26 giugno 2026 – La strada della giustizia riparativa si apre anche nel caso della brutale aggressione avvenuta a Milano nell’ottobre 2025, quando lo studente universitario Davide Cavallo, oggi 22enne, venne accoltellato durante una rapina da 50 euro e riportò lesioni permanenti. Il giudice per l’udienza preliminare Alberto Carboni ha infatti ammesso al percorso Alessandro Chiani, il 19enne condannato il 20 maggio scorso a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina aggravata.
La richiesta era stata presentata dal nuovo difensore del giovane, l’avvocato Amedeo Rizza, subentrato dopo la conclusione del processo. A rendere possibile l’avvio del percorso è stata soprattutto la disponibilità manifestata dalla stessa vittima, che ha acconsentito a essere contattata dal Centro per la Giustizia riparativa.
Il perdono di Davide Cavallo
La decisione del giudice si inserisce in una vicenda che aveva già colpito l’opinione pubblica per il comportamento di Davide Cavallo. Durante il processo celebrato con rito abbreviato, infatti, il giovane aveva chiesto di poter incontrare e abbracciare i due imputati presenti in aula.
Un gesto che aveva anticipato pubblicamente il suo percorso di perdono nei confronti degli aggressori. Dopo la lettura della sentenza, Cavallo aveva anche espresso dispiacere per l’entità della condanna inflitta a Chiani, sostenendo di augurarsi che il ragazzo potesse avere un futuro diverso nonostante le proprie responsabilità. Gli imputati, in quell’occasione, avevano chiesto scusa alla vittima.
La condanna per l’aggressione in corso Como
L’aggressione risale alla notte del 12 ottobre 2025, in zona corso Como a Milano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Davide Cavallo era stato assalito da un gruppo di cinque giovani che volevano sottrargli una banconota da 50 euro. Durante il pestaggio era stato colpito con due coltellate che gli avevano provocato una grave lesione midollare permanente, con il concreto rischio di perdere la vita.
Il gup Alberto Carboni aveva riconosciuto Chiani colpevole di tentato omicidio e rapina aggravata, infliggendogli una pena di 20 anni di carcere. Il coimputato Ahmed Atia era stato invece condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso, mentre la posizione degli altri tre componenti minorenni del gruppo segue un procedimento separato davanti al Tribunale per i minorenni.
Cos’è la giustizia riparativa
L’ammissione al percorso non modifica né sospende la condanna già pronunciata. La giustizia riparativa, introdotta nell’ordinamento italiano con la riforma Cartabia, è un percorso volontario che punta a favorire il dialogo tra autore del reato e persona offesa, attraverso mediatori specializzati, quando entrambe le parti esprimono liberamente il proprio consenso.
Nel caso di Alessandro Chiani, il procedimento potrà quindi iniziare grazie alla disponibilità manifestata da Davide Cavallo, il cui atteggiamento di perdono aveva già rappresentato uno degli aspetti più significativi dell’intera vicenda giudiziaria.
