30 giugno 2026 – Aleksandr Lunin, soldato e blogger russo, è stato arrestato a Rossoshansky, nella regione di Voronezh. L’arresto è avvenuto poche ore dopo la pubblicazione su Instagram di un video in cui Lunin denunciava presunte torture nell’esercito e chiedeva di essere ricevuto dal presidente Vladimir Putin per “raccontare tutta la verità su quello che accade nel Paese”.
A rebellion is brewing in Russia: a Russian soldier recorded an address to Putin in which he threatened a coup
In just four hours, the video gathered over 3.5 million views on Instagram and more than 125,000 likes.
According to observers, this indicates that the situation in… pic.twitter.com/gfsMaaKr1b
— NEXTA (@nexta_tv) June 25, 2026
L’arresto di Lunin
Il tribunale distrettuale ha avviato un procedimento amministrativo per “dimostrazione di simbologia estremista o nazista”, reato punibile fino a quindici giorni di detenzione, e ha rifiutato di fornire altri dettagli perché “per tali casi non è prevista la divulgazione”; il caso ha preso risonanza nazionale dopo che il video ha superato in una sola giornata dieci milioni di visualizzazioni e Lunin, ha detto il suo entourage, gestisce un canale Instagram con oltre 300.000 follower e da marzo ha pubblicato più di 700 video ricevuti da militari al fronte. Su un canale Telegram vicino al blogger è circolata l’indicazione di una detenzione di undici giorni, mentre la moglie ha denunciato in un video su TikTok perquisizioni nell’appartamento durante l’irreperibilità del marito.
Nel filmato che ha reso il caso virale, Lunin ha accusato ufficiali e reparti punitivi di aver commesso abusi e torture contro soldati che si rifiutavano di obbedire o di consegnare beni personali ai comandanti. Nel messaggio ha anche affermato che, se non fosse stato ricevuto dal presidente, “l’esercito avrebbe rivolto le armi contro il Cremlino”, frase ripresa dalle cronache russe. In un secondo video Lunin ha ribadito: “Se succede qualcosa, a me o alla mia famiglia, sarà il segnale perché l’azione inizi”, precisando però di non considerarsi “il leader di una ribellione”.
Un terzo video ha tentato di specificare il bersaglio delle sue accuse: “Non ho nulla contro Putin”, ha detto, “l’obiettivo sono i blogger pro guerr”», una puntualizzazione che ha ridimensionato la portata delle sue richieste agli occhi del pubblico.
Il profilo di Aleksandr Lunin
Lunin è originario di Voronezh, ha 39 anni e ha ha combattuto in Ucraina nella 150esima divisione motorizzata dei fucilieri dell’8a armata, dove sarebbe stato ferito. Ha avuto il grado di mladshiy serzhant . Nel 2022 è entrato nel battaglione di volontari “Sudaplatov” a Melitopol e ha comandato un plotone di ricognizione; ha ricevuto addestramento come operatore di mortaio e artiglieria. Alcuni documenti pubblicati attribuiscono al 2023 il cambiamento del cognome da Pustovalov a Lunin.
Fonti russe ricordano che Lunin dovette lasciare il distaccamento Bars nel 2025 dopo aver pubblicato un video in cui segnalava l’invio in missione di due soldati privi di fucili. L’ex militare percepisce una pensione e, dalle piattaforme social, ha raccolto materiale inviato direttamente da combattenti al fronte che, a suo dire, attesterebbe abusi da parte delle gerarchie.
La risposta delle autorità e il procedimento amministrativo
La reazione del Cremlino è stata raccolta dal portavoce Dmitry Peskov, che ha detto che al Cremlino “è stata segnalata l’esistenza di un appello, ma non abbiamo ancora avuto la possibilità di vederlo” e che “a giudicare da quello che si dice, è un wording strano, dobbiamo vederlo prima di commentare”. Le agenzie russe hanno pubblicato la dichiarazione nei giorni successivi alla pubblicazione dei video.
L’apertura del procedimento amministrativo e l’inquadramento del caso come violazione della normativa sulla “simbologia estremista” hanno portato la vicenda dalla sfera social a quella giudiziaria in poche ore. Dalle ricostruzioni emerge che la notizia è passata rapidamente dal fenomeno virale alle misure legali, con il tribunale che ha limitato le informazioni disponibili al pubblico.
Il provvedimento amministrativo è stato registrato presso il tribunale distrettuale di Rossoshansky, che ha confermato l’apertura del procedimento e la non divulgabilità dei dettagli.
