endocrinologia avrebbe approvato una riduzione di un anno del percorso formativo di Mirabelli, nonostante indicazioni ministeriali richiamate nella ricostruzione.
Le collaborazioni scientifiche tra Brunetti e Mirabelli
La ricostruzione evidenzia che una verifica sulla banca dati scientifica PubMed mostra Antonio Brunetti e Maria Mirabelli come coautori di 36 pubblicazioni scientifiche. Diversi lavori risultano firmati esclusivamente dai due ricercatori.
Viene inoltre segnalata la presenza dei loro nomi in una domanda di brevetto relativa all’ademaglitazone, un composto studiato come potenziale farmaco antidiabetico, nella quale figurerebbero come contitolari.
Il tema del conflitto d’interessi nella commissione
Antonio Brunetti è professore ordinario di endocrinologia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro ed è stato nominato componente della commissione con un decreto del 20 gennaio 2025. Al momento della nomina avrebbe sottoscritto una dichiarazione di assenza di conflitti d’interesse.
Secondo la ricostruzione, la giurisprudenza amministrativa non considera automaticamente incompatibili precedenti collaborazioni scientifiche tra commissario e candidato. Tuttavia, diverse sentenze dei tribunali amministrativi richiamano la necessità di astensione quando il rapporto professionale sia caratterizzato da una collaborazione “sistematica, stabile, continuativa e intensa”.
Nel post si sottolinea inoltre come, in altre vicende, la contitolarità di brevetti sia stata considerata un possibile indice di comunanza di interessi economici, circostanza che in alcuni casi ha portato all’astensione di commissari.
L’insieme di questi elementi — coautorie scientifiche, domanda di brevetto condivisa e partecipazione alla commissione — viene indicato come uno dei motivi che hanno alimentato dubbi sulla piena neutralità della valutazione.
La riduzione del percorso di specializzazione
Il posto da ricercatore era stato bandito nell’ottobre 2024 per il Dipartimento di Scienze della salute.
Maria Mirabelli, iscritta alla scuola di specializzazione in endocrinologia nel 2022, avrebbe dovuto terminare il percorso nel novembre 2026. Secondo la ricostruzione, alla fine del 2024 la specializzanda avrebbe chiesto al Ministero dell’Università e della Ricerca se fosse possibile ottenere una riduzione della durata del corso attraverso il riconoscimento di attività svolte durante il dottorato.
La risposta ministeriale citata nel post avrebbe precisato che le richieste di abbreviazione devono essere presentate al momento dell’iscrizione e che la valutazione finale spetta comunque al consiglio della scuola di specializzazione.
Il voto del consiglio della scuola
Nel febbraio 2025 il consiglio della scuola di specializzazione in endocrinologia avrebbe votato la riduzione di un anno del percorso formativo.
Secondo quanto riportato, la proposta sarebbe stata approvata dalla maggioranza dei 13 componenti del consiglio. Tra i voti favorevoli figurerebbe anche quello di Antonio Brunetti.
Contrari, invece, sarebbero risultati il direttore della scuola, Antonio Aversa, e il rappresentante degli specializzandi Leonardo Meduri, che avrebbe espresso la posizione condivisa dagli specializzandi, tutti contrari alla riduzione.
Successivamente Mirabelli avrebbe conseguito il titolo di specialista in endocrinologia il 12 novembre 2025, circa un anno prima della conclusione prevista del percorso ordinario e dopo aver già ottenuto, nel marzo dello stesso anno, il posto da ricercatrice.
Secondo la ricostruzione, proprio la successione temporale degli eventi — richiesta a fine 2024, chiarimento ministeriale e approvazione dello sconto di un anno nel febbraio 2025 — rappresenta uno degli aspetti più discussi della vicenda.
Le reazioni e le richieste di chiarimento
L’associazione Liberi Specializzandi, che afferma di aver portato all’attenzione pubblica il caso, ha definito la vicenda “abbastanza unica in Italia”.
Il presidente dell’associazione, Massimo Minerva, ha dichiarato:
“Se gli organismi istituzionali predisposti ai controlli delle scuole di specializzazione continuano a rinunciare al loro compito, la qualità delle scuole è lasciata alla buona volontà di quella parte di professori che hanno ancora dei princìpi”.
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sui concorsi universitari italiani. Nella ricostruzione viene richiamata anche una dichiarazione del senatore del Partito Democratico e ricercatore Andrea Crisanti, secondo cui “ogni concorso è fatto su misura per qualcuno”, a sostegno della necessità di interventi di carattere sistemico.
Secondo quanto riportato nel post, le richieste di chiarimento rivolte all’Università Magna Graecia di Catanzaro, a Maria Mirabelli e ad Antonio Brunetti non avrebbero ricevuto risposta.
