Un pomeriggio di ritorno da scuola che rischiava di trasformarsi in tragedia. È quanto accaduto a un ragazzo di 17 anni con una grave disabilità, rimasto ustionato durante un viaggio a bordo di un treno regionale tra Viterbo e Roma. Un episodio ancora tutto da chiarire, sul quale la Squadra Mobile di Viterbo sta indagando per accertare se dietro quanto accaduto vi sia stato un semplice gesto irresponsabile tra adolescenti oppure un vero e proprio atto di bullismo.
Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, il giovane si trovava sul convoglio insieme ad alcuni compagni dell’istituto superiore che frequenta nel Viterbese. Durante il viaggio, del gel disinfettante sarebbe finito sulle sue mani e in parte sugli abiti. Poco dopo, un altro ragazzo del gruppo avrebbe acceso un accendino provocando una fiammata che ha incendiato il gel e causato gravi ustioni alle mani del diciassettenne.
L’episodio si è verificato a bordo del regionale partito da Viterbo e diretto verso Roma. Determinante è stato l’intervento immediato di un operatore di Trenitalia e di un agente di polizia libero dal servizio, che sono riusciti a spegnere le fiamme evitando conseguenze ben più gravi. Il treno è stato successivamente fermato alla stazione di Vetralla per consentire i soccorsi.
Bullismo o gioco finito male? Le indagini sono ancora aperte
Al momento non esiste una versione definitiva dei fatti.
La polizia sta ascoltando testimoni e studenti presenti sul convoglio per comprendere quale fosse il rapporto tra la vittima e il coetaneo che avrebbe acceso l’accendino. Gli investigatori vogliono chiarire se il ragazzo sia stato preso di mira a causa della sua condizione oppure se ci si trovi di fronte a uno “scherzo” degenerato in modo drammatico.
Le fonti investigative parlano infatti di due ipotesi ancora sul tavolo. Da una parte quella del bullismo, che viene considerata con attenzione dagli inquirenti; dall’altra quella di un gesto irresponsabile tra adolescenti sfuggito completamente di mano.
Sul piano giudiziario potrebbero configurarsi ipotesi di lesioni personali aggravate, mentre vengono valutate anche eventuali responsabilità legate all’interruzione del servizio ferroviario causata dall’emergenza a bordo del treno.
Il bullismo in Italia continua a colpire migliaia di ragazzi
Al di là dell’esito dell’inchiesta, la vicenda riporta l’attenzione su un fenomeno che continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti italiani.
Secondo l’ultimo report ISTAT sul bullismo e cyberbullismo, pubblicato il 26 giugno 2025 e basato sui dati raccolti nel 2023, il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di aver subito almeno un comportamento offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione nei dodici mesi precedenti l’indagine.
Ancora più significativo è il dato relativo alla frequenza degli episodi: il 21% degli adolescenti afferma di aver subito comportamenti vessatori in modo ripetuto, mentre circa l’8% dichiara di esserne vittima almeno una volta alla settimana.
L’indagine evidenzia inoltre che i più esposti sono i giovanissimi. Tra gli 11 e i 13 anni, infatti, la quota di chi subisce atti di bullismo con continuità raggiunge il 23,7%, contro il 19,8% registrato nella fascia tra i 14 e i 19 anni.
Anche il fenomeno del cyberbullismo continua a rappresentare una criticità: il 34% dei ragazzi dichiara di aver subito almeno un episodio vessatorio online, mentre il 7,8% riferisce comportamenti ostili o aggressivi attraverso internet con frequenza almeno mensile.
In questo contesto, quanto accaduto sul treno Roma-Viterbo assume un significato che va oltre il singolo fatto di cronaca. Gli investigatori stanno cercando di capire se la fiammata che ha provocato le ustioni al diciassettenne sia stata il risultato di una bravata sfuggita di mano oppure se si inserisca in un contesto di prevaricazione nei confronti di un ragazzo particolarmente vulnerabile.
