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Sollicciano, sequestrata metà del carcere: 250 detenuti da trasferire subito

Una decisione senza precedenti arriva da Firenze: sette sezioni del carcere di Sollicciano sono state poste sotto sequestro per le gravi condizioni igienico-sanitarie e strutturali

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Esterno del Carcere di Sollicciano con barriere e alberi

Di Freepenguin – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6660805

Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Una parte consistente del carcere di Sollicciano dovrà chiudere immediatamente. Con un decreto firmato il 15 giugno, la gip di Firenze Agnese Di Girolamo ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni della casa circondariale fiorentina, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura guidata dalla procuratrice capo Rosa Volpe.

La misura rappresenta uno dei provvedimenti più significativi mai adottati nei confronti di un istituto penitenziario italiano ancora in funzione e comporta il trasferimento urgente di circa 250 detenuti ospitati nelle aree interessate.

Alla base della decisione vi sono gli accertamenti condotti negli ultimi mesi da Squadra Mobile, Guardia di Finanza e Asl, che avrebbero documentato gravi criticità igienico-sanitarie e strutturali attraverso sopralluoghi, testimonianze e documentazione fotografica acquisita dagli investigatori.

Le sezioni sequestrate e i numeri del sovraffollamento

Il provvedimento riguarda le sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile, le sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale maschile e la sezione Accoglienza.

Secondo quanto riportato nel decreto, le contestazioni riguardano aspetti legati alla pulizia dei locali, all’abitabilità dei dormitori e all’adeguatezza degli impianti elettrici, con riferimento alle norme contenute nel Decreto Legislativo 81 del 2008, il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il quadro emerge in un istituto già da tempo in forte sofferenza. Al 15 giugno 2026 Sollicciano ospitava infatti 641 detenuti a fronte di 502 posti regolamentari, mentre altri 133 posti risultavano non disponibili, aggravando ulteriormente la pressione sulla struttura.

La sospensione immediata dell’utilizzo delle sezioni sequestrate ha costretto il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad avviare un piano straordinario di trasferimenti verso altri istituti della regione e del resto d’Italia.

Anni di denunce e un degrado diventato strutturale

Il provvedimento della gip arriva al termine di una lunga sequenza di segnalazioni, esposti e ricorsi presentati nel corso degli anni ai magistrati di sorveglianza.

Sollicciano è da tempo considerato uno dei simboli della crisi del sistema penitenziario italiano. Tra le criticità più volte denunciate figurano infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse nelle celle, problemi agli impianti, carenze nel riscaldamento e nella distribuzione dell’acqua calda, oltre alla presenza di insetti e roditori in diverse aree della struttura.

In più occasioni i tribunali hanno riconosciuto a detenuti reclusi nell’istituto forme di risarcimento o benefici compensativi per condizioni di detenzione ritenute non conformi agli standard previsti dalla normativa italiana ed europea.

I lavori da 9 milioni e la decisione della gip

Paradossalmente il sequestro arriva mentre era già stato avviato un percorso di riqualificazione.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha infatti comunicato che il 15 maggio scorso è stata aggiudicata la progettazione degli interventi per la completa riqualificazione di Sollicciano, finanziata con 9 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2025.

Lo stesso Dap ha fatto sapere che i detenuti interessati dai trasferimenti saranno ricollocati in istituti dotati di reparti recentemente ristrutturati.

Nonostante l’avvio dell’iter amministrativo e i finanziamenti già previsti, la magistratura ha ritenuto che le condizioni accertate richiedessero un intervento immediato e non differibile.

Il caso arrivato davanti alla Corte Costituzionale

La vicenda di Sollicciano potrebbe però avere conseguenze che vanno ben oltre il carcere fiorentino.

Lo scorso marzo il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha infatti rimesso alla Corte Costituzionale una questione di legittimità relativa alla possibilità di ricorrere a misure alternative o alla detenzione domiciliare quando le condizioni carcerarie risultano incompatibili con il rispetto della dignità della persona.

La Consulta sarà chiamata a pronunciarsi nei prossimi mesi su un tema che tocca direttamente l’articolo 27 della Costituzione, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. La decisione è attesa per settembre e potrebbe avere effetti sull’intero sistema penitenziario nazionale.

Le reazioni

Il sequestro ha provocato immediate reazioni nel mondo istituzionale e sindacale.

Il segretario della federazione sindacale Fsa-Cnpp-Spp, Aldo Di Giacomo, ha definito il provvedimento una “svolta storica nella gestione delle carceri italiane”, evidenziando le possibili ripercussioni sull’organizzazione del sistema penitenziario.

Il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, ha dichiarato di non ricordare precedenti analoghi, sottolineando il ruolo delle indagini nell’accertamento della situazione.

Anche la Cgil Firenze ha giudicato necessaria la decisione della magistratura, chiedendo al tempo stesso garanzie per il personale che opera nella struttura.

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha parlato di una situazione arrivata “oltre il limite”, tornando a chiedere un intervento radicale di ricostruzione e riqualificazione dell’istituto.

Nel frattempo sono già iniziate le operazioni di trasferimento dei detenuti coinvolti. Un passaggio complesso che apre una nuova fase per Sollicciano e che potrebbe trasformarsi in un precedente destinato a influenzare il futuro delle carceri italiane.

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