A nove mesi dalla scomparsa di Emilio Fede, la battaglia per l’assegnazione del patrimonio dell’ex direttore del Tg4 e della moglie Diana De Feo è ufficialmente approdata in tribunale, spaccando drammaticamente la famiglia. Al centro della contesa, riporta La Repubblica, un’eredità multimilionaria che vede contrapposte le due uniche figlie, Simona e Sveva. La frattura, i cui primi segnali erano già emersi pubblicamente durante i funerali del giornalista con l’assenza polemica della primogenita Simona, riguarda la gestione di conti correnti, gioielli di immenso valore e un vasto patrimonio immobiliare.
I dubbi sul testamento di Emilio Fede e il giallo della Fondazione
I nodi principali della disputa, sollevati da Simona e portati all’attenzione della magistratura romana, ruotano attorno alle reali volontà dei genitori e alla presunta erosione del lascito materno. Nel mirino c’è la quota della villa di Anacapri appartenuta a Emilio Fede, confluita nella Fondazione intitolata all’ex direttore poco dopo la morte della moglie. Una mossa che, secondo la figlia maggiore, avrebbe leso la sua quota legittima. Sotto la lente dei legali vi è anche la valutazione di Villa Lucia, la splendida residenza neoclassica nel parco della Floridiana a Napoli, che Simona ritiene sia stata stimata al ribasso rispetto a un valore reale vicino ai 7 milioni di euro.
La battaglia legale e il silenzio della difesa
Nonostante il pubblico ministero abbia formulato una richiesta di archiviazione per le ipotesi di reato di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita, la vicenda è tutt’altro che chiusa. L’avvocato Daniele Bocciolini, legale di Simona, ha già annunciato formale opposizione, chiedendo nuove indagini sulle condizioni di salute dell’ex direttore nei suoi ultimi anni di vita. Dal canto suo, la secondogenita Sveva ha scelto di non replicare pubblicamente alle pesanti accuse della sorella, lasciando che la delicata partita patrimoniale venga discussa esclusivamente nelle sedi giudiziarie preposte.
