Col cuore in gola, il thriller del 1967 di Tinto Brass, sarà il film della serata di preapertura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, nella Sala Darsena al Lido, martedì 1 settembre. Arriva in anteprima mondiale nella versione restaurata in digitale 4K, un restauro curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia con il supporto tecnico e finanziario di Netflix e con materiali messi a disposizione dagli aventi diritto di Compass Film. Inserita nella sezione Venezia Classici, la proiezione riporta sullo schermo un titolo presentato fuori concorso alla Mostra del 1967 e anticipa l’apertura ufficiale del festival, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione di Alberto Barbera.
Preapertura e restauro 4K
Il Centro Sperimentale di Cinematografia ha guidato il lavoro di restauro utilizzando i materiali originali custoditi dagli aventi diritto. Netflix ha assicurato il supporto tecnico e finanziario necessario alla conversione in alta risoluzione, che ha reso possibile la versione digitale 4K destinata alla proiezione in Sala Darsena per la serata di preapertura.
La versione restaurata viene mostrata per la prima volta al pubblico proprio a Venezia, nella cornice di Venezia Classici. Il titolo ritorna alla Mostra che lo accolse nel 1967, quando fu presentato fuori concorso, e apre il calendario della nuova edizione a poche ore dall’avvio ufficiale della rassegna.
Cast e squadra creativa
Col cuore in gola è un thriller del 1967 diretto e montato da Tinto Brass, girato a Londra e interpretato da Jean‑Louis Trintignant ed Ewa Aulin. La sceneggiatura porta la firma di Tinto Brass insieme a Francesco Longo e Pierre Lévy‑Corti; la fotografia è di Silvano Ippoliti, le scenografie di Carmelo Patrono e le musiche di Armando Trovajoli. Il film è stato prodotto da Ermanno Donati e Luigi Carpentieri ed è liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati. Alla sua prima presentazione, fu proposto fuori concorso alla Mostra del 1967.
Trama e linguaggio visivo nel 1967
La sinossi del pressbook dell’epoca descriveva la vicenda come «un breve incontro tra un uomo deluso e una ragazza priva d’illusioni», un arco narrativo di «un giorno e una notte» sufficiente a riattivare speranze nell’uomo e a ridurre ogni altro sentimento nella donna alla pura sopravvivenza. L’ambientazione indicata è la Londra contemporanea dell’epoca, che fa da scenario alla storia.
Nelle osservazioni raccolte all’uscita, Brass rivendicò la separazione fra realtà e immaginario, l’uso di figure‑simbolo e un’estetica vicina a collage e fumetto. Citò apertamente riferimenti alla pop‑art «come quadri di un Rauschenberg o di un Lichtenstein», insieme alla volontà di alternare sequenze «fumettistiche» a scene più «vere». Sul piano grafico il regista si avvalse della consulenza del fumettista Guido Crepax per trasferire sullo schermo richiami al fumetto e alla cultura pop: «Mi sono addirittura fatto disegnare da Guido Crepax tutta una serie di tavole per i momenti d’azione», disse Tinto Brass in un’intervista ad AdnKronos del 1967.
Il posto del film nella carriera e il calendario veneziano
Col cuore in gola appartiene al periodo londinese di Tinto Brass e precede Nerosubianco e Dropout, titoli che segnano una fase nutrita di cultura pop e sperimentazioni grafiche. Negli anni successivi il regista si è orientato verso temi più apertamente erotici e verso opere rivolte a un pubblico più ampio; molte delle sue ricerche formali risalgono alla metà dei Sessanta. La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione di Alberto Barbera; la serata di preapertura con Col cuore in gola è fissata per martedì 1 settembre in Sala Darsena.
