Il Consiglio dei Ministri ha approvato a Palazzo Chigi il 16 giugno la parte economica del rinnovo contrattuale per la scuola. La registrazione alla Corte dei Conti è prevista entro fine giugno, passaggio necessario per l’elaborazione delle buste paga. NoiPA ha confermato che, salvo ritardi tecnici, gli arretrati maturati saranno inseriti nel cedolino di luglio.
La finestra temporale degli arretrati copre il periodo dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026, come indicato nell’ipotesi di contratto e nelle comunicazioni sindacali. La registrazione alla Corte dei Conti consentirà poi l’effettiva elaborazione dei cedolini con l’importo netto.
Platea interessata e periodo coperto
La platea comprende oltre un milione di lavoratori della scuola: insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), oltre ai supplenti. Sono compresi anche coloro che sono andati in pensione nel periodo considerato; per questi ultimi gli adeguamenti sono comunque riconosciuti, secondo le comunicazioni sindacali e l’ipotesi di CCNL. Il calcolo è individuale: per i contratti a termine o annuali, le somme sono proporzionate al servizio effettivamente prestato; i supplenti ricevono le differenze in base ai mesi effettivamente lavorati.
Aumenti a regime e forchette per profilo
L’ipotesi di contratto indica, a regime, un incremento medio mensile di 143 euro lordi per il personale docente e di 107 euro lordi per il personale ATA. Le tabelle allegate dettagliano variazioni per profilo e anzianità: per i docenti la forchetta va da 115,46 euro lordi mensili fino a 193,68 euro lordi per insegnanti delle superiori con oltre 35 anni di anzianità; per il personale ATA la forchetta indicata parte da 91,57 euro lordi e arriva fino a 211 euro lordi per un DSGA all’ultimo gradone, secondo le schede FLC CGIL del 1 aprile 2026.
Arretrati stimati e differenze tra settori
Sulle somme arretrate, la FLC CGIL stima una media attorno a 800 euro lordi per dipendente sul periodo gennaio 2025–giugno 2026. ARAN ha indicato una possibile forchetta tra circa 815 euro e circa 1.250 euro lordi, a seconda di profilo e anzianità. Nelle tabelle settoriali dell’ipotesi contrattuale, le stime medie segnalano circa 800 euro per il settore università, 1.100 euro per il settore ricerca e circa 1.000 euro per il settore AFAM.
L’importo definitivo sarà noto solo con il cedolino. I conteggi dipendono da anzianità e posizione economica, da eventuali anticipazioni già corrisposte e dalle trattenute fiscali e previdenziali del singolo lavoratore, come precisato dall’ipotesi di contratto e da NoiPA.
Tempi operativi e prima erogazione
Dopo il via libera del CdM del 16 giugno, la procedura prevede la registrazione alla Corte dei Conti e gli aggiornamenti tecnici nei sistemi pagatori. NoiPA è l’unico soggetto che potrà comunicare il dato netto in busta paga una volta effettuati i calcoli. Le organizzazioni sindacali e ARAN hanno indicato che, salvo imprevisti, il pagamento non potrà avvenire prima della metà del 2026. Nel calendario previsto, il cedolino di luglio è il riferimento per la prima erogazione: conterrà sia la quota arretrata spettante sia la prima rata dell’aumento tabellare, secondo ARAN e l’ipotesi di CCNL.
Limiti nel calcolo e anticipi
Due avvertenze pratiche incidono sull’importo netto. Primo: alcune somme sono già state anticipate con l’indennità di vacanza contrattuale, quindi non tutta la differenza teorica sarà corrisposta come arretrato. Secondo: la conversione dal lordo al netto varia caso per caso per effetto della fiscalità individuale e dei contributi, come ricordano l’ipotesi di contratto e la FLC CGIL.
La nota sindacale allegata all’ipotesi di CCNL sottoscritta all’ARAN il 1° aprile afferma: «aumenti medi di 137 euro a tutela delle retribuzioni di circa 1,3 milioni di lavoratori», scrive la FLC CGIL. La registrazione alla Corte dei Conti è prevista entro fine giugno: a valle di quel passaggio e degli aggiornamenti tecnici, NoiPA potrà rendere disponibile il cedolino di luglio con importi lordi e netti, ripartizione degli arretrati ed eventuale quota mensile dell’aumento a regime.
