1 luglio 2026 – Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo presentato dalla difesa di Aledo Cospito contro il rinnovo del regime di detenzione al 41 bis disposto dal ministero della Giustizia. I giudici hanno così confermato la proroga di altri due anni del cosiddetto “carcere duro” nei confronti dell’anarchico, attualmente recluso nel carcere di Sassari.
Il ricorso della difesa
L’impugnazione era stata presentata dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, che contestava il provvedimento con cui il ministero della Giustizia aveva rinnovato il regime speciale. Il Tribunale di Sorveglianza ha però ritenuto infondati i motivi sollevati dalla difesa, lasciando invariata la misura restrittiva nei confronti del detenuto.
Cospito è sottoposto al 41 bis dal 2022. La sua permanenza nel circuito del carcere duro è stata oggetto di un lungo contenzioso giudiziario e di un acceso dibattito pubblico, culminato nello sciopero della fame avviato alla fine di quell’anno per protestare contro il regime detentivo, episodio che portò il caso al centro della cronaca nazionale. Negli anni successivi la magistratura ha più volte confermato la legittimità della misura, ritenendo tuttora attuale il rischio di collegamenti tra il detenuto e l’area anarchica di riferimento.
Le condanne
Cospito sta scontando una pena di 23 anni per l’attentato del 2006 alla caserma dei carabinieri di Fossano, oltre che per reati legati al terrorismo riconducibili alla Federazione anarchica informale. Il suo caso è stato più volte esaminato anche a livello europeo: nel settembre 2025 la Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso dei suoi avvocati, giudicandolo privo di fondamento.
Il caso è da anni al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria, intrecciandosi con le vicende legate agli anarchici in Italia. Solo poche settimane fa, il 16 giugno, sette persone sono state arrestate in diverse regioni del Paese nell’ambito di un’inchiesta sui sabotaggi compiuti sulla linea ferroviaria dell’Alta velocità. È in questo scenario di sorveglianza rafforzata sull’area anarchica che si inserisce la decisione sul regime detentivo di Cospito, considerato dagli inquirenti un “punto di riferimento ideologico” per quell’ambiente.
Con la pronuncia del Tribunale di Sorveglianza di Roma, resta dunque efficace il rinnovo biennale del 41 bis disposto dal ministero della Giustizia.
