29 GIUGNO 2026 – Per ore la storia di Dilinyer Caroley Rada González e dei suoi tre figli ha rappresentato uno dei pochi spiragli di speranza nella tragedia del terremoto che ha devastato il Venezuela. A Macuto, nello Stato costiero di La Guaira, la donna sarebbe riuscita a comunicare con i familiari attraverso WhatsApp, facendo credere ai soccorritori che lei e i bambini fossero ancora vivi sotto le macerie dell’edificio crollato in cui vivevano.
La 33enne si troverebbe sotto i detriti insieme ai figli Jonas, 10 anni, Ashley, 8 anni, e Angely, 6 anni. A rendere nota la loro possibile sopravvivenza è stata la famiglia, che nelle ultime ore avrebbe ricevuto alcuni messaggi inviati dalla donna.
Secondo il racconto di una cugina, il primo contatto sarebbe avvenuto intorno all’una di notte, quando il telefono della donna è riuscito ad agganciare per pochi istanti il segnale telefonico. Il messaggio sarebbe arrivato a un’altra parente residente a Maracaibo, nell’ovest del Paese. Dillinyer avrebbe scritto di essere viva insieme ai bambini e di essere l’unica ferita.
Nel pomeriggio sarebbe poi arrivata una seconda comunicazione. Ancora una volta la donna avrebbe confermato che lei e i figli erano vivi. “Sono vivi, c’è speranza”, aveva raccontato la cugina ai media locali, mentre la famiglia seguiva con apprensione le operazioni di soccorso.
I vigili italiani costretti a fermarsi
A scavare tra le macerie sono stati anche i vigili del fuoco italiani, affiancati dai Bomberos dell’Ecuador. Nelle ore precedenti alcuni segnali provenienti dall’edificio, tra cui colpi su una tubazione metallica, avevano alimentato la speranza di trovare ancora in vita Dilinyer González e i suoi figli.
Tuttavia, dopo quasi 20 ore di lavoro, le operazioni sono state sospese. A pesare sono stati sia l’assenza di nuovi segnali di vita sia il peggioramento delle condizioni dell’edificio, aggravate da ulteriori movimenti della struttura dopo le scosse successive al terremoto.
“Stiamo operando su una struttura che era instabile ma adesso le condizioni sono troppo negative”, ha spiegato l’ingegnere strutturista dei vigili del fuoco Chiara Iacovino. Secondo l’esperta, il palazzo ha subito un collasso particolarmente complesso che rende impossibile individuare con certezza la posizione della donna e dei bambini, portando così alla decisione di interrompere i soccorsi.
La Guaira resta l’epicentro della devastazione
Il terremoto, con scosse comprese tra magnitudo 7.2 e 7.5, ha colpito soprattutto la fascia costiera a nord di Caracas. La Guaira resta l’area più devastata, con interi quartieri ridotti in macerie e migliaia di persone costrette a vivere in strutture di emergenza.
Il bilancio ufficiale continua ad aggravarsi: le vittime sono salite a 1.450, i feriti superano i 3.150 e gli sfollati sono oltre 12.700. Almeno 774 edifici risultano danneggiati, di cui 189 completamente crollati.
La vicenda di Macuto resta una delle più drammatiche dell’intera emergenza. Quella che per ore era sembrata una storia di speranza si è trasformata in una corsa contro il tempo interrotta dall’assenza di nuovi segnali e dalle condizioni sempre più pericolose del sito. Il destino di Dilinyer González e dei suoi bambini resta, al momento, sconosciuto.
