Il periodo estivo si apre con una spiacevole sorpresa per le spese energetiche delle famiglie italiane. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha annunciato che nel terzo trimestre dell’anno le bollette luce registreranno un incremento del 4,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Questo rincaro colpirà esclusivamente una platea di circa tre milioni di utenze domestiche, nello specifico i consumatori considerati vulnerabili che sono ancora assistiti dal regime di Maggior Tutela. La variazione entrerà ufficialmente in vigore a partire dal prossimo 1° luglio.
Le cause dei rincari: consumi estivi, tensioni estere e oneri di sistema
Secondo le analisi dell’organismo di controllo, l’impennata dei costi energetici è determinata da una combinazione di fattori congiunturali. Da un lato incide l’aumento dei prezzi all’ingrosso legato alla maggiore richiesta estiva di corrente e alle incertezze geopolitiche globali sulle materie prime. Dall’altro pesano i costi di adeguatezza della rete nei mesi più caldi e il parziale rialzo della componente tariffaria ASOS, introdotto per risanare le casse della CSEA. Per attenuare l’impatto immediato sulle bollette luce, l’ente regolatore ha comunque optato per un adeguamento progressivo, mitigato dalla riduzione dei costi di commercializzazione al dettaglio.
La composizione della nuova tariffa al kilowattora dal mese di luglio
Nei dettagli pratici, il valore di riferimento per l’energia elettrica salirà a 31,63 centesimi di euro per kilowattora, imposte incluse. La spesa finale sarà così ripartita: oltre la metà del totale (53,5%) servirà a coprire l’approvvigionamento, cresciuto del 7%. La distribuzione e il trasporto incideranno per il 19,5%, mentre gli oneri di sistema rappresenteranno il 10,5% del bollettino, trainati dal sostegno alle fonti rinnovabili. Le tasse e le accise finali peseranno invece per il 9,8%, a fronte di una quota destinata alla commercializzazione che scende al 6,7%.
