Terremoto in Venezuela, la diretta di oggi, 27 giugno
Si aggrava il bilancio del devastante terremoto in Venezuela, dove i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti mentre si riducono le speranze di trovare persone ancora in vita. Secondo le autorità, le vittime sono almeno 920. Gli ospedali sono sotto pressione per l’alto numero di feriti, mentre cresce la mobilitazione internazionale: gli Stati Uniti e numerosi Paesi hanno espresso sostegno e annunciato aiuti per affrontare l’emergenza.
Cosa sapere:
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Il bilancio del terremoto in Venezuela sale ad almeno 920 morti
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I soccorritori cercano ancora superstiti nella fase decisiva delle operazioni
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Gli ospedali venezuelani faticano a gestire l’elevato numero di feriti
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Cittadini chiedono l’intervento di volontari per accelerare la rimozione delle macerie
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Gli Stati Uniti e diversi Paesi hanno promesso aiuti e assistenza
Cosa sta succedendo
Il terremoto in Venezuela ha causato oltre 920 morti, mentre le squadre di soccorso internazionali e locali lottano contro il tempo tra le macerie. Il terreno impervio e le continue scosse di assestamento complicano le operazioni di recupero.
Ultimi sviluppi: sono stati trovati sopravvissuti a La Guaira e squadre specializzate da Stati Uniti, Messico, Colombia e Spagna sono arrivate per supportare i soccorsi.
- Soccorsi internazionali: squadre da Stati Uniti, Messico, Colombia e Spagna coordinate con Onu e autorità venezuelane
- Sopravvissuti: recuperate persone vive dalle macerie a Caraballeda, nello stato di La Guaira
- Finestra d’oro: prime 48-72 ore cruciali per salvare chi è intrappolato sotto le macerie
I paesi intorno al Mar dei Caraibi sono esposti a forti terremoti a causa della presenza di placche tettoniche nella regione, riferiscono esperti. La magnitudo dei terremoti si misura su una scala logaritmica: ogni aumento di un punto corrisponde a un rilascio di energia 32 volte superiore. Secondo fonti locali, la scossa di magnitudo 7,5 che ha colpito il Venezuela mercoledì ha rilasciato il doppio dell’energia rispetto al sisma precedente di magnitudo 7,2, avvenuto circa 40 secondi prima.
Il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, riferisce che almeno 172 persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati dopo i due terremoti che hanno colpito il paese. I soccorritori continuano le operazioni di ricerca durante la notte, secondo media locali.
Squadre specializzate da Stati Uniti, Messico, Colombia e Spagna si sono mobilitate verso il Venezuela in coordinamento con le autorità locali e l'Onu, secondo fonti ufficiali. Il terreno impervio, le scosse di assestamento continue e la carenza di mezzi pesanti rallentano le operazioni nelle zone più colpite, dove le comunità rimuovono autonomamente le macerie. Operatori umanitari coinvolti nel sisma hanno dovuto riorganizzarsi per conciliare il lavoro con la tutela dei familiari, con alcuni che hanno trascorso la notte all'aperto per timore di nuovi crolli. Ciarán Donnelly, vicepresidente senior dell'International Rescue Committee, definisce «catastrofica» la situazione e segnala che le squadre si concentrano su aiuti immediati come cibo, acqua, rifugi e valutazioni sanitarie.
Secondo studi, le prime 48-72 ore dopo un terremoto rappresentano la «finestra d’oro» per salvare persone intrappolate sotto le macerie, riferiscono fonti specializzate. La maggior parte dei salvataggi avviene entro cinque o sei giorni, ma la sopravvivenza dipende da condizioni variabili. Alcune squadre seguono la «regola dei quattro»: quattro minuti senza aria, quattro giorni senza acqua e quattro settimane senza cibo, ma ricerche recenti mettono in dubbio tempi rigidi e universali.
Testimonianze video mostrano il recupero di sopravvissuti dalle macerie nella zona di Caraballeda, nello stato venezuelano di La Guaira, duramente colpito, riferisce un filmmaker locale. Una persona è stata salvata dai resti di un edificio di sei piani, mentre molte altre sono morte, secondo Driscol Rojas.
