La memoria di Marcinelle torna al centro di una polemica che supera i confini del mondo sindacale. L’UGL ha denunciato il rifiuto ricevuto il 17 giugno per la posa di una targa commemorativa sul Muro del Ricordo della miniera di Bois du Cazier, in Belgio, luogo simbolo di una delle più gravi tragedie del lavoro europeo.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il diniego sarebbe stato motivato dall’ASBL che gestisce il sito con il presunto orientamento di “estrema destra” attribuito all’organizzazione. Una motivazione che l’UGL respinge con fermezza e che ha spinto il segretario generale Paolo Capone a parlare di un episodio «grave e inaccettabile», annunciando la segnalazione del caso alle istituzioni italiane ed europee.
Per il sindacato, la decisione rappresenterebbe una valutazione politica incompatibile con il significato storico e universale di un luogo come Marcinelle. «Marcinelle non appartiene a una parte politica, a una sigla o a un fronte sindacale: appartiene alla storia del lavoro», ha dichiarato Capone, sottolineando come la memoria delle vittime debba restare patrimonio condiviso e non terreno di divisione.
La contestazione dell’UGL
Al centro della protesta c’è il principio di inclusività nella gestione dei luoghi della memoria. L’UGL evidenzia come il sito di Bois du Cazier sia sostenuto anche attraverso fondi comunali, regionali ed europei e sostiene che chi ne cura la gestione debba garantire pari dignità a tutte le iniziative commemorative legate alla tragedia.
Per questo il sindacato definisce il diniego discriminatorio e offensivo nei confronti delle vittime italiane e delle loro famiglie, ribadendo la richiesta di poter collocare la targa sul Muro del Ricordo.
Il peso storico della tragedia di Marcinelle
La vicenda richiama inevitabilmente alla memoria l’8 agosto 1956, quando un incendio scoppiato nella miniera di Bois du Cazier causò la morte di 262 lavoratori, tra cui 136 italiani. Una tragedia che segnò profondamente la storia dell’emigrazione italiana e delle lotte per la sicurezza sul lavoro.
Oggi il sito è riconosciuto a livello internazionale come luogo della memoria e patrimonio storico. Proprio per questo, secondo l’UGL, ogni iniziativa commemorativa dovrebbe essere valutata esclusivamente sulla base del rispetto delle vittime e del valore storico dell’evento.
Il sindacato ha quindi formalizzato il reclamo e chiesto l’intervento delle istituzioni competenti, con l’obiettivo di ottenere una revisione della decisione e il via libera alla posa della targa commemorativa.
