24 giugno 2026 – Leonarda (Dina) Alberizia, Domenico Centrone e gli altri otto attivisti della Global Sumud Flotilla di terra hanno lasciato Bengasi, dove erano detenuti da un mese, e sono finalmente liberi. La notizia è circolata il 23 giugno 2026, poi la conferma con un post su X del ministro degli esteri Tajani: insieme ad Alberizia e Centrone “è stato affidato al nostro console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni”.
Gli attivisti detenuti in Libia, cosa era successo
Gli attivisti facevano parte di una spedizione composta da oltre 200 persone che stava attraversando il Nordafrica con l’obiettivo di portare cibo, medicinali, ambulanze e altri beni di prima necessità nella Striscia di Gaza passando dal varco di Rafah, al confine con l’Egitto. Il convoglio era stato fermato al confine fra la Libia occidentale, il cui governo è riconosciuto dalla comunità internazionale, e la Libia orientale, controllata dal generale Khalifa Haftar.
Il 24 maggio dieci attivisti, tra cui Centrone e Alberizia, avevano attraversato il confine per chiedere alle autorità della Libia orientale di far passare il resto degli attivisti e dei mezzi: erano stati arrestati con l’accusa di ingresso illegale nel paese e da allora si trovano in carcere a Bengasi, sede del governo di Haftar. Tajani ha dato notizia della liberazione solo dei due attivisti italiani e di Alvarez Rodriguez. Ancora non si sa se siano stati liberati anche gli altri sette
Il rientro in Italia dalla Libia, parla il fratello di Alberizia
Previsto per il 24 giugno 2026, a un mese esatto della detenzione in Libia scattata il 24 maggio. “Mi hanno dato la notizia e ho pensato solo a questo e a nient’altro. Io e i miei genitori siamo al settimo cielo. Aspettiamo che Nico ci chiami e aspettiamo di poterlo riabbracciare”, racconta sul Manifesto Giuseppe Alberizia, fratello di Leonarda.
Alberizia afferma di non avere dettagli sul lavoro diplomatico del Ministero degli Esteri ma è certo che abbiano fatto un lavoro eccellente. “Grazie ai compagni e alle compagne di Nico che hanno pensato a lui in ogni momento”, conclude il fratello di Leonarda.
L’arrivo a Fiumicino e l’accoglienza a Roma
Il volo da Tunisi è previsto all’aeroporto di Fiumicino alle 12.50. La Global Sumud Italia ha annunciato la presenza di sostenitori da tutta Italia per accoglierli, ma non nasconde amarezza verso il governo: nelle dichiarazioni di Tajani, l’organizzazione non ha trovato “alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia”.
Il 24 giugno prosegue inoltre la campagna con Amnesty International “Free Them All”, con presidi in diverse città italiane. “La liberazione di Dina e Domenico è un primo passo”, conclude la nota, “ma la comunità internazionale non può chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani e sulla criminalizzazione del movimento internazionale verso la Palestina”.
La notte a Tunisi e il Forum economico Italia-Tunisia
Prima del rientro, Alberizia e Centrone avrebbero trascorso la notte del 23 giugno 2026 nel consolato italiano a Tunisi, dove hanno trovato assistenza e supporto consolare dopo un mese di detenzione a Bengasi. Non è una coincidenza geografica marginale: la capitale tunisina è infatti la città scelta per ospitare il Forum economico imprenditoriale Italia-Tunisia, inaugurato il 24 giugno dal ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme alla prima ministra tunisina Sarra Zaafrani Zenzri.
L’appuntamento rappresenta un momento di rilievo per i rapporti bilaterali fra Roma e Tunisi, con l’Italia impegnata a rafforzare i legami economici e diplomatici con i paesi del Nordafrica. Una cornice che, quasi simbolicamente, si sovrappone alla vicenda degli attivisti: la stessa regione che ha visto il blocco del convoglio umanitario, le trattative riservate e infine la liberazione, diventa ora teatro di dialogo istituzionale tra governi.
