Il confronto tra Stati Uniti e Iran sul nucleare e la sicurezza nello Stretto di Hormuz resta delicato in vista dei colloqui tecnici in una sede neutrale il 29 e 30 giugno. I colloqui tecnici tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran puntano sull’arricchimento nucleare iraniano. Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha parlato con l’omologo iraniano sui negoziati Stati Uniti-Iran, evidenziando un ruolo crescente di Riad.
Il ruolo saudita nei negoziati tra Usa e Iran
Secondo il sommario delle comunicazioni, Faisal bin Farhan ha aperto un canale di dialogo con Teheran sulle trattative tra Stati Uniti e Iran. La presenza diplomatica saudita è descritta come crescente e concentrata proprio sui punti di negoziato tecnico. In questo quadro, il coinvolgimento di Riad viene letto come un tentativo di mediazione regionale sulla guerra in iran e sulle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Le posizioni di Washington e le critiche del presidente Trump
Il presidente Donald Trump ha ribadito che i pedaggi nello Stretto di Hormuz sarebbero «inaccettabili» e ha criticato più paesi europei per aver «deluso» gli Stati Uniti nel confronto con l’Iran. Il riepilogo segnala anche l’impegno confermato da un esponente politico statunitense sulla sicurezza dei paesi del Golfo. Così, mentre alcuni interlocutori spingono per canali tecnici, la retorica pubblica di Washington resta ferma su punti di sicurezza marittima e pressione diplomatica.
Scenari e prossimi passi
I colloqui tecnici in una sede neutrale il 29 e 30 giugno sono indicati come il prossimo appuntamento in agenda per affrontare l’arricchimento nucleare iraniano. Se dalle conversazioni emergono intese su aspetti tecnici, la diplomazia regionale — inclusa la crescita del ruolo saudita — potrebbe facilitare iter successivi con implicazioni sulla guerra in iran più ampia. Tuttavia, il sommario non dettaglia esiti attesi né accordi precisi.
Il confronto resta centrato su due linee: sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e controllo dell’arricchimento nucleare. Le comunicazioni citano il dialogo saudita con Teheran e il sostegno Stati Uniti alla protezione degli Stati del Golfo, indicato anche da un esponente politico statunitense. L’azione diplomatica regionale sembra intensificarsi, ma il passo concreto successivo rimane l’apertura tecnica in una sede neutrale.
Prossimo passo verificabile: le delegazioni di Stati Uniti e Iran si incontreranno in una sede neutrale il 29 e 30 giugno per colloqui tecnici sull’arricchimento nucleare.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 24 giugno
Nuove tensioni nei negoziati sulla Guerra in Iran. Stati Uniti e Iran continuano a fornire versioni opposte sul tema delle ispezioni nucleari: Donald Trump sostiene che Teheran abbia dato il proprio assenso ai controlli, mentre le autorità iraniane negano qualsiasi accordo. Intanto il segretario di Stato Marco Rubio afferma che, una volta raggiunta un’intesa definitiva, l’Iran non potrà imporre pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz. Sul fronte politico interno, il Senato Usa approva una risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente, provocando la dura reazione di Trump.
Cosa sapere:
- Trump sostiene che l’Iran abbia accettato le ispezioni nei siti nucleari
- Teheran nega l’esistenza di un accordo sui controlli internazionali
- I negoziatori lavorano a un’intesa entro una finestra di 60 giorni
- Marco Rubio: nessun pedaggio iraniano nello Stretto di Hormuz dopo l’accordo
- Il Senato Usa approva una risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente
- Trump critica il voto definendolo “inopportuno e insignificante”
Il presidente Donald Trump ha accusato Spagna, Italia, Regno Unito, Germania e Francia di aver «deluso» gli Stati Uniti durante il conflitto con l'Iran. Lo ha detto alla Casa Bianca in presenza del segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo media americani. Trump ha aggiunto che con un altro segretario generale non si sarebbe tenuta neppure la riunione odierna.
Il presidente Donald Trump ha definito «inaccettabile» l'imposizione di pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz, secondo media americani. Alla Casa Bianca ha sottolineato che non lo permetterebbero neppure in altri stretti internazionali e che ciò cambierebbe «completamente le carte in tavola». L'Iran ha annunciato la sospensione per 60 giorni dei pedaggi mentre proseguono i colloqui con gli Usa.
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha parlato al telefono con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, riferisce il ministero degli Esteri di Riad. I due hanno esaminato gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e i progressi nell'attuazione degli accordi raggiunti. Hanno inoltre discusso le evoluzioni regionali, sottolineando l'importanza di proseguire il dialogo e le soluzioni diplomatiche a beneficio dei paesi e dei popoli della regione, secondo la nota ufficiale.
Il Council on American-Islamic Relations (CAIR) ha invitato Stati Uniti e altri Paesi a imporre sanzioni contro Israele dopo che un'inchiesta Onu ha rilevato che l'esercito israeliano continua a colpire intenzionalmente bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. «Ogni bambino ucciso, ferito, affamato, traumatizzato o orfano a Gaza rappresenta un fallimento nel rispetto dei diritti umani fondamentali», ha detto il direttore esecutivo Nihad Awad. Awad ha aggiunto che i risultati dell'inchiesta Onu confermano anni di rapporti di ong e attivisti sui gravi abusi subiti dai minori palestinesi. «Congresso, amministrazione Trump, governi esteri e istituzioni internazionali devono agire per fermare le violenze e garantire responsabilità per crimini di guerra», ha concluso.
Il presidente Donald Trump ha ribadito che non accetterà alcuna tassa sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, definendola «inaccettabile», secondo quanto riferito dalla Casa Bianca. Trump ha sottolineato che esistono altri stretti internazionali e che non permetterebbe tasse neppure lì. L'Iran ha annunciato che sospenderà per 60 giorni le tariffe previste per il transito nello Stretto durante i colloqui con gli Stati Uniti, secondo media locali.
Il presidente Donald Trump ha espresso «delusione» per la reazione europea alla guerra tra Stati Uniti e Iran, durante una conferenza stampa con il premier olandese Mark Rutte alla Casa Bianca, secondo media statunitensi. Trump ha detto di non aver avuto bisogno di aiuti, ma avrebbe gradito un’offerta di supporto da parte dei Paesi europei. Ha citato in particolare l’Italia, il Regno Unito, Germania, Francia e Spagna, definendo quest’ultima «un disastro» per aver negato l’uso delle basi militari al comando statunitense.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha avvertito che le «dichiarazioni contraddittorie» di funzionari statunitensi sul memorandum d'intesa non ridurranno la sfiducia accumulata degli iraniani verso Washington. Baghaei ha scritto sui social che tali affermazioni «serviranno solo a ricordare le violazioni passate». Ha aggiunto che l'amministrazione Usa deve rispettare il principio di «impegno per impegno», evitando interpretazioni in contrasto con il testo esplicito del memorandum.
Abelardo De La Espriella, presidente eletto di destra in Colombia, ha promesso di «ristabilire e rafforzare» i rapporti con Israele «come mai prima d’ora», secondo un post su X dopo una telefonata con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. De La Espriella succederà al presidente di sinistra Gustavo Petro, che ha criticato duramente la guerra israeliana nella Striscia di Gaza e ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele nel 2024.
Tre bambini del campo profughi di Dheisheh descrivono i loro incontri con l'esercito israeliano, secondo fonti locali. Yanal, 14 anni, ricorda una partita di calcio interrotta dai soldati senza via di fuga. Mustafa Abu Aliyah, 13 anni, racconta un raid con spari e gas lacrimogeni mentre si recava dal nonno. Sua sorella Diyar, 12 anni, riferisce che ogni incursione militare porta gas lacrimogeni e violenze, con feriti o vittime.
Attivisti pro-Palestina hanno denunciato fratture, umiliazioni e abusi sessuali subiti dalle autorità israeliane durante la loro detenzione dopo il tentativo di rompere il blocco di Gaza con una flottiglia di aiuti, riferiscono media internazionali. Francia, Italia e Australia hanno avviato indagini sulle accuse, che Israele nega, dopo che oltre 430 attivisti sono stati fermati in acque internazionali. Tra loro, i francesi Meriem Hadjal, Noe Tissot e Malika Baouya, a bordo della nave Peluxo con materiali scolastici e medicinali, sono stati intercettati da motovedette israeliane. Gli attivisti raccontano di essere stati trascinati con violenza e ammassati su una nave definita «carcere di tortura», secondo testimonianze raccolte da media locali.
Benjamin Netanyahu ha dichiarato di non aver mai chiesto il permesso al presidente Donald Trump per colpire l'Iran prima degli attacchi di giugno 2025, a cui gli Stati Uniti si sono uniti successivamente, secondo media israeliani. Durante il convegno Muni Expo a Tel Aviv, Netanyahu ha affermato di aver solo informato Trump del piano militare, sottolineando: «Non permetterò che ciò accada». Ha aggiunto di essere «lieto che alla fine abbia deciso di unirsi a questa importantissima operazione».
A Tyre, città libanese sul mare, Hussein Hassan, 40 anni, accoglie i clienti nel suo barbiere nonostante i danni causati dai raid israeliani, riferisce l'agenzia AFP. Hassan afferma che gli abitanti «amano la vita e il lavoro» e «si scrollano la polvere di dosso per risorgere come la fenice». La città ha subito pesanti attacchi israeliani prima della tregua in corso, con ordini di evacuazione che hanno costretto decine di migliaia di persone a fuggire in poche ore, secondo fonti locali.
Secondo il senatore Marco Rubio, le delegazioni tecniche di Stati Uniti e Iran si incontreranno in Svizzera il 29 e 30 giugno. L'obiettivo principale è affrontare la questione dell'arricchimento nucleare iraniano. Gli Stati Uniti non vogliono che l'Iran sviluppi armi nucleari, mentre al momento non si discute dei missili balistici come sistema di consegna. Rubio afferma che Washington ritiene che l'azione militare abbia già ridotto le capacità iraniane e che la priorità resti la questione nucleare.
Il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, riferisce che nelle ultime 24 ore sono usciti dallo Stretto di Hormuz circa 20 milioni di barili di petrolio greggio. Wright attribuisce a mine iraniane nel passaggio marittimo eventuali ritardi nel ritorno a livelli normali di spedizione del petrolio, secondo quanto riferito al Reuters Global Energy Forum di New York.
Il diplomatico Usa Marco Rubio riferisce di aver avuto «colloqui molto franchi» con i leader del Golfo durante una visita nella regione, assicurando che Washington non farà nulla che comprometta la sicurezza regionale, secondo fonti ufficiali. Il ministero degli Esteri iraniano ha risposto alle dichiarazioni di Rubio, attribuendo l’instabilità regionale a «militarismo e interventismo americano» e all’«impunità israeliana». Secondo l’Agenzia nazionale libanese, l’artiglieria israeliana e un attacco con droni hanno colpito il sud del Libano, causando almeno due morti. Il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che non sono previsti ritiri delle truppe da sud del Libano e che Washington non ha richiesto alcun ritiro. Il ministero della Salute palestinese ha segnalato la morte di un uomo di 29 anni colpito dalle forze israeliane in Cisgiordania occupata.
I caschi blu dell'Onu hanno riferito assenza di missili e raid aerei tra mezzanotte e le 16 locali, ha detto Farhan Haq, portavoce aggiunto del segretario generale Onu. La missione Unifil ha osservato due missili lanciati a sud della Linea Blu e caduti a nord del fiume Litani, oltre a violazioni dello spazio aereo israeliano soprattutto con droni. Secondo Haq, sono state rilevate attività israeliane a terra, tra cui movimenti di mezzi corazzati, lavori di ingegneria e operazioni logistiche. Unifil ha anche segnalato quattro pattugliatori israeliani nelle acque territoriali libanesi a sud-ovest di Naqoura.
Daniel Levy, responsabile del US/Middle East Project, sostiene che Netanyahu metterà alla prova la pazienza di Trump con gli attacchi israeliani in Libano. Levy spiega che il premier israeliano vuole mantenere una «zona di sicurezza» nel paese e intende verificare se Washington tollererà questa strategia senza compromettere l’accordo più ampio con l’Iran. Secondo Levy, Netanyahu punta a ottenere un sostegno statunitense nonostante le tensioni recenti, confidando che gli Stati Uniti non adotteranno misure troppo severe contro Israele.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato brevemente ai giornalisti, prima di recarsi al Senato, che «stiamo vincendo di molto» e che l'Iran sta facendo «grandi concessioni». Non ha fornito ulteriori dettagli. Trump ha aggiunto che la situazione «sta andando molto, molto bene», senza specificare altro.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha detto di attendersi la ripresa dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran il 29 o 30 giugno in Svizzera. «Il gruppo tecnico tornerà, credo, il 29 o il 30… Se non erro, torneranno in Svizzera», ha affermato Rubio.
Il segretario di Stato Usa, Rubio, ha dichiarato che l'Iran non potrà imporre pedaggi o tariffe alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz in base a un eventuale accordo finale con Washington. Nonostante alcune imbarcazioni abbiano attraversato lo Stretto dopo l'intesa Usa-Iran della scorsa settimana, resta incerta l'intenzione di Teheran di applicare tariffe permanenti ai vettori marittimi, secondo fonti ufficiali.
L'esercito israeliano ha comunicato su X di aver colpito due persone che hanno attraversato la «zona di sicurezza» nel sud del Libano. Secondo l'esercito, i due, a bordo di un veicolo, rappresentavano una minaccia per le sue forze, senza fornire prove. Fonti ufficiali riferiscono che l'area è sotto controllo israeliano.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto le accuse del segretario di Stato Usa Rubio, che collegava l'instabilità regionale a gruppi armati sostenuti dall'Iran. Su X, Baghaei ha definito le politiche americane l'ostacolo principale alla pace in Medio Oriente. Ha aggiunto che «non ci sarà pace finché persisterà il militarismo e l'interventismo americano». Fonti ufficiali riportano il messaggio accompagnato da un video delle dichiarazioni di Rubio.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha respinto le accuse del segretario di Stato Usa Rubio, che ha collegato l’instabilità regionale ai gruppi armati sostenuti dall’Iran. Baghaei ha sostenuto su X che le politiche americane rappresentano il principale ostacolo alla pace in Medio Oriente. «Non ci si lascerà ingannare», ha scritto, denunciando il militarismo e l’interventismo statunitense che, secondo lui, alimentano guerre e atrocità nella regione.
Il senatore Marco Rubio ha dichiarato che Israele non avanza rivendicazioni territoriali in Libano, secondo quanto riferito da media locali. Rubio ha spiegato che la presenza israeliana nel sud del Libano è dovuta ai lanci di razzi e droni da parte di Hezbollah. Ha aggiunto che Washington auspica un maggiore controllo del territorio libanese da parte delle forze armate e del governo di Beirut. Il senatore ha sottolineato che «più l’esercito libanese controlla l’area, meno Hezbollah e Israele saranno presenti» nel sud del Libano.
Il segretario di Stato Usa ha definito la sospensione di 60 giorni delle sanzioni all'Iran «una misura temporanea», sottolineando che Washington si aspetta che Teheran «rispetti gli impegni» presi nell'accordo, secondo quanto riferito da Rubio a Kuwait City. «Se non manterranno quegli impegni, il presidente ha molte opzioni a disposizione, incluso – non sto dicendo che lo farà, ma incluso – revocare queste sospensioni», ha aggiunto. Rubio ha ribadito che il presidente è stato chiaro sulla necessità che l'Iran mantenga gli impegni presi in Svizzera e ha auspicato che ciò avvenga.
Il senatore Marco Rubio ha definito «franchi, onesti e importanti» i colloqui avuti con i leader del Golfo, secondo quanto riferiscono media locali. Rubio ha evitato di specificare quali preoccupazioni siano state sollevate durante gli incontri, ma ha sottolineato che Washington «parla molto francamente» con i suoi alleati storici. «Siamo qui per raccogliere il loro contributo», ha aggiunto.
Il segretario di Stato Usa, Rubio, afferma che «tutto il mondo sarà contrario a qualsiasi meccanismo che imponga tariffe per l'uso di una via d'acqua internazionale». Rubio sottolinea che il presidente ha già escluso questa possibilità e ritiene che tutti i Paesi del Golfo sosterranno questa posizione. L'Iran ha proposto di far pagare per il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas, secondo quanto riportato.
Il segretario di Stato Usa, secondo media locali, afferma che l'amministrazione Trump resterà «completamente allineata con i partner del Golfo» durante i negoziati con l'Iran. Rubio spiega che gli incontri con i Paesi del Golfo servono a coinvolgerli in ogni decisione legata alle trattative. «Non faremo nulla che possa indebolire la sicurezza dei nostri alleati storici nella regione», aggiunge.
Il segretario di Stato Usa Antony Rubio ha risposto alle domande dei giornalisti a Kuwait City. «Non ho percepito dubbi sulle nostre garanzie di sicurezza perché sono reali, non semplici promesse», ha detto Rubio. Sono attesi ulteriori dettagli dalle sue dichiarazioni.
L'emiro del Kuwait, Sheikh Mishal al-Ahmad al-Sabah, ha affrontato temi regionali con il segretario di Stato Usa Antony Rubio, riferisce l'agenzia di stampa kuwaitiana. I due leader hanno parlato delle «relazioni storiche tra i due Paesi» e degli sforzi per rafforzare sicurezza e stabilità nella regione.
Mohammad Bagher Ghalibaf, negoziatore iraniano e presidente del parlamento, attribuisce a Israele la responsabilità di «tutti i problemi della regione», secondo l’agenzia Tasnim. Ghalibaf ha affermato che l’egemonia di Washington è crollata a causa della guerra e ha invitato i paesi regionali a costruire un nuovo sistema basato sulle proprie capacità. Dopo un incontro con il suo omologo turco, ha aggiunto che l’«armonia» tra i paesi musulmani è ormai una «necessità inevitabile».
Un numero consistente di persone è tornato nelle proprie abitazioni nel sud del Libano, riferisce il sindaco di al-Abbasieh, dove l'80% dei residenti è rientrato negli ultimi giorni. Nel villaggio sono disponibili acqua, elettricità e servizi medici locali, condizioni non comuni in altre zone. Secondo fonti locali, molti tornano solo di giorno per sistemare le abitazioni e poi ritornano in rifugi o a casa di parenti a Tiro, Sidone o persino Beirut. La ripresa è accompagnata da una diffusa diffidenza verso il cessate il fuoco, maturata dopo esperienze traumatiche.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito a Tel Aviv che il governo è determinato a impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare, definendola una minaccia esistenziale per Israele. Netanyahu ha affermato che Israele ha condotto numerose operazioni all'interno dell'Iran per fermare Teheran dal diventare uno stato nucleare, secondo quanto riferito dalla sua conferenza al Muni Expo. Ha inoltre dichiarato che gli obiettivi militari israeliani in Libano non sono ancora raggiunti e che si sta creando una zona cuscinetto nel sud del paese per impedire ad Hezbollah di lanciare attacchi oltre confine.
L'esercito israeliano ha bombardato con colpi di artiglieria la periferia della città di Yater, nell'area di Bint Jbeil, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Fonti ufficiali riferiscono che l'attacco ha interessato zone limitrofe al centro abitato.
Il ministro della Difesa israeliano Israele Katz ha dichiarato che Washington non ha richiesto il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano, secondo un'intervista a Tel Aviv. Katz ha definito «un risultato diplomatico» l'assenza di una richiesta americana in tal senso. Alla domanda su un eventuale ordine Usa, Katz ha riferito di aver detto al segretario alla Difesa Pete Hegseth, e Netanyahu a Trump, che «siamo lì per proteggere i residenti del nord».
L'ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta, ha definito «eccellente» il lavoro della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando il ruolo di leadership globale dell'Italia. In un'intervista a «Sky Tg24», Fertitta ha ricordato la storica collaborazione tra Roma e Washington, citando anche il sostegno bilaterale nelle operazioni contro l'Iran. «Abbiamo un accordo da decenni e entrambe le parti rispettano i propri impegni», ha aggiunto secondo fonti ufficiali.
I paesi del Golfo manifestano serie preoccupazioni per la sicurezza, secondo fonti locali. Temono gli attacchi di gruppi armati iracheni affiliati all'Iran, che hanno causato tensioni nella regione. Le autorità del Golfo chiedono un piano duraturo per garantire pace e stabilità a lungo termine.
L'esercito israeliano continua le operazioni nel sud del Libano nonostante il cessate il fuoco, secondo fonti locali. Le azioni sono meno intense rispetto al fine settimana, ma due persone sono morte in un attacco vicino al villaggio di Kharaman. Un bulldozer corazzato e una pattuglia israeliana hanno ordinato agli abitanti di Ain al-Arab di lasciare le loro case entro le 17 locali, minacciando demolizioni. La situazione conferma una riduzione, ma non una sospensione, delle attività militari israeliane nella zona.
Il ministero della Salute palestinese ha riferito che Muhammad Nazem Ezzat Zayed, 29 anni, è stato ucciso da colpi delle forze israeliane ad al-Yamoun, a ovest di Jenin. Il corpo è stato recuperato, secondo la stessa fonte. La vittima porta a 71 il numero di palestinesi uccisi dall'inizio dell'anno, riferisce il ministero.
L'ambasciata degli Stati Uniti a Kuwait ha ripreso le attività sospese dopo gli attacchi iraniani di marzo, riferisce un portavoce del Dipartimento di Stato. La struttura riattiverà subito i servizi di emergenza per i cittadini americani, mentre gli altri servizi saranno ripristinati gradualmente. Il Dipartimento di Stato aveva chiuso le ambasciate a Kuwait e Arabia Saudita dopo attacchi con droni iraniani contro le missioni diplomatiche all'inizio del conflitto.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ricevuto una telefonata dal suo omologo qatariota Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, riferisce il suo ufficio. Secondo un comunicato di Islamabad, i due leader hanno discusso «gli sforzi diplomatici che hanno portato alla firma storica del Memorandum d'intesa di Islamabad tra Usa e Iran». Entrambi hanno espresso soddisfazione per il primo ciclo di colloqui tecnici a Burgenstock, auspicando il proseguimento del dialogo per il successo delle trattative.
Il prezzo del Brent è sceso a 74,80 dollari al barile alle 12:34 GMT, secondo Bloomberg. Reuters riferisce che è la prima volta dal 27 febbraio che il benchmark scende sotto i 75 dollari, giorno precedente l'inizio della guerra tra Usa e Israele contro l'Iran.
Almeno due persone sono morte in un attacco di droni israeliani nella zona di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA). L'attacco ha colpito un veicolo sulla strada Tallat al-Dabsha, vicino a Kfar Remman, riferisce la NNA. Fonti locali segnalano che sono in corso ulteriori verifiche.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato oggi il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ad Abu Dhabi, riferisce Tommy Pigott, portavoce del Dipartimento di Stato. Durante il colloquio hanno discusso il memorandum d'intesa del presidente Trump con l'Iran, la sicurezza del transito nello Stretto di Hormuz e l'importanza della stabilità regionale. Rubio ha ringraziato gli Emirati per la loro leadership e il sostegno, lodando il coraggio di fronte agli attacchi iraniani e ha ribadito l'impegno degli Usa per la sicurezza degli Emirati, aggiunge Pigott.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è arrivato in Kuwait dopo gli incontri negli Emirati Arabi Uniti. Fonti ufficiali riferiscono che ulteriori dettagli sul suo tour nel Golfo saranno comunicati a breve.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato a Fox News che 500 aerei statunitensi sono decollati da basi americane in Italia per supportare l'operazione Epic Fury contro l'Iran, secondo quanto riportato dai media internazionali. Rutte ha aggiunto che in Europa il numero totale di voli Usa si aggira tra 4.000 e 5.000 e che gli alleati, inclusa l'Italia, hanno rispettato gli accordi bilaterali su basi e sorvoli. Il ministero della Difesa italiano ha replicato precisando che dall'Italia sono stati effettuati solo voli tecnici e logistici, senza operazioni di combattimento.
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha assicurato che gran parte dei fondi iraniani sbloccati sarà destinata all'acquisto di cibo e medicinali statunitensi, nonostante le smentite di Teheran. «Qualsiasi somma ricevuta dagli iraniani sarà usata principalmente a beneficio del popolo iraniano», ha detto Bessent a CNBC. Il Tesoro Usa controllerà direttamente la distribuzione dei fondi, probabilmente tramite il Qatar, con una «percentuale molto alta» destinata a prodotti americani.
L'esercito israeliano ha lanciato un attacco con droni su al-Mawasi, area classificata come «zona verde» da Israele, secondo fonti locali. Durante l'attacco di mercoledì un bambino di 12 anni, Ahmed, è stato ucciso e almeno sette palestinesi sono rimasti feriti. Medici riferiscono che le cure alle vittime sono complicate a causa delle restrizioni israeliane su forniture mediche nella Striscia di Gaza. Nonostante un presunto cessate il fuoco, Israele ha condotto raid anche nella zona occidentale di Gaza, causando ulteriori vittime tra la popolazione civile, inclusi bambini.
Secondo media locali, le trattative tra Israele e Libano a Washington includeranno una componente militare. Le discussioni riguardano la sicurezza nelle aree del Libano meridionale attualmente occupate dall'esercito israeliano. È in esame una proposta per sostituire le truppe israeliane con forze libanesi, a condizione che gli Stati Uniti ne verifichino l'assenza di legami con Hezbollah. Questo tema sarà centrale negli incontri di mercoledì.
Un funzionario della Nato riferisce che il segretario generale Rutte ha evidenziato come gli Alleati, inclusa l'Italia, abbiano rispettato gli accordi bilaterali su basi militari e sorvoli. La conferma arriva da fonti ufficiali della Nato.
Il ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, avverte che gli Stati Uniti si troveranno presto «su una rotta di collisione» con Israele per l'accordo con l'Iran, secondo il sito Ynet. Zohar critica la gestione americana delle trattative con Teheran, definendola «non buona» e sottolinea che la risposta di Israele non sarà automatica ma guidata dagli interessi di sicurezza. Il ministro esprime inoltre scetticismo sull'efficacia del memorandum Usa-Iran per porre fine alla guerra, affermando che «la fase di conflitto tornerà più rapidamente di quanto si pensi».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato da Foggia che l'Italia è pronta a partecipare alla missione internazionale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Tajani ha aggiunto che si attende un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran prima di procedere. «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità», ha detto durante le celebrazioni del 252esimo anniversario della Guardia di Finanza.
In Arabia Saudita sono previsti colloqui per favorire la riconciliazione tra l'Iran e i Paesi del Golfo, riferiscono fonti diplomatiche. Il primo ministro del Qatar si è recato in Oman per preparare i negoziati tra i Paesi del Golfo, l'Iraq e l'Iran sullo Stretto di Hormuz, secondo un diplomatico citato dall'AFP. Il diplomatico ha precisato che questi colloqui sono separati dalle trattative tra Washington e Teheran.
Il servizio diplomatico dell'Unione europea ha elaborato un piano per una missione militare e civile di tre anni volta a consigliare e addestrare le forze libanesi, riferisce l'agenzia Reuters. Secondo un documento del Servizio europeo per l'azione esterna, la missione sosterrà le autorità libanesi nel rafforzare il controllo territoriale e la sicurezza delle frontiere, potenziando esercito e polizia. Il progetto prevede il rafforzamento dei reggimenti di confine terrestre, delle unità mobili e della gendarmeria regionale, oltre al miglioramento delle capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione e della sicurezza marittima, inclusa la gestione delle frontiere e dei porti. Per l'avvio dell'operazione serve l'approvazione unanime dei 27 Paesi Ue.
Il Pakistan riferisce che i colloqui tra Stati Uniti e Iran riprenderanno probabilmente martedì prossimo, secondo fonti ufficiali. Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, indica il ritiro delle forze militari straniere dal Medio Oriente come uno degli obiettivi strategici di Teheran. L'Oman collabora con l'Organizzazione marittima internazionale dell'Onu per istituire un corridoio temporaneo nello Stretto di Hormuz, riferiscono fonti diplomatiche. Il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, prevede un ritorno del traffico a livelli prebellici entro un mese, ma avverte che «ci vorrà tempo per ristabilire la fiducia». Rafael Grossi, direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, conferma che le ispezioni nei siti di arricchimento nucleare iraniani «avverranno», mentre un funzionario iraniano sottolinea che serve un accordo finale con gli Usa.
Il presidente Donald Trump afferma che l'Iran ha comunicato agli Stati Uniti di non richiedere pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, secondo quanto scritto sulla sua piattaforma social Truth Social. Trump sottolinea che «se queste informazioni fossero false, le negoziazioni terminerebbero immediatamente». Aggiunge inoltre che gli Stati Uniti non hanno trasferito fondi all'Iran e che parte del denaro sotto controllo americano sarà destinato all'acquisto di prodotti agricoli per l'Iran, «che necessita urgentemente di cibo».
Il ministero della Difesa, citando Guido Crosetto, ribadisce che l'Italia ha autorizzato solo voli tecnici e logistici, escludendo attività militari non previste dagli accordi. La nota sottolinea il rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali, negando autorizzazioni fuori dai parametri vigenti. Il ministero definisce «fallace» il messaggio inviato da Mark Rutte, secondo fonti ufficiali.
Le forze dell'Idf hanno fermato un presunto terrorista di Hamas al valico di Kerem Shalom, secondo una nota militare. L'uomo è stato disarmato e trasferito alle autorità per gli interrogatori. L'Idf precisa che non si è verificata alcuna infiltrazione nel territorio israeliano e mantiene il coordinamento con i responsabili della zona sud.
Il presidente Donald Trump incontrerà i produttori di munizioni alla Casa Bianca per discutere l'espansione della produzione di armi, secondo fonti ufficiali. L'incontro segue la riduzione delle scorte statunitensi causata dalla guerra con l'Iran e altri conflitti, che hanno portato a un elevato impiego di armamenti. Mercoledì si terrà il secondo incontro con i vertici delle principali aziende della difesa, dopo quello di marzo con BAE Systems, Lockheed Martin e altre società, riferiscono media locali. Il Pentagono sta inoltre sollecitando i contratti per accelerare la produzione, in risposta alla crescente domanda di sistemi di difesa aerea.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'Iran ha comunicato agli Stati Uniti di non voler imporre pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz. «Se si tratta di un'informazione falsa, i negoziati si interromperanno immediatamente!», ha scritto Trump su Twitter, secondo quanto riferito dai media statunitensi.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato che il Libano partecipa ai negoziati a Washington per ottenere il ritiro totale di Israele, definendo questa la «maniera meno costosa» per raggiungere l’obiettivo, secondo media locali. Salam ha precisato che non accetteranno compromessi parziali e chiedono anche il rilascio dei prigionieri e la risoluzione delle questioni di confine. Ha inoltre distinto i negoziati con Israele da quelli tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, sottolineando che sono percorsi separati.
L'esercito israeliano riferisce di aver colpito due combattenti di Hezbollah nella zona di Ali al-Taher, nel sud del Libano. Secondo un comunicato militare, i militanti si trovavano vicino alla «zona di sicurezza» israeliana e rappresentavano una «minaccia immediata» per i soldati israeliani. L'attacco è stato condotto da forze aeree e terrestri per neutralizzare il pericolo. L'esercito ha aggiunto che continuerà a intervenire per eliminare minacce immediate.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha riferito a Fox News che 500 aerei statunitensi sono decollati da basi in Italia per sostenere l'operazione militare Epic Fury contro l'Iran. Rutte ha aggiunto che in tutta Europa sono state effettuate tra 4.000 e 5.000 missioni di volo a supporto dell'iniziativa. Ha riconosciuto la delusione per la situazione, sottolineando però l'impegno europeo nel sostegno agli Stati Uniti.
Navi hanno iniziato a transitare nello stretto di Hormuz attraverso un nuovo corridoio di evacuazione sostenuto dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO), riferisce un portavoce dell'IMO a Reuters. Il portavoce non ha specificato il numero esatto di imbarcazioni coinvolte, ma dati di tracciamento citati da Reuters indicano il passaggio di almeno due navi bulk e una cargo nelle ultime 12 ore. In precedenza, il governo dell'Oman aveva annunciato la collaborazione con l'IMO per istituire un corridoio temporaneo per il transito delle navi nello stretto.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha ribadito al presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan l'impegno di Washington per la sicurezza del Paese. Lo riferisce il portavoce del dipartimento di Stato Tommy Pigott, secondo cui i due hanno discusso del memorandum tra Trump e l'Iran e della sicurezza dello Stretto di Hormuz. Rubio è poi partito per il Kuwait.
Giuseppe Conte definisce «crollate le favolette del governo» dopo le dichiarazioni di Mark Rutte, secondo quanto riportato sui suoi canali social. Il presidente del Movimento 5 Stelle accusa l'esecutivo di aver sostenuto una guerra illegittima in Iran, con 500 aerei partiti dall'Italia, e di aver danneggiato l'economia nazionale. Conte contesta inoltre le politiche su spese militari, dazi, gas americano e tassazione dei giganti del web, e chiede che la presidente Giorgia Meloni venga in Parlamento a fornire chiarimenti.
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha affermato che è Hezbollah a violare la sovranità del Libano, non Israele, secondo quanto riferito da media locali. In un intervento a Gerusalemme, Sa'ar ha detto che il Libano è «sotto occupazione iraniana indiretta tramite Hezbollah», che dispone di un esercito più forte delle forze armate libanesi. Il ministro ha auspicato che i colloqui a Washington portino a «un futuro comune» tra Israele e Libano. Sa'ar ha inoltre difeso la «zona di sicurezza» israeliana nel sud del Libano.
Il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said, ha incontrato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, al palazzo Al Baraka nei pressi di Muscat, riferisce l’agenzia statale omanita. La riunione ha affrontato i negoziati tra Stati Uniti e Iran, mediati da Pakistan e Qatar, e gli ultimi sviluppi diplomatici per porre fine allo stato di guerra e raggiungere un accordo definitivo sulla crisi. Haitham bin Tariq ha sottolineato «la necessità di accelerare questi sforzi per garantire sicurezza e stabilità nella regione», secondo fonti ufficiali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito a Foggia l'importanza delle relazioni transatlantiche, definendo il rapporto con gli Stati Uniti «storico» e «fondamentale». Tajani ha annunciato la sua presenza a Villa Taverna il 2 luglio e ha sottolineato che l’Italia non intende aumentare le tensioni, ma mantenere una collaborazione solida, anche attraverso una missione dedicata alle materie prime. Ha precisato che l’Italia resta un alleato autonomo, capace di esprimere critiche su questioni come la Groenlandia e il conflitto in Iran, «sempre a testa alta e schiena dritta».
Il ministro della Difesa israeliano Israele Katz ha dichiarato che Israele non ritirerà le sue forze dal sud del Libano «anche se ci fosse una richiesta americana», secondo quanto riporta The Times of Israele. Katz ha aggiunto che 200.000 residenti libanesi sfollati a causa dell'invasione israeliana non torneranno. Ha inoltre sottolineato che in passato nelle zone di sicurezza si sono verificati attacchi contro i soldati e per questo Israele non permetterà il ritiro.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato a Foggia che l'Italia non intende incrementare il confronto con gli Stati Uniti e considera le relazioni transatlantiche «fondamentali». Tajani ha confermato la missione italiana negli Usa per le materie prime, finalizzata a creare un'alternativa all'egemonia cinese. Ha aggiunto che l'Italia mantiene un atteggiamento «a testa alta e schiena dritta» anche quando esprime critiche su questioni come la Groenlandia e il conflitto in Iran.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto a una delegazione britannica in visita che il governo punta a consolidare la tregua nel sud del Libano dopo il ritiro militare israeliano, schierando l'esercito libanese. Aoun ha precisato che la ricostruzione delle aree distrutte sarà la fase successiva e che i negoziati di pace tra Libano e Israele a Washington sono separati dalle trattative Usa-Iran. Negli ultimi giorni i combattimenti tra Israele e Hezbollah si sono attenuati, secondo fonti ufficiali, dopo le richieste di cessate il fuoco di Iran e Stati Uniti.
Il ministro Antonio Tajani ha detto a Foggia che l'Italia è pronta a contribuire alla missione internazionale per la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz. Tajani ha precisato che la partecipazione dipenderà dall'accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran, in attesa del vertice E5 previsto a Berlino. «Abbiamo dato la nostra disponibilità», ha affermato il ministro a margine della cerimonia della Guardia di Finanza.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato con Basem Naim, membro dell'ufficio politico di Hamas, sugli ultimi sviluppi nella regione. Lo riferisce il Times of Israele citando la televisione iraniana. L'incontro è avvenuto nel contesto dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, secondo il giornale israeliano.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, per discutere dell'accordo Usa-Iran e riaffermare l'impegno americano per la sicurezza del Paese, riferisce il portavoce Tommy Pigott. Durante l'incontro di mercoledì hanno affrontato il memorandum di intesa di Trump con l'Iran, la sicurezza del transito nello Stretto di Hormuz e l'importanza della stabilità regionale. Rubio ha sottolineato «l'impegno degli Stati Uniti per la sicurezza degli Emirati», aggiunge la fonte.
Oltre 40 giuristi europei, tra cui l'ex capo del commercio Ue Ignacio Garcia Bercero, hanno chiesto alla Commissione europea di vietare le importazioni dai territori occupati israeliani. In un parere legale indirizzato a Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e Maros Sefcovic, gli esperti sostengono che la politica commerciale Ue costituisce la base giuridica adeguata per limitare il commercio con gli insediamenti, definiti illegali dal diritto internazionale. Hanno inoltre respinto l'idea che il divieto richieda l'unanimità degli Stati membri, citando la giurisprudenza della Corte di giustizia europea e il precedente delle restrizioni Ue sul gas russo, secondo fonti ufficiali.
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Katz ha dichiarato che l'Idf non si ritirerà dal Libano meridionale nemmeno su richiesta degli Stati Uniti, secondo media israeliani. Katz ha spiegato che nell'area «non ci saranno né civili né terroristi» per evitare attacchi contro i soldati, sottolineando che le infrastrutture sono distrutte e le abitazioni pericolanti. Ha aggiunto che i risultati ottenuti sono frutto della determinazione del popolo, della leadership e dell'esercito dopo il 7 ottobre, data di un attacco definito «terribile».
Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi afferma che l'accesso degli ispettori Onu ai siti nucleari colpiti sarà «esaminato e risolto solo nell'ambito di un accordo finale» con gli Stati Uniti. Gharibabadi sottolinea che le ispezioni dipendono dalla «cessazione pratica di tutte le sanzioni» da parte americana, secondo quanto riferito da media locali. Durante i negoziati in Svizzera, nessun funzionario iraniano ha incontrato il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, nonostante la sua richiesta, aggiunge Gharibabadi. Grossi aveva dichiarato che le ispezioni ai siti nucleari iraniani «avverranno», anche se non necessariamente subito.
Il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, ha annunciato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran riprenderanno la prossima settimana. Andrabi ha riferito che le due parti hanno concordato di istituire una linea diretta di comunicazione per prevenire incidenti o malintesi, soprattutto nello Stretto di Hormuz. Inoltre, hanno deciso di creare un comitato di supervisione politica di alto livello per la mediazione, con rapporti regolari dei negoziatori principali, un piano per un accordo finale entro 60 giorni e una cellula di deconflictazione che coinvolge anche il governo libanese e i mediatori.
Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha definito il Memorandum d'Intesa con gli Stati Uniti «la dichiarazione di sconfitta dell'America», secondo media locali. Ghalibaf ha aggiunto che la sicurezza in Medio Oriente dovrebbe essere garantita dai Paesi della regione. Ha inoltre sottolineato che per l'Iran la fine del conflitto in Libano è «altrettanto importante» quanto la cessazione della guerra sul proprio territorio.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, Tahir Andrabi, ha riferito che i colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti riprenderanno «la prossima settimana», secondo media locali. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sul luogo o sugli argomenti specifici delle trattative.
Il ministero degli Esteri cinese ha definito «un segnale positivo» l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran, secondo il portavoce Guo Jiakun. Guo ha aggiunto che Pechino sostiene l'Iran nella difesa della sua sovranità, sicurezza, territorio e dignità nazionale, oltre a favorire il miglioramento delle relazioni con gli Stati del Golfo e altri Paesi regionali. Il ministero ha sottolineato l'impegno di Cina nel sostenere ogni iniziativa che promuova la pace nella regione.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che «la sicurezza della regione deve essere garantita dagli stessi Paesi della regione». Ghalibaf ha aggiunto che «nessun Paese della regione troverà la propria sicurezza nell'insicurezza degli altri».
I paesi del Golfo esprimono gravi preoccupazioni sulla sicurezza legate all'Iran, secondo fonti locali. Durante il conflitto, la maggior parte degli attacchi di ritorsione iraniani ha preso di mira questi Stati, con gli Emirati Arabi Uniti colpiti da circa 2.800 missili e droni. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è atteso a Kuwait City per incontrare l'emiro, dopo aver visitato gli Emirati. Il Kuwait ha subito danni significativi, inclusi attacchi a aeroporto, porti commerciali e impianti di desalinizzazione, fondamentali per il 90% dell'acqua potabile del paese. I paesi del Golfo chiedono a Washington garanzie che ogni futuro accordo con Teheran tuteli la sicurezza regionale e il passaggio strategico nello Stretto di Hormuz, essenziale per l'export di petrolio e gas.
L'esercito israeliano e i coloni hanno intensificato gli attacchi nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme est, secondo l'agenzia Wafa. Quattro palestinesi sono rimasti feriti e sono stati colpiti da spray al peperoncino durante un assalto dei coloni a Yatta, a sud di Hebron. I coloni hanno fatto irruzione nel villaggio di Rashaydeh, a est di Betlemme, sparando colpi che hanno seminato il panico tra gli abitanti. Le forze israeliane hanno inoltre fatto irruzione ad al-Walaja, a nord-ovest di Betlemme, demolendo infrastrutture, e hanno sequestrato due veicoli in diverse località del governatorato di Nablus.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato a Fox News che 500 aerei statunitensi sono decollati da basi in Italia per sostenere l'operazione Epic Fury. Rutte ha aggiunto che in tutta Europa sono state effettuate tra 4.000 e 5.000 missioni di volo a supporto della missione. Ha sottolineato il contributo europeo all'azione militare Usa contro l'Iran, secondo quanto riferito dall'intervista.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha affermato che gli Stati Uniti non accetteranno pedaggi o tariffe per la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'Iran ha acconsentito alle ispezioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), ma ha aggiunto che «non c'è fretta» nel processo, secondo media statunitensi.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso con il dirigente di Hamas Basem Naim le recenti trattative tra Stati Uniti e Iran e la situazione nella Striscia di Gaza occupata da Israele, riferisce Hamas. Naim ha espresso «profonda gratitudine per la fermezza dell'Iran» durante quella che ha definito «aggressione» Usa-israeliana. Araghchi ha ribadito il sostegno iraniano al popolo palestinese e ha detto che la delegazione negoziale ha sollevato con funzionari Usa e mediatori le violazioni del cessate il fuoco e l'aggressione israeliana contro Gaza.
Il governo dell'Oman ha istituito un corridoio di transito temporaneo senza pedaggi per le navi nello Stretto di Hormuz, in coordinamento con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo), riferisce il ministero degli Esteri omanita. L'iniziativa nasce dalla «responsabilità del Sultanato nei confronti dello Stretto e della sua importanza per l'economia globale», spiega la nota. L'Oman sottolinea di aver agito in conformità al diritto internazionale e in linea con i risultati delle trattative tra Stati Uniti e Iran. Le navi interessate dovranno coordinarsi con l'Imo e le autorità omanite per il transito.
Abdolnaser Hemmati, governatore della banca centrale iraniana, ha illustrato nuovi dettagli emersi dai negoziati con gli Stati Uniti, tra cui il rilascio di 12 miliardi di dollari di asset iraniani e la sospensione delle sanzioni sul petrolio iraniano, secondo un video diffuso da Ali Ahmadnia, capo dell'ufficio informazione del governo iraniano. Hemmati ha precisato che l'Iran non è obbligato a utilizzare i fondi per acquistare prodotti agricoli statunitensi, contrariamente a quanto affermato da funzionari Usa, ma non esclude di farlo se i prodotti risultano competitivi. Ha inoltre sottolineato che l'Iran può ricevere i pagamenti per le esportazioni di petrolio in qualsiasi valuta preferisca, non solo in dollari.
L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha esteso fino al 1° luglio l’allerta per evitare lo spazio aereo di Iran, Iraq e Libano. Secondo l’EASA, nonostante l’accordo quadro tra Washington e Teheran, restano possibili violazioni e si raccomanda prudenza nelle operazioni aeree nella regione.
Iran e Oman hanno annunciato la creazione di un gruppo di lavoro per studiare un nuovo regime marittimo nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione congiunta. La proposta prevede l'introduzione di tariffe per servizi di sicurezza e ambientali, distinte dai pedaggi tradizionali. Fonti ufficiali riferiscono che l'iniziativa mira a stabilire un sistema di pagamento per le attività di controllo e tutela nel tratto marittimo. Iran e Oman intendono così rafforzare la loro sovranità nella regione.
Iran e Oman affermano di sviluppare «meccanismi» per amministrare lo Stretto di Hormuz, ma resta incerta la reazione degli altri Paesi del Golfo, secondo l’analista Cyrus Schayegh. Il professore del Geneva Graduate Institute sottolinea che gli Emirati Arabi Uniti dovranno essere coinvolti in modo sostanziale perché qualsiasi nuova autorità funzioni. Schayegh definisce la gestione di Hormuz «una parte di un puzzle più ampio», riferendosi all’architettura complessiva della sicurezza del Golfo, che molti vicini di Teheran, esclusi gli Emirati, guardano con interesse.
Mohammad Bagher Ghalibaf afferma che i Paesi regionali devono decidere la sicurezza del Medio Oriente e definisce il ritiro delle forze militari straniere un «obiettivo strategico». Durante una visita a Baku, in Azerbaigian, ha sottolineato che le basi di forze extra-regionali in Asia occidentale generano instabilità. Ghalibaf ha ribadito la disponibilità dell’Iran a cooperare nel rispetto della sovranità e ha chiesto a Israele di fermare attacchi e occupazione nel sud del Libano.
Mohammad Bagher Qalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato durante una visita a Baku che il ritiro delle forze militari straniere dal Medio Oriente rappresenta un obiettivo strategico. Secondo Qalibaf, le nazioni regionali devono determinare autonomamente la struttura di sicurezza dell’area, poiché le basi di forze extra-regionali in Asia occidentale generano instabilità. Ha inoltre ribadito la richiesta di Teheran di fermare gli attacchi e l’occupazione israeliana nel sud del Libano, sottolineando l’importanza di un cessate il fuoco in quella zona.
L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha raccomandato alle compagnie di evitare gli spazi aerei di Iran, Iraq e Libano, nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. L’agenzia ha segnalato possibili violazioni a breve termine soprattutto nello Stretto di Hormuz e nelle aree limitrofe, oltre alla fragile tregua tra Israele e Hezbollah che potrebbe influire sullo spazio aereo libanese. L’EASA ha esteso fino al primo luglio l’avviso di rischio per la regione, invitando alla prudenza anche nei cieli di Bahrain, Kuwait, Israele, Giordania, Qatar, Oman, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che «la sicurezza della regione deve essere garantita dagli stessi Paesi della regione». Secondo Ghalibaf, nessun Paese potrà trovare sicurezza a scapito dell'insicurezza altrui.
Hezbollah ha lanciato missili contro il nord di Israele il 2 marzo, entrando nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, secondo fonti locali. Il gruppo ha giustificato l’attacco come risposta al raid statunitense-israeliano che ha ucciso il leader supremo iraniano Ali Khamenei il 28 febbraio. Tuttavia, il ruolo del Libano per l’Iran va oltre questa rappresaglia, legato al sostegno politico e militare che Hezbollah rappresenta per Teheran. Fondato nel 1982 con il supporto della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Hezbollah è oggi una forza dominante in Libano, sia come partito politico sia come milizia, definito da Naim Salem, docente all’Accademia militare libanese, «l’alleato ideologico più vicino all’Iran nel mondo arabo e nella regione».
Il Sultanato di Oman sta collaborando con l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per istituire un corridoio di transito temporaneo per le navi nel Golfo di Hormuz, riferisce il Centro per la Sicurezza Marittima di Oman su X. Il corridoio rispetta il diritto internazionale e garantisce la navigazione senza pedaggi, precisa la nota. Le imbarcazioni che lo utilizzeranno dovranno coordinarsi con l'IMO, aggiunge il comunicato.
Secondo fonti locali, il Libano ha avviato i primi colloqui diretti con Israele dopo decenni, richiesti per la prima volta proprio da Beirut. Le trattative rappresentano un passo importante per il prestigio nazionale e la partecipazione del Libano nel processo di pace che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. Tuttavia, le aspettative sulla riuscita dei negoziati restano moderate tra la popolazione. Un programma pilota prevede il trasferimento di alcune aree sotto controllo israeliano a quello libanese, visto come un possibile primo passo verso un ritiro totale delle truppe israeliane, condizionato però dallo smantellamento delle armi di Hezbollah.
Rafael Mariano Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha annunciato che gli ispettori visiteranno i siti iraniani per l’arricchimento dell’uranio, parte dell’accordo temporaneo tra Stati Uniti e Iran. «Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o dieci giorni non è essenziale, ma accadrà», ha detto Grossi. Le ispezioni sono un elemento chiave per porre fine al conflitto in corso, secondo il direttore.
Secondo l'emittente statale iraniana IRIB, il presidente del gruppo Lufthansa ha incontrato l'amministratore delegato dell'aeroporto Imam Khomeini di Teheran, manifestando la volontà di ripristinare i collegamenti aerei con l'Iran. Il gruppo Lufthansa controlla diverse compagnie, tra cui Lufthansa, Eurowings, ITA Airways e Austrian Airlines. L'Iran ha riaperto il proprio spazio aereo orientale ai voli internazionali ad aprile e ha esteso l'accesso completo 24 ore su 24 a tutto il paese solo questo mese. Dal 25 aprile il traffico aereo è ripreso gradualmente verso 15 destinazioni, servite da otto compagnie tra cui voli verso Arabia Saudita, Turchia, Oman, Cina e Russia.
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha dichiarato al Financial Times che il traffico nello stretto di Hormuz tornerà ai livelli prebellici entro trenta giorni dall’entrata in vigore del Memorandum d’intesa, ma servirà tempo per ristabilire la fiducia. Al Thani ha aggiunto che il Qatar si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello stretto, definendolo «contrario al protocollo internazionale». «Per il Qatar è l’unico corridoio marittimo e non possiamo accettare che sia controllato», ha affermato.
Il governo dell'Oman ha istituito un «corridoio di transito» temporaneo senza pedaggi per le navi nello Stretto di Hormuz, in collaborazione con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo), riferisce il ministero degli Esteri omanita. L'iniziativa nasce dalla «responsabilità del Sultanato nei confronti dello Stretto e della sua importanza per l'economia globale», spiega la nota. L'Oman ha definito le coordinate del corridoio marittimo in accordo con l'Imo, offrendo alle navi un'opzione di transito coordinata con le autorità locali.
Il presidente Donald Trump accusa le grandi compagnie petrolifere di non ridurre i prezzi della benzina in modo adeguato rispetto al calo del costo del petrolio, secondo un post su Truth Social. Trump ha annunciato di aver incaricato il Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine. Il presidente ha inoltre ribadito che i prezzi della benzina caleranno significativamente una volta terminato il conflitto con l'Iran e riaperto lo Stretto di Hormuz. Analisti avvertono però che potrebbero passare mesi prima che i prezzi al consumo tornino ai livelli pre-guerra, secondo fonti di mercato.
Il presidente Donald Trump ha accusato le grandi compagnie petrolifere di non adeguare i prezzi della benzina al calo del costo del petrolio, secondo un post su Truth Social. Trump ha annunciato di aver incaricato il Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine. Il presidente ha inoltre affermato che i prezzi della benzina devono scendere più rapidamente rispetto a quanto osservato finora. Trump ha ripetuto che i prezzi caleranno sensibilmente una volta terminato il conflitto con l'Iran e riaperto lo Stretto di Hormuz, ma alcuni esperti prevedono che il ritorno ai livelli prebellici richiederà mesi.
Il ministro degli Esteri italiano Antonia Tajani ha annunciato il rilascio di tre attivisti italiani detenuti in Libia durante un convoglio umanitario verso Gaza, secondo fonti ufficiali. I liberati sono Domenico Centrone, Leonarda Alberizia e Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana. Tajani ha riferito che i tre sono stati trattenuti per un mese e ora sono affidati al consolato italiano a Bengasi; torneranno in Italia oggi. Il gruppo faceva parte del Global Sumud Land Convoy, che ha visto dieci membri fermati vicino a Sirte, provenienti da otto paesi diversi, tra cui quattro uomini e sei donne, secondo il convoglio stesso.
In Libano la tregua continua a reggere con pochi scambi militari registrati durante la notte, riferiscono fonti locali. Sono stati segnalati movimenti di veicoli israeliani e spari nei pressi di Tiro, ma mancano conferme dettagliate. L'ultimo episodio rilevante risale a quasi 24 ore fa vicino a Nabatieh, dove due uomini sono stati uccisi e uno ferito. Secondo Israele, si trattava di miliziani Hezbollah su un escavatore che non ha risposto ai colpi di avvertimento, mentre Hezbollah sostiene fossero operai impegnati nella rimozione di detriti per la protezione civile.
Gli Stati Uniti hanno sospeso per 60 giorni le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, mentre l'Iran afferma che sono stati sbloccati 12 miliardi di dollari di fondi congelati, secondo fonti ufficiali. Un cessate il fuoco in Libano sembra reggere, con Washington e Teheran che hanno concordato la creazione di una «cellula di deconflitto» per porre fine alle operazioni militari nella regione. Nel Golfo di Hormuz, il presidente Trump ha escluso una nuova «blocco navale», mentre i dati marittimi indicano un forte aumento del traffico nella zona. Restano però divergenze significative: gli Usa sostengono che i fondi iraniani saranno destinati all'acquisto di prodotti agricoli americani, mentre Teheran afferma che saranno utilizzati «con assoluta libertà». Inoltre, Trump e il vicepresidente Vance dichiarano che l'Iran ha accettato il ritorno degli ispettori Aiea, ma fonti iraniane negano l'esistenza di un calendario concordato. Gli Stati Uniti ribadiscono che l'Iran non potrà imporre pedaggi nello Stretto di Hormuz, mentre Teheran esclude un ritorno alla situazione precedente al conflitto.
La prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Israele e Libano si è conclusa a Washington dopo oltre otto ore, senza una dichiarazione congiunta, riferisce il Times of Israele. Una fonte a conoscenza dei negoziati anticipa una nota probabilmente giovedì, al termine della nuova tornata. I colloqui, che finora hanno trattato questioni politiche e di sicurezza, riprenderanno mercoledì al Pentagono e poi al Dipartimento di Stato per temi politici. Secondo la testata israeliana, gli Stati Uniti puntano a un ritiro parziale israeliano dal Libano meridionale, con sostituzione da parte dell’esercito libanese in un «programma pilota».
Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha assicurato che gli ispettori dell’agenzia ispezioneranno i siti di arricchimento nucleare in Iran. «Che avvenga dopodomani, tra una settimana o dieci giorni è importante, ma non essenziale», ha detto a Tokyo. Grossi ha aggiunto: «Questo accadrà». Secondo media locali, Usa e Iran forniscono versioni contrastanti sull’impegno di Teheran al controllo nucleare.
Funzionari iraniani affermano di non aver preso impegni in Svizzera sul programma nucleare e di non aver incontrato rappresentanti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA), incluso il direttore Rafael Grossi, secondo media locali. Negli ultimi mesi, l'Iran ha accusato l'IAEA di collaborare con Israele e ha chiesto il ritiro dell'agenzia durante la guerra di dodici giorni dello scorso giugno per motivi di sicurezza. I funzionari iraniani precisano di non avere piani per invitare l'IAEA a tornare, ma non escludono questa possibilità in futuro, che richiederebbe l'approvazione di una legge da parte del parlamento e del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
Lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, premier del Qatar, ha dichiarato al Financial Times che il Paese respingerà qualsiasi proposta iraniana di imporre tariffe nel tratto marittimo dello stretto di Hormuz. Al Thani ha sottolineato che lo stretto rappresenta l'unico corridoio marittimo del Qatar e che ogni modello proposto dall'Iran dovrà essere esaminato attentamente. Ha aggiunto che il ritorno ai livelli di traffico prebellici richiederà «molto impegno» e «tempo per ristabilire la fiducia».
Il Ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud ha annunciato che quattro navi di compagnie sudcoreane hanno attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz. «Quattro navi gestite dalle nostre compagnie di navigazione, che erano in attesa nello Stretto di Hormuz, lo hanno attraversato e ora navigano regolarmente», ha detto il ministero, secondo l’agenzia Yonhap. Il numero di navi sudcoreane presenti nello Stretto scende così a 18, riferisce Yonhap.
Il primo ministro del Qatar ha detto al Financial Times che lo Stretto di Hormuz è aperto, nonostante l'annuncio di chiusura da parte dei Guardiani della Rivoluzione iraniani sabato. Secondo mediatori, le autorità iraniane hanno negato di aver ordinato la chiusura. Il traffico dovrebbe tornare ai livelli prebellici entro il trentesimo giorno del memorandum d'intesa, ma serviranno «molti sforzi» e tempo per ristabilire la fiducia. Il Qatar si oppone a qualsiasi proposta iraniana di imporre tariffe nello stretto, definendola contraria ai protocolli internazionali e una minaccia al suo unico corridoio marittimo, ha aggiunto il premier.
Donald Trump definisce «inopportuno e privo di senso» il voto del Senato a maggioranza repubblicana sul War Powers Act relativo all'Iran, secondo quanto scritto sul suo social Truth. Con 50 voti favorevoli e 48 contrari, il Senato ha approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente e chiede la fine delle operazioni militari in Iran senza autorizzazione del Congresso. Il voto, pur simbolico, segna una frattura con l'amministrazione Trump, riferiscono fonti ufficiali.
Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale Onu, riferisce che oltre 11.000 edifici residenziali sono stati «completamente distrutti» nel sud del Libano durante i recenti combattimenti. Altri 2.200 sono stati danneggiati parzialmente, ha aggiunto. «Per molte famiglie non c’è più una casa a cui tornare», ha detto, sottolineando che l’incertezza, la distruzione diffusa e la minaccia di ordigni inesplosi impediscono un ritorno sicuro. Nonostante ciò, circa 19.000 persone hanno lasciato i rifugi nelle ultime ore, riducendo a circa 90.000 il numero di sfollati, secondo Dujarric.
Il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric ha detto che oltre 11.000 edifici residenziali sono stati completamente distrutti in Libano meridionale, lasciando molte famiglie senza una casa a cui tornare. Dujarric ha citato una nuova valutazione del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite e del Consiglio nazionale libanese per la ricerca scientifica. Ha aggiunto che altre 2.200 abitazioni risultano parzialmente danneggiate. Secondo Dujarric, circa 19.000 persone hanno lasciato i rifugi nella notte, riducendo a circa 90.000 il numero di sfollati ancora ospitati.
Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani ha detto al Financial Times che il Qatar si prepara a riprendere la produzione normale di gas naturale liquefatto (Gnl) dopo un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar, secondo produttore mondiale di Gnl, aveva sospeso la produzione a marzo per un attacco con droni iraniani allo stabilimento di Ras Laffan. «Entro poche settimane la produzione tornerà alla normalità, eccetto l’impianto danneggiato», ha spiegato Sheikh Mohammed. Ha aggiunto che QatarEnergy ha già mobilitato le squadre e attende la normalizzazione della situazione nello stretto per riprendere le operazioni.
Donald Trump ha dichiarato che lunedì «19 milioni di barili» di petrolio sono passati attraverso lo Stretto di Hormuz, definendo il dato «il quantitativo più alto della Storia». Il presidente ha parlato in una fabbrica di camion a Macungie, in Pennsylvania, ribadendo che «l’Iran non avrà mai un’arma nucleare».
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che «gli iraniani hanno torto e sanno di avere torto» sulla presenza degli ispettori dell'Aiea, aggiungendo che «c'è il via libera al 100% sulle ispezioni». Trump ha spiegato che «se avessero ragione loro, annullerei subito le riunioni». Ha inoltre precisato che «gli ispettori saranno sul posto al momento opportuno, non c'è fretta».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica non ha in programma ispezioni negli impianti nucleari danneggiati durante le ostilità. «Non abbiamo avuto alcun incontro con il Direttore Generale dell’Aiea e non abbiamo in programma ispezioni», ha aggiunto Baghaei, secondo media locali. Il portavoce ha inoltre riferito che uno dei quattro gruppi di lavoro nati dalle trattative con gli Stati Uniti si occuperà della questione nucleare.
La Commissione indipendente Onu per il territorio palestinese occupato accusa Israele di colpire intenzionalmente bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, configurando genocidio e crimini di guerra, secondo il rapporto pubblicato martedì. L’indagine documenta violazioni israeliane dall’inizio del conflitto a Gaza nell’ottobre 2023, riporta la commissione.
Andy Burnham, ex sindaco di Greater Manchester, ha confermato la sua candidatura a primo ministro del Regno Unito dopo l’annuncio di dimissioni di Keir Starmer, riferisce The Guardian. Burnham ha evitato di definire genocidio la guerra di Israele a Gaza, esprimendo preoccupazione per la «natura sproporzionata della distruzione» e chiedendo un’indagine completa. È stato tra i primi politici laburisti a invocare un cessate il fuoco a Gaza, secondo media britannici.
MarineTraffic segnala che il traffico navale nello Stretto di Hormuz è quasi triplicato in due fine settimana consecutivi. I dati, confermati anche da Kpler, indicano un aumento da 32 a 93 navi tra il 12-14 e il 19-21 giugno. MarineTraffic attribuisce la ripresa a sviluppi diplomatici recenti e a una deroga temporanea Usa alle sanzioni sul petrolio iraniano fino al 21 agosto. Windward, altro monitor, riporta 25 transiti il 22 giugno, definendo la situazione una «normalizzazione iniziale, non una riapertura completa», secondo fonti ufficiali.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha detto ad Abu Dhabi che se l'Iran sceglierà di essere uno Stato e non solo un movimento rivoluzionario, potrà beneficiare di nuove opportunità economiche, inclusi investimenti esteri. Rubio ha precisato che non promette questa scelta, ma che in caso di svolta ci saranno occasioni simili a quelle viste in altri Paesi della regione. Ha aggiunto che il futuro politico iraniano dipenderà dai progressi su questioni di sicurezza che saranno discusse nei prossimi giorni, secondo quanto riferito da media internazionali.
Il presidente Donald Trump ha contestato la risoluzione del Senato che gli ordina di fermare qualsiasi azione militare contro l’Iran, definendola «maldestra e fuori tempo». Su X ha scritto che l’Iran è «sulla corda» e rispetta gli Stati Uniti come mai prima, ma il voto del Senato «aiuta il nemico». Trump ha attaccato i quattro senatori repubblicani che hanno votato con i democratici, affermando che «hanno complicato il mio lavoro, ma lo porterò a termine comunque».
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che impedisce di tornare in guerra con l’Iran senza il consenso del Congresso, dopo il via libera della Camera. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, mentre un democratico si è schierato con i repubblicani e due senatori repubblicani erano assenti. Attualmente, con i negoziati di pace in corso, non ci sono segnali immediati di conflitto. Fonti della Casa Bianca hanno riferito che l’amministrazione ritiene la risoluzione priva di valore legale e che il presidente mantiene il diritto di decidere se gli Stati Uniti sono minacciati e se lanciare un attacco.
Iran e Stati Uniti hanno annunciato «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano», impegnandosi a non iniziare conflitti reciproci, secondo il memorandum d'intesa. Al momento della firma, gli Usa «inizieranno a revocare il blocco navale» e porranno fine all'embargo, mentre l'Iran garantirà il passaggio sicuro delle navi commerciali senza costi per 60 giorni. Fino alla fine delle sanzioni, gli Stati Uniti concederanno deroghe per l'esportazione di petrolio iraniano. Il documento prevede inoltre la disponibilità dei fondi iraniani congelati, con procedure di rilascio da concordare durante i negoziati, riferiscono fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli iraniani «hanno torto e sanno di avere torto» riguardo alla presenza degli ispettori dell'Aiea, secondo quanto riferito da media americani. Trump ha aggiunto che, se avessero ragione loro, annullerebbe immediatamente i colloqui. Ha precisato che gli ispettori saranno sul posto «al momento opportuno» e che non c'è fretta.
Il ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud ha annunciato che altre quattro navi sudcoreane hanno lasciato in sicurezza lo Stretto di Hormuz, portando a sei il numero totale dei vascelli usciti dalla zona. Secondo Yonhap, le imbarcazioni trasportavano 26 membri dell’equipaggio sudcoreano e una è diretta verso la Corea del Sud. Con queste partenze, le navi sudcoreane ancora presenti nello stretto sono 18. La notizia arriva mentre l’Organizzazione Marittima Internazionale ha avviato l’evacuazione di oltre 11.000 marinai bloccati nella zona da mesi, riferiscono fonti ufficiali.
I prezzi del petrolio hanno continuato a calare, avvicinandosi ai livelli più bassi da quattro mesi, spinti dall'ottimismo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo dati di mercato. I futures sul Brent, riferimento internazionale, sono scesi dello 0,5% a 76,71 dollari al barile alle 00:43 GMT. Martedì il Brent aveva perso quasi l'1%, toccando il minimo da inizio marzo. I prezzi erano saliti all'inizio della guerra tra Usa e Israele contro l'Iran, dopo la chiusura dello stretto da parte di Teheran, che aveva interrotto una via di navigazione strategica. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche da entrambe le parti avevano ulteriormente spinto i prezzi verso l'alto, riferiscono fonti di mercato.
Israele valuta che l’accordo tra Stati Uniti e Iran abbia ridato vigore a Hezbollah, secondo fonti israeliane. L’ambasciatore israeliano a Washington definisce «un disastro» il quinto ciclo di colloqui con il Libano, iniziati ad aprile. Inizialmente i negoziati miravano a un Libano senza influenza iraniana e allo smantellamento di Hezbollah, ma ora Israele ritiene che questo obiettivo non si stia realizzando. Israele insiste nel mantenere la cosiddetta «zona di sicurezza» nel sud del Libano finché Hezbollah rappresenta una minaccia, chiedendo al governo e all’esercito libanesi di assumere il controllo e disarmare il gruppo, mentre gli Usa spingono Israele a sospendere le operazioni contro Hezbollah.
Il ministero degli Esteri palestinese ha accolto un nuovo rapporto Onu che documenta il targeting intenzionale dei bambini palestinesi da parte di Israele, invitando la comunità internazionale a intervenire per «rendere conto l’occupazione». Il documento fornisce «prove legali serie sull’entità dei crimini commessi dalle forze di occupazione e dalle milizie dei coloni contro i nostri bambini», si legge in una nota ufficiale. Il ministero denuncia che «le forze di occupazione e le milizie coloni prendono di mira quotidianamente i bambini palestinesi, considerandoli obiettivi legittimi e commettendo omicidi intenzionali, fame, sfollamenti forzati, detenzioni arbitrarie, torture, violenze sessuali e privazioni di assistenza sanitaria e istruzione». Il rapporto Onu conferma anche «il fallimento della comunità internazionale nel fermare queste violazioni», conclude la nota.
È iniziato a Washington il quinto ciclo di negoziati di pace tra Israele e Libano, riferisce il Dipartimento di Stato Usa. L’obiettivo è «porre fine definitivamente al ciclo di violenze» e favorire un accordo tra due stati sovrani per pace e sicurezza. I colloqui prevedono un doppio binario: uno politico per stabilizzare e normalizzare i rapporti, attualmente inesistenti tra i due paesi tecnicamente in guerra, e uno militare per ridurre le tensioni e prevenire un conflitto regionale più ampio. Restano tuttavia molte questioni aperte, secondo fonti ufficiali.
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato con 50 voti favorevoli e 48 contrari una risoluzione che impone al presidente di ritirare le truppe dalle ostilità con l'Iran, secondo fonti ufficiali. Quattro repubblicani hanno rotto con la leadership del partito per sostenere il provvedimento: Susan Collins, Rand Paul, Bill Cassidy e Lisa Murkowski. Il senatore democratico John Fetterman è stato l'unico del suo partito a votare contro. Mancavano all'appello i repubblicani Mitch McConnell e David McCormick.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha negato incontri con il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi, e ha escluso ispezioni imminenti in Iran, secondo fonti ufficiali. Baghaei ha sottolineato che i rapporti con l'IAEA si baseranno su procedure esistenti, obblighi degli accordi di salvaguardia, regolamenti parlamentari e decisioni del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. A giugno 2025, il Parlamento iraniano sospese la cooperazione con l'IAEA dopo gli attacchi aerei Usa e Israele contro siti nucleari, ricorda la cronaca.
Il generale Ahmad Reza Pourdastan, capo del Centro studi strategici dell’esercito iraniano, ha dichiarato che la strategia militare di Teheran è passata da una postura difensiva a una «dottrina offensiva». Secondo l’agenzia semi-ufficiale Fars, Pourdastan ha spiegato che la nuova dottrina prevede operazioni preventive per sorprendere il nemico in «teatri sconosciuti», se necessario per ragioni di interesse nazionale. Il generale ha aggiunto che le forze armate iraniane non hanno ancora dispiegato tutte le loro capacità e hanno confermato la piena disponibilità a difendere il popolo libanese. Sotto l’ex Guida Ali Khamenei, l’Iran adottava una «pazienza strategica» basata sulla deterrenza, ma con l’escalation contro Usa e Israele la strategia è diventata di «deterrenza attiva e senza precedenti».
Marco Rubio visita Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrain per sostenere l’accordo con l’Iran, secondo fonti ufficiali. Il senatore e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump vuole rassicurare quei Paesi, duramente colpiti dai conflitti con l’Iran, sulla protezione garantita dagli Stati Uniti. A Manama parlerà anche con il Consiglio di Cooperazione del Golfo per rafforzare il sostegno all’intesa. Il Dipartimento di Stato precisa che Rubio condivide la linea dell’amministrazione, nonostante alcune critiche interne al testo dell’accordo.
Marco Rubio assicura che l’accordo con l’Iran garantirà la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. Il presidente Trump afferma che Teheran ha accettato il «massimo livello» di ispezioni nucleari, ma l’Iran nega l’esistenza di un calendario definito. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian esclude discussioni sul programma missilistico balistico durante i negoziati con gli Usa. Intanto, Israele e Libano avviano un quinto ciclo di colloqui mediati dagli Stati Uniti, mentre scontri nel sud del Libano causano due morti, evento definito da Hezbollah una «palese violazione del cessate il fuoco». Il Senato Usa approva una risoluzione che ordina a Trump di fermare le operazioni militari contro l’Iran.
