Guerra in Iran, la diretta di oggi, 16 giugno
Nuovi segnali di distensione nella Guerra in Iran dopo l’accordo digitale firmato da Donald Trump, JD Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf. Il vicepresidente americano afferma che gli ispettori dell’Aiea potrebbero tornare presto nel Paese e che non saranno applicati pedaggi nello Stretto di Hormuz durante i 60 giorni di negoziati. Intanto le prime petroliere iraniane hanno attraversato il passaggio marittimo dopo la revoca del blocco navale statunitense, mentre la Cia mantiene dubbi sulla reale disponibilità di Teheran a un accordo definitivo.
Cosa sapere:
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JD Vance prevede il ritorno degli ispettori Aiea in Iran
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Nessun pedaggio previsto nello Stretto di Hormuz durante i negoziati
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Tre petroliere iraniane e due navi cargo hanno attraversato Hormuz
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L’accordo è stato firmato digitalmente da Trump, Vance e Ghalibaf
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La Cia esprime dubbi sulle reali concessioni che Teheran sarebbe pronta ad accettare
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Vance: anche Israele finirà per sostenere l’accordo
Cosa sta succedendo
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano alte nonostante l’avvio di negoziati di 60 giorni su questioni chiave, dopo oltre 100 giorni di conflitto iniziato con raid Usa-israeliani. Il Papa Francesco ha espresso speranza che il conflitto sia davvero finito con l’accordo, mentre il presidente della FIFA ha visitato la squadra iraniana durante la Coppa del Mondo.
Ultimi sviluppi: Il Senato Usa ha respinto una risoluzione che avrebbe bloccato le azioni militari contro l’Iran, con 48 voti contrari e 47 favorevoli, inclusi quattro repubblicani.
- Senato Usa: respinta la risoluzione per fermare azioni militari contro l’Iran
- Negoziati: Stati Uniti e Iran avviano trattative di 60 giorni su questioni chiave
- Papa Francesco: spera che la guerra Usa-Iran sia davvero finita con l’accordo
Il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione che avrebbe fermato le azioni militari contro l'Iran, secondo fonti ufficiali. Il voto si è chiuso con 47 favorevoli e 48 contrari, non raggiungendo la maggioranza necessaria. Quattro repubblicani si sono uniti alla maggioranza dei democratici nel sostegno alla misura, proposta dal senatore Raphael Warnock. I senatori restano scettici sul piano in via di definizione tra Washington e Teheran e attendono un briefing dall'amministrazione prima della scadenza prevista per venerdì.
Il Senato Usa ha respinto una risoluzione che avrebbe bloccato le azioni militari contro l'Iran, con 47 voti a favore e 48 contrari, secondo media americani. La proposta, sostenuta da quattro repubblicani e dalla maggioranza dei democratici, mirava a limitare i poteri di guerra del presidente Trump. I senatori hanno espresso scetticismo sull'accordo con l'Iran e criticato la Casa Bianca per la mancanza di trasparenza sui dettagli. Il voto è arrivato mentre l'amministrazione prepara un piano per porre fine al conflitto iniziato quasi quattro mesi fa.
Stati Uniti e Iran hanno annunciato un accordo per avviare negoziati di 60 giorni su questioni chiave, secondo fonti ufficiali. L’intesa segue oltre 100 giorni di conflitto iniziato con raid Usa-israeliani su Teheran il 28 febbraio. L’accordo ha suscitato speranze di stabilità nel Golfo e un calo dei prezzi del petrolio, mentre Libano e mercati globali guardano con attenzione. Tuttavia, osservatori sottolineano che molti nodi restano irrisolti e saranno affrontati solo in futuro.
Il «Wall Street Journal» riferisce che molti conservatori interventisti che avevano sostenuto Donald Trump temono ora che il presidente stia perdendo terreno nei negoziati con l'Iran. Secondo il quotidiano, l'intesa preliminare non limiterebbe sufficientemente le ambizioni nucleari di Teheran e concederebbe sollievo economico che potrebbe rafforzare l'arsenale missilistico iraniano. Alcuni alleati di Trump criticano anche la mancata pubblicazione del testo dell'accordo, annunciato domenica dal presidente. Tra i consiglieri influenti di Trump figura il generale in pensione Jack Keane, collaboratore di Fox News.
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha elogiato i giocatori dell'Iran durante una visita negli spogliatoi dopo il pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda, secondo fonti ufficiali. La visita si è svolta lunedì al termine della partita valida per la Coppa del Mondo.
Papa Francesco ha lodato l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto, definendo «grazie a Dio» la formalizzazione prevista per venerdì, secondo fonti vaticane. Il pontefice, che aveva criticato la guerra tra Usa e Israele contro l'Iran suscitando l'ira di Donald Trump, ha espresso la speranza che l'intesa chiuda definitivamente la crisi. «Ci saranno ancora diversi punti da risolvere, ma è sempre meglio farlo con il dialogo e la negoziazione, non tornando alla guerra», ha detto ai giornalisti a Castel Gandolfo.
Trump ha mantenuto buoni rapporti con il governo israeliano, spostando l'ambasciata Usa a Gerusalemme e riconoscendo la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, secondo analisti. Tuttavia, fonti riferiscono che si è irritato quando Netanyahu ha ostacolato il suo negoziato con l'Iran e ha autorizzato attacchi israeliani nel sud del Libano e a Beirut, mettendo a rischio l'intesa. Tra i repubblicani si diffonde il timore che gli Usa siano stati trascinati in un conflitto, alimentato dalle dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio su possibili attacchi israeliani e americani contro l'Iran.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che «la pace concordata deve ora reggere». Merz ha aggiunto su X che il G7 è «unito su questo» e ha definito l’accordo Usa-Iran «un’opportunità per la stabilità regionale e l’economia globale». Il cancelliere ha inoltre riferito che la Germania ha già inviato navi per la bonifica di mine nella regione in vista della prevista riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich afferma che l'esercito israeliano non si ritirerà dal Libano prima di venerdì. Secondo Smotrich, Israele rimarrà nel Libano meridionale finché Hezbollah non sarà disarmato. Il ministro sottolinea che le istruzioni all'esercito sono di consolidare i risultati ottenuti.
Oggi nel sud del Libano si registrano diverse vittime, soprattutto nel distretto di Nabatieh, secondo fonti locali. L'area è stata teatro di intensi raid militari israeliani nelle ultime settimane, con le forze israeliane che cercano di avanzare e conquistare le alture circostanti. Hezbollah afferma che la resistenza proseguirà fino al ritiro israeliano e al ritorno degli abitanti nelle loro case. Molti residenti restano sfidanti nonostante distruzioni e perdite, ma numerosi non possono rientrare perché le loro abitazioni sono occupate o distrutte.
Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e politica estera del parlamento iraniano, ha avvertito gli Stati Uniti che ogni violazione del memorandum d'intesa, atteso per la firma ufficiale venerdì, sarà «contraccambiata con una risposta schiacciante». Azizi ha sottolineato su Twitter che la «resilienza iraniana ha costretto gli Usa a negoziare alle condizioni di Teheran». Ha aggiunto che Washington deve dimostrare il suo impegno «ponendo fine alla guerra in Libano e rispettando ogni clausola dell'accordo».
Il Comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha avvertito che Israele rischia «una dura risposta» se non fermerà i raid nel Libano meridionale, secondo un comunicato citato dal Guardian. L'annuncio arriva pochi giorni dopo il memorandum d'intesa tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra regionale.
L'esercito iraniano segnala 84 violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele nel sud del Libano da domenica, data dell'accordo Usa-Iran, secondo il comando unificato. In un comunicato diffuso dai media statali, l'esercito avverte che Israele «dovrebbe aspettarsi una risposta dura» se continuerà a commettere «crimini e massacri contro il popolo oppresso del Libano».
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha confermato la disponibilità della Germania a partecipare a una missione militare internazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma ha precisato che non è stata ancora presa una decisione definitiva. Merz ha sottolineato che restano questioni aperte, soprattutto di natura giuridica, durante il vertice del G7 a Évian, in Francia. «Siamo pronti, ma non abbiamo ancora preso una decisione», ha detto riferendosi a un possibile dispiegamento della Bundeswehr. Già a metà aprile, Merz aveva annunciato l’intenzione di mettere a disposizione una nave cacciamine e un’unità di supporto logistico in caso di cessazione delle ostilità, secondo fonti ufficiali.
JD Vance potrebbe trovarsi in una «trappola» nel difendere l'accordo con l'Iran affidatogli da Donald Trump, riferisce il Washington Post. Il vicepresidente, contrario alla guerra, deve ora convincere il Paese a sostenere un'intesa con «uno dei regimi più inaffidabili e infidi del mondo», secondo il quotidiano. Il senatore Lindsey Graham e altri avversari ideologici potrebbero attribuirgli la colpa se l'accordo fallisse. Vance è considerato l'erede di Trump per il 2028, ma la crisi iraniana complica la sua candidatura.
Gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta di Israele di visionare il memorandum d'intesa con l'Iran, riferisce Channel 12. Israele non conosce ancora tutti i dettagli dell'accordo che dovrebbe essere firmato venerdì in Svizzera. Il presidente Donald Trump ha promesso di leggere «il documento parola per parola» durante una conferenza stampa, senza però indicare quando sarà reso pubblico integralmente. Secondo una fonte, martedì sera Benjamin Netanyahu non aveva ancora visto il testo dell'intesa.
Il Council on American-Islamic Relations (Caìr) ha condannato il sequestro della moschea Ibrahimi a Hebron da parte del governo israeliano, definendolo un attacco ai diritti palestinesi e alla libertà religiosa, secondo un comunicato dell'organizzazione con sede a Washington. Caìr ha denunciato l'azione come parte di una strategia israeliana per consolidare l'occupazione illegale, limitare l'autogoverno palestinese e modificare lo status storico di uno dei luoghi più sacri dell'Islam. L'organizzazione ha inoltre invitato la comunità internazionale a respingere questa escalation e a chiedere responsabilità a Israele per la violazione del diritto internazionale.
Reza Pahlavi ha scritto sul suo profilo X che «qualsiasi accordo che preservi questo regime o i suoi resti fallirà» e che il popolo iraniano non lo accetterà, secondo il suo messaggio. L'erede dell'ex Scià ha aggiunto che trattare con un regime responsabile della morte di oltre 40.000 iraniani a gennaio è «moralmente riprovevole» e un errore strategico. Pahlavi, 65 anni, si è detto pronto a guidare una transizione in caso di caduta della Repubblica islamica, ma la Casa Bianca ha espresso dubbi sulla sua capacità di leadership.
Il Wall Street Journal riporta che gli Stati Uniti concederanno all'Iran un'esenzione immediata dalle sanzioni sulle vendite di petrolio e carburante dopo la firma dell'accordo, secondo fonti vicine ai negoziati. L'esenzione entrerà in vigore subito dopo la firma prevista per questa settimana, offrendo a Teheran un incentivo finanziario per ridurre il conflitto. Un alto funzionario americano ha precisato che ulteriori agevolazioni dipenderanno dal rispetto delle condizioni statunitensi.
L'esercito israeliano riferisce di aver abbattuto diversi razzi lanciati da Hezbollah verso le sue truppe nel sud del Libano. Le forze israeliane hanno poi attaccato e «distrutto il lanciarazzi», secondo un comunicato su Telegram. Successivamente Israele ha colpito un veicolo nel sud del Libano dopo aver sparato un colpo di avvertimento. Fonti ufficiali riferiscono che in precedenza Israele ha condotto un attacco «double-tap» nella provincia di Nabatieh, causando quattro morti complessivi.
Le agenzie di intelligence statunitensi valutano che l'Iran ha la capacità di bloccare lo Stretto di Hormuz a piacimento, secondo la CNN che cita tre fonti coinvolte nelle conclusioni. Questa nuova capacità conferisce a Teheran un potente strumento per danneggiare l'economia globale nel contesto della guerra in corso. Una fonte ha detto: «Abbiamo ora dato all'Iran il controllo di fatto sullo stretto: un'arma più potente di qualsiasi bomba nucleare».
Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha invitato Israele a rinunciare al piano di controllare il 70 per cento della Striscia di Gaza durante il vertice del G7 in Francia. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di estendere il controllo territoriale oltre il 50 per cento previsto dal cessate il fuoco di ottobre, raggiungendo circa il 60 per cento e puntando al 70. Secondo fonti ufficiali, l'avanzata israeliana continua nonostante l'accordo.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz afferma che la Germania è pronta a contribuire alla pace in Medio Oriente dopo l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Merz ha aggiunto che Berlino ha già inviato le prime navi per la bonifica delle mine nella regione, durante il vertice del G7.
Il sito israeliano Haaretz definisce la gestione della guerra con l'Iran «il più grande fallimento di Netanyahu dall'7 ottobre», secondo la stampa locale. Dopo tre mesi e mezzo di conflitto incerto, gli Stati Uniti hanno negoziato un accordo provvisorio senza apparente coinvolgimento di Israele. L'Iran, considerato da Israele una minaccia esistenziale, mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz, rafforzando la sua posizione. La prosecuzione delle operazioni israeliane in Libano contro Hezbollah rischia di complicare i rapporti tra Washington e Teheran prima della firma dell'intesa, prevista entro la settimana.
L'esercito israeliano afferma di aver condotto raid in Libano per prevenire una «minaccia imminente», secondo fonti militari. Media libanesi riferiscono che l'attacco ha seguito la tecnica del «double tap», con un secondo missile lanciato mentre soccorritori intervenivano. Diverse vittime sono state segnalate. L'azione sembra mirare a testare i margini di manovra di Israele rispetto all'accordo tra Iran e Stati Uniti, senza compromettere la firma prevista venerdì.
Il ministero degli Esteri svizzero conferma che Usa e Iran firmeranno un accordo provvisorio venerdì al resort Burgenstock vicino a Lucerna. L'ufficio media di Hezbollah riferisce che il gruppo ha ricevuto da Teheran la promessa di chiedere il ritiro delle truppe israeliane dal Libano nella prossima fase dei negoziati con Washington. Secondo Mehdi Babaei, capo del Comitato per la sicurezza del Consiglio comunale di Teheran, gli attacchi Usa-Israele in Iran hanno causato almeno 1.265 morti e 2.800 feriti nella capitale. Le autorità sanitarie libanesi aggiornano il bilancio del conflitto Israele-Hezbollah a 3.826 morti e 11.851 feriti dal 2 marzo. Israele ha intensificato i raid aerei nel sud del Libano, inclusa la regione di Nabatieh, nonostante la pressione americana per fermare le ostilità.
I prezzi del petrolio sono calati del 4 percento raggiungendo un nuovo minimo in tre mesi, secondo Reuters. Il Brent ha perso 3,29 dollari a 79,88 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è sceso di 3,82 dollari a 76,93 dollari. La flessione riflette l'ottimismo del mercato in vista della firma ufficiale dell'accordo tra Stati Uniti e Iran prevista per venerdì. Prima dell'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran il 28 febbraio, i prezzi si attestavano tra 65 e 70 dollari al barile.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo omanita Badr bin Hamad Al Busaidi hanno ribadito l’impegno dei due Paesi a rispettare il diritto internazionale sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, riferisce l’Agenzia di stampa omanita. In vista della firma di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, i due ministri hanno auspicato «sforzi seri e diligenti di tutte le parti per garantire un ambiente favorevole e sostenibile per un percorso politico e diplomatico efficace», aggiunge l’agenzia. L’obiettivo è preservare la sicurezza e la stabilità regionale.
Le relazioni tra Stati Uniti e Iran si sono deteriorate durante la presidenza Trump, soprattutto dopo il ritiro americano dall'accordo nucleare del 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Secondo un sondaggio Gallup di giugno 2018, l'approvazione di Trump era intorno al 45%, uno dei suoi livelli più alti fino a quel momento. Un'indagine Reuters/Ipsos di giugno 2026 ha invece rilevato un calo al 35%, vicino al minimo storico per quel sondaggio. Il deterioramento dei rapporti si è manifestato durante eventi come il vertice del G7 a Evian-les-Bains, dove Trump ha incontrato i leader del Medio Oriente.
Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, afferma di aver discusso con Donald Trump al vertice G7 di Evian-les-Bains modi per «rafforzare il coordinamento congiunto sugli ultimi sviluppi regionali». L’emiro su X esprime apprezzamento per l’accordo Usa-Iran sul memorandum di intesa, ringraziando «Sua Eccellenza, i fratelli in Pakistan e tutti i partner di supporto». Sheikh Tamim auspica che i prossimi negoziati favoriscano un dialogo costruttivo per sostenere la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale con soluzioni pacifiche e diplomatiche.
L'emir del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, afferma di aver discusso con il presidente Usa Donald Trump a Evian «le modalità per sviluppare la cooperazione strategica e migliorare il coordinamento congiunto sugli ultimi sviluppi regionali». Lo ha scritto su X, esprimendo apprezzamento per l'accordo sul memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Repubblica islamica dell'Iran. Al Thani ha ringraziato inoltre il presidente iraniano, il Pakistan e gli altri partner coinvolti, secondo quanto riferiscono media locali.
Il presidente Donald Trump ha detto al G7 che il presidente siriano Ahmed al-Sharaa «fa un lavoro straordinario» e può occuparsi di Hezbollah in Libano, mentre l'offensiva israeliana provoca molte vittime. Trump ha aggiunto che al-Sharaa «è molto abile con Hezbollah, non li sopporta» e ha definito il leader siriano «non un boy scout». Secondo Trump, se Israele non riesce a gestire la situazione senza causare troppe perdite, sarà la Siria a farlo.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich afferma di aver revocato l'autorità palestinese sulla moschea Ibrahimi nella città occupata di Hebron, in Cisgiordania. Smotrich ha detto che molte competenze precedentemente concesse a Hebron e ai luoghi sacri non sono più sotto il controllo del municipio locale. Le sue dichiarazioni sono arrivate durante la posa della prima pietra di un nuovo insediamento israeliano vicino a Hebron.
Più raid israeliani hanno ucciso almeno quattro persone nel governatorato di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale Libanese (NNA). Attacchi con droni hanno preso di mira due veicoli a Mayfadoun, dove in precedenza è stato colpito il centro del villaggio. Un terzo veicolo è stato colpito a Shoukin, riferiscono fonti locali.
Secondo l'Agenzia Nazionale Libanese (NNA), almeno quattro persone sono morte in seguito a diversi raid israeliani nella regione di Nabatieh, nel sud del Libano. Attacchi con droni hanno colpito due veicoli a Mayfadoun, dove era stato segnalato un precedente attacco nella piazza del paese. Un terzo veicolo è stato preso di mira a Shoukin. Le squadre di protezione civile sono intervenute per evacuare i feriti, riferisce la NNA.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che il cessate il fuoco in Libano e nella regione è essenziale per qualsiasi accordo, secondo fonti ufficiali. Araghchi ha sottolineato che «la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano», è il punto centrale del memorandum d’intesa. Ha inoltre collegato il conflitto in Libano con la guerra in Iran, evidenziando l’importanza strategica del Libano per l’influenza regionale di Teheran e il legame con Hezbollah. Il diplomatico ha avvertito che ogni attacco israeliano o «occupazione» in Libano sarà considerata una violazione dell’accordo.
Mohammad Bagher Ghalibaf, negoziatore iraniano, ha parlato con Nabih Berri, presidente del parlamento libanese, secondo l'agenzia Mehr. Ghalibaf ha sottolineato che «la guerra deve finire su tutti i fronti, incluso il Libano», e che Israele deve ritirare completamente le sue forze. Ieri Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele continuerà a occupare il sud del Libano. Berri ha ringraziato Ghalibaf per il suo ruolo nel favorire la fine dei negoziati e la cessazione delle ostilità in Libano.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto al collega pakistano Ishaq Dar che «è prevedibile che, rispetto alla prima fase, la seconda fase dei negoziati tra Teheran e Washington sarà più difficile», secondo una nota del ministero degli Esteri di Pechino. Wang ha aggiunto che il Consiglio di Sicurezza Onu «dovrebbe svolgere un ruolo maggiore» nel sostenere i colloqui. «L'attuale consenso non è la destinazione finale, ma un nuovo punto di partenza», ha sottolineato Wang, ricordando che la pace duratura in Medio Oriente e nel Golfo richiede sforzi continui da tutte le parti.
La Corte suprema israeliana ha respinto il ricorso del dottor Hussam Abu Safia, ordinando il suo mantenimento in detenzione ai sensi della legge sui combattenti illegali senza accuse formali, riferiscono fonti legali. Abu Safia, detenuto dal dicembre 2024 in isolamento nel carcere di Nafha con cure mediche insufficienti, è accusato dall’esercito israeliano di essere membro di Hamas, senza che siano state presentate prove. La decisione si basa su «materiali riservati» non accessibili all’imputato e al suo avvocato, precisa un portavoce della Corte. L’organizzazione Physicians for Human Rights-Israele ha definito la sentenza «un grave fallimento morale e legale».
La Corte suprema israeliana ha respinto il ricorso del dottor Hussam Abu Safiya, ordinando che resti in detenzione secondo la legge sugli «combatenti illegali» senza accuse penali, riferiscono fonti legali. Abu Safiya è detenuto dal dicembre 2024 in isolamento nel carcere di Nafha, in condizioni dure e con assistenza medica insufficiente, secondo il suo avvocato. L’esercito israeliano lo accusa di appartenere ad Hamas, ma non ha fornito prove. La decisione si basa su «materiali riservati» non accessibili né al medico né al suo legale, ha detto un portavoce della Corte suprema. Physicians for Human Rights-Israele ha definito la sentenza «un grave fallimento morale e giuridico» e ha denunciato il trasferimento in isolamento senza spiegazioni.
Israele ha effettuato tre raid consecutivi con droni sulla piazza di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, secondo l'Agenzia Nazionale Libanese. L'esercito israeliano ha inoltre sganciato una bomba sonora a Haddatha, causando lievi ferite a quattro persone, riferisce la stessa fonte. In precedenza erano stati segnalati attacchi aerei su diverse zone di Nabatieh, già colpite pesantemente dall'aviazione israeliana nelle ultime settimane.
Il presidente Donald Trump ha tenuto due incontri bilaterali con l'emiro del Qatar e il leader degli Emirati Arabi Uniti, insieme al presidente egiziano, durante il vertice G7, riferiscono fonti ufficiali. I colloqui si sono concentrati sull'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Trump ha elogiato il Qatar per il ruolo nella mediazione, definendo Doha «coraggiosa e audace». Ha criticato l'attacco militare israeliano su Beirut, avvenuto mentre si finalizzava il memorandum, e ha definito «un conflitto minore» la guerra di Israele in Libano, espressione che ha suscitato polemiche. Secondo Trump, la gestione di Hezbollah potrebbe spettare alla Siria e non a Israele.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu esclude un ritiro delle truppe israeliane dal Libano, secondo fonti politiche israeliane. La decisione arriva nonostante le pressioni del presidente Usa Donald Trump, che spinge per una riduzione della presenza militare. Fonti militari riferiscono che Israele non intende avanzare ulteriormente nel territorio libanese, ma il ritiro rimane un tema delicato. Le prossime ore chiariranno fino a che punto Israele resisterà alle richieste statunitensi.
Gli attacchi Usa-Israele contro l'Iran hanno causato almeno 1.265 morti e 2.800 feriti nella capitale, secondo Mehdi Babaei, responsabile del Comitato per la Sicurezza del Consiglio Comunale di Teheran. Babaei ha detto all'agenzia Student News Network che circa 50.000 unità abitative hanno subito danni, per lo più lievi. Circa 6.000 residenti hanno ricevuto alloggi di emergenza, mentre 125 feriti restano ricoverati in ospedale.
Le autorità sanitarie libanesi hanno aggiornato a 3.826 il numero dei morti nel conflitto tra Israele e Hezbollah iniziato il 2 marzo, con 11.851 feriti. Tra le vittime ci sono centinaia di donne, bambini, paramedici e soccorritori, secondo fonti ufficiali. Più di un milione di persone sono state sfollate forzatamente dal sud del Libano durante l'invasione militare israeliana. Un corpo è stato trasportato all'ospedale al-Najda di Nabatieh dopo un attacco israeliano, riferiscono media locali.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi afferma che Pechino ha mantenuto contatti con Iran e Stati Uniti «a modo suo», secondo fonti ufficiali. Wang aggiunge che la Cina è pronta a collaborare con il Pakistan per promuovere senza interruzioni i negoziati di pace.
Hezbollah ha ricevuto da Teheran l'impegno a chiedere il ritiro completo delle truppe israeliane dal Libano meridionale nella prossima fase dei negoziati con gli Stati Uniti, riferiscono media regionali. Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah, ha ringraziato l'Iran per la sua fermezza e il sostegno al popolo libanese. L'organizzazione mantiene un tono di sfida e insiste sulla sua interpretazione del memorandum d'intesa, secondo fonti locali.
L'ex premier israeliano Ehud Olmert ha definito l'accordo Usa-Iran «potenzialmente un tradimento» per Israele, in un'intervista alla RTE, emittente pubblica irlandese. Olmert ha spiegato che Netanyahu difficilmente lo ammetterebbe pubblicamente, essendo «completamente dipendente dal sostegno di Donald Trump». L'ex premier ha aggiunto che «la porta è aperta» a un'intesa tra Israele e Libano, auspicando il ritiro israeliano dal sud del Libano come parte delle trattative. Secondo Olmert, Israele non ha bisogno di territori nel sud del Libano e dovrebbe ritirarsi completamente per favorire un accordo territoriale e la pace.
Gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta di Israele di visionare il testo del memorandum d'intesa con l'Iran, che sarà firmato venerdì in Svizzera, riferisce l'emittente israeliana Channel 12. Il presidente Donald Trump, impegnato nei colloqui del G7 a Evian, ha annunciato l'intenzione di leggere «ad alta voce» e «parola per parola» il contenuto dell'accordo in una conferenza stampa nei prossimi giorni.
La Svizzera ha comunicato che l'accordo tra Stati Uniti e Iran sarà firmato venerdì a Burgenstock, vicino a Lucerna. La notizia è stata diffusa da fonti ufficiali di Berna.
Aerei israeliani hanno effettuato attacchi in diverse zone del distretto di Nabatieh, nonostante la pressione degli Stati Uniti per fermare le operazioni in Libano, secondo corrispondenti sul posto. Oltre ai raid aerei, l'artiglieria israeliana ha preso di mira le alture di Ali al-Taher nello stesso distretto. Non si segnalano al momento vittime né dettagli sui danni.
L'ufficio del presidente libanese Joseph Aoun riferisce che lui e il primo ministro Nawaf Salam hanno discusso i preparativi per il quinto ciclo di colloqui con Israele, previsto dal 22 giugno. Secondo un comunicato, entrambi considerano il memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran «un fattore positivo per ridurre le tensioni regionali e favorire soluzioni pacifiche». Hanno ribadito che il Libano punta a «un cessate il fuoco permanente, il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati, il dispiegamento dell'esercito libanese al confine internazionale, il ritorno dei prigionieri libanesi e l'avvio della ricostruzione». Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato martedì che la fine del conflitto sarebbe incompleta «senza il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati in questa guerra».
Donald Trump ha criticato apertamente Benjamin Netanyahu, segnando un'escalation nelle tensioni tra Usa e Israele, secondo analisti politici. Fonti storiche ricordano che critiche private tra leader americani e israeliani non sono rare, risalendo al riconoscimento di Israele da parte di Harry Truman nel 1948. Dwight Eisenhower ordinò il ritiro israeliano dal Sinai dopo la crisi di Suez, mentre Ronald Reagan e George HW Bush ebbero rapporti tesi con premier israeliani. Negli ultimi anni, Netanyahu e Barack Obama si sono scontrati, con Netanyahu che annunciò l'espansione degli insediamenti durante la visita di Joe Biden come vicepresidente. Biden, ora presidente, ha visitato Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, imponendo però limiti a Israele, riferiscono fonti diplomatiche.
È raro che un presidente Usa critichi pubblicamente un leader israeliano come ha fatto Donald Trump, secondo analisti. Le tensioni tra Washington e Tel Aviv risalgono al riconoscimento di Israele da parte di Harry Truman nel 1948. Dwight Eisenhower ordinò il ritiro israeliano dal Sinai dopo la crisi di Suez, mentre Ronald Reagan e George H.W. Bush ebbero rapporti difficili con i rispettivi primi ministri israeliani. Negli ultimi anni, Benjamin Netanyahu e Barack Obama mantennero un rapporto teso, con Netanyahu che annunciò l’espansione degli insediamenti proprio durante la visita di Joe Biden come vicepresidente, secondo fonti diplomatiche.
Il presidente Trump annuncia la firma elettronica di un memorandum d'intesa con l'Iran, che prevede l'apertura completa dello Stretto di Hormuz entro venerdì, secondo fonti ufficiali statunitensi. L'accordo è stato sottoscritto da Trump, dal vicepresidente Usa JD Vance e dal principale negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. I dettagli del memorandum non sono stati ancora resi completamente noti, ma fonti di entrambe le parti hanno fornito alcune indicazioni sul contenuto.
Hezbollah ha ricevuto assicurazioni dall'Iran, alleato del gruppo, che nella prossima fase dei negoziati con gli Stati Uniti chiederà il ritiro delle truppe israeliane dal Libano, riferisce l'ufficio media di Hezbollah all'agenzia Reuters. Secondo il gruppo libanese, il ritiro israeliano sarà un risultato e non una condizione preliminare dei colloqui tra Teheran e Washington, dopo la firma di un memorandum d'intesa venerdì. Hezbollah ha inoltre affermato che «non ci sarà alcun accordo nucleare tra Iran e Stati Uniti a meno che gli israeliani non si ritirino» dal Libano.
Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah, ha espresso la gratitudine del gruppo armato all'Iran in una lettera inviata al presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, secondo media libanesi. Qassem ha sottolineato che le trattative iraniane hanno costretto Israele a sospendere le operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano, definendolo «il primo e fondamentale punto dell'accordo tra Iran e Stati Uniti». Ha aggiunto che l'Iran ha fornito a Hezbollah, alla resistenza e al popolo libanese risorse e forza senza chiedere nulla in cambio. «L'Iran sta versando sangue e affronta le conseguenze dei suoi attacchi contro l'entità sionista in risposta ai bombardamenti sui sobborghi di Beirut», ha detto Qassem, definendo l'Iran «un simbolo di orgoglio e onore».
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti intendono estrarre l’uranio arricchito sepolto sotto siti colpiti in Iran, ma «non c’è fretta», secondo quanto riportano media americani. «Quando lo prenderemo, lo distruggeremo», ha aggiunto Trump. Ha precisato che l’obiettivo non è appropriarsi del materiale, ma eliminarlo, perché gli Usa ne possiedono già a sufficienza.
Il presidente Donald Trump ha detto di non aver mai pensato di inviare l'accordo con l'Iran al Congresso per la revisione, ma che «non gli dispiacerebbe» farlo. «Lo manderò al Congresso, chi non lo approverebbe? Mi piace l'idea», ha aggiunto secondo media statunitensi.
Donald Trump ha espresso la convinzione che altri Stati arabi e mediorientali aderiranno agli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele, secondo quanto riferito dai media. Il presidente Usa ha indicato che la situazione con l'Iran ha rappresentato un ostacolo. Tuttavia, diversi Paesi, tra cui l'Arabia Saudita, hanno escluso di normalizzare i legami con Israele prima della creazione di uno Stato palestinese.
Donald Trump afferma che il testo del memorandum d’intesa raggiunto con l’Iran sarà reso pubblico in un contesto formale, secondo media statunitensi. «Non solo lo pubblicherò, probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò parola per parola affinché la stampa lo riporti accuratamente», ha detto Trump. Ha definito il documento «molto importante».
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato al vertice del G7 in Francia che lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto entro venerdì. Fonti ufficiali riferiscono che Trump ha anticipato ulteriori commenti che saranno diffusi a breve.
Majid Takht-Ravanchi, vice ministro degli Esteri iraniano, riferisce che il Memorandum d’intesa con gli Stati Uniti include una clausola per porre fine alla guerra e alle operazioni militari su tutti i fronti. Secondo l’agenzia IRNA, l’accordo prevede un meccanismo da attivare in caso di possibili violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Israele. Takht-Ravanchi aggiunge che gli Usa hanno accettato, per conto dei loro alleati, di garantire la fine delle ostilità su tutti i fronti, incluso il Libano.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato a Evian, durante il summit del G7, che «se non fosse per me, Israele oggi non esisterebbe». Trump ha aggiunto che chiunque in Israele con un minimo di buon senso lo riconosce, secondo quanto riferito dai media presenti.
Il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, ha parlato con il suo omologo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sul Memorandum d’intesa tra Teheran e Washington, riferisce l’emittente iraniana IRIB. I due hanno affrontato in particolare la clausola che prevede la fine della guerra israeliana contro il Libano. Secondo un comunicato citato dall’emittente libanese LBC International, Berri e Ghalibaf hanno sottolineato la necessità che gli Stati Uniti, i garanti dell’intesa e la comunità internazionale costringano Israele a sospendere la campagna militare, fermare la distruzione dei villaggi libanesi, rispettare la sovranità del Libano e ritirarsi immediatamente dai territori occupati.
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha definito l'accordo tra Stati Uniti e Iran un «traguardo diplomatico prezioso», secondo quanto riferito durante una conferenza stampa congiunta a Mosca con il collega Sergey Lavrov. Fidan ha sottolineato che la Turchia spera che l'intesa favorisca «un'architettura di sicurezza strutturale e permanente, non una calma temporanea». Ha inoltre evidenziato l'importanza di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz per garantire la stabilità regionale e la sicurezza energetica globale. Il ministro ha invitato a evitare retoriche che possano «avvelenare il clima di pace» e ha denunciato i tentativi israeliani di «sabotare» l'accordo, definendo gli attacchi di Israele in Libano e Siria come parte di sforzi volti a destabilizzare la regione, secondo fonti ufficiali.
I prezzi del petrolio sono calati di oltre il 2% toccando il minimo da tre mesi, spinti dall'ottimismo per la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran, riferiscono fonti di mercato. I futures sul Brent hanno perso 2,02 dollari, pari al 2,4%, a 81,15 dollari al barile alle 10:59 GMT, con un minimo a 80,89 dollari, livello più basso dal 4 marzo. Il West Texas Intermediate ha ceduto 2,22 dollari, il 2,8%, a 78,53 dollari, dopo aver toccato 78,27 dollari, il livello più basso dal 10 marzo. I prezzi sono scesi di quasi il 5% dopo l'annuncio dell'accordo provvisorio da parte del presidente Trump per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al G7 di Evian che gli Stati Uniti «non investiranno soldi» e non pagheranno come ha fatto Obama. Trump ha citato «1,7 miliardi» di dollari spesi dall'ex presidente, definendo «folli» le voci contrarie. Lo ha detto incontrando l'emiro del Qatar Sheikh, secondo media internazionali.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di ritenere che i leader attuali dell'Iran «non siano radicalizzati» e vogliano «aiutare il loro paese», esprimendo la speranza di instaurare un «buon rapporto» con gli Stati Uniti, secondo quanto riferito durante il vertice del G7 in Francia. Trump ha aggiunto che, una volta raggiunto un accordo definitivo, le prospettive economiche dell'Iran saranno «buone», ma i leader iraniani devono prima «dimostrarsi affidabili». Ha inoltre sottolineato che «non potranno mai possedere un'arma nucleare». Il presidente ha affermato che, in assenza di un accordo, gli Usa avevano pianificato di intensificare gli attacchi contro l'Iran, sostenendo che in tal caso Teheran «non sarebbe mai riuscita a ricostruire».
Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, afferma che «è necessario un dialogo regionale» nell'ambito delle trattative successive alla firma del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Al-Ansari, parlando con i giornalisti a Doha, sottolinea che il dialogo serve a «ricostruire la fiducia» e a «trovare una soluzione al cambiamento della percezione della minaccia nella regione dopo questa guerra», secondo media locali.
Majed al-Ansari ha dichiarato che «è necessario un dialogo regionale come parte delle negoziazioni che seguiranno» la firma del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Secondo al-Ansari, questo passaggio è fondamentale per «ristabilire la fiducia» e «trovare una soluzione al cambiamento della percezione della minaccia nella regione dopo questa guerra».
La magistratura iraniana ha eseguito questa mattina la condanna a morte di due persone accusate di aver partecipato alle proteste anti-governative all'inizio del 2026, secondo l'agenzia Mizan. Javad Zamani e Abolfazl Saedi sono stati definiti «leader armati dei disordini del 2026» e condannati per aver turbato l'ordine pubblico, cospirazione contro la sicurezza nazionale e danneggiamento di proprietà. Il capo dei diritti umani dell'Onu, Volker Turk, ha denunciato che l'Iran ha giustiziato almeno 40 persone, tra cui 18 manifestanti, nel 2026 per motivi di sicurezza nazionale, accusando le autorità di aver intensificato una «repressione brutale».
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, afferma che non sono stati versati fondi qatarioti nell'ambito del presunto piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran dopo la guerra. «Non possiamo commentare i 300 miliardi destinati alla ricostruzione», ha aggiunto. Al-Ansari ha sottolineato che ogni sforzo in questo senso deve essere internazionale e includere il valore economico regionale, secondo quanto riferiscono fonti ufficiali.
Il Qatar segnala che i negoziati tra Stati Uniti e Iran su patti di non aggressione, gruppi armati non statali e questioni nucleari richiederanno tempo, non giorni. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Majed al-Ansari a Doha, sottolineando i progressi verso la sicurezza regionale. Al-Ansari ha citato anche temi come lo Stretto di Hormuz, le relazioni di buon vicinato e i programmi missilistici, definendo «sfide che si protrarranno per decenni» secondo il ministero qatariota.
Il Qatar continuerà a sostenere i negoziati tra Stati Uniti e Iran, afferma il ministero degli Esteri. Il portavoce Majed al-Ansari sottolinea il ruolo chiave del Pakistan come mediatore principale e il pieno coinvolgimento di Doha nel processo. «Non prendiamo alla leggera la nostra responsabilità verso la sicurezza regionale», aggiunge al-Ansari, secondo media locali.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato oggi di aver annullato alcune disposizioni degli Accordi di Hebron, firmati nel 1997 da Netanyahu e Arafat. Secondo media locali, la decisione trasferisce i poteri di pianificazione e costruzione nell'insediamento ebraico di Hebron e nella Tomba dei Patriarchi dal municipio palestinese alla gestione israeliana. Smotrich ha definito «assurda» la clausola che affidava tali competenze al comune di Hebron, «noto per il suo atteggiamento ostile».
Majed al-Ansari conferma che il Qatar continuerà a lavorare per evitare il ritorno dell'escalation e ristabilire la stabilità nella regione come prima della guerra con l'Iran, secondo il ministero degli Esteri qatariota. Il portavoce ha aggiunto che Doha mantiene la mediazione per sostenere l'attuazione completa dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Fonti locali riferiscono che gli attacchi israeliani a Gaza hanno causato quasi mille morti palestinesi da ottobre scorso.
Almeno due persone sono morte in un attacco aereo israeliano nella Striscia di Gaza centrale, secondo fonti mediche citate dall'agenzia Wafa. Il raid ha colpito l'area intorno alla torre al-Nouri, a nord del campo profughi di Nuseirat, riferiscono i media locali.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha espresso ottimismo sul fatto che i negoziati tra Iran e Stati Uniti possano porre fine al conflitto e garantire stabilità. Parlando con i giornalisti a Doha, al-Ansari ha auspicato che la firma dell'accordo prevista per venerdì rappresenti l'inizio di trattative fruttuose.
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha detto a Fox che «il presidente ha detto che l'accordo uscirà venerdì, ma potrebbe decidere di renderlo pubblico prima». Secondo Vance, la data di rilascio potrebbe quindi anticiparsi rispetto a quanto previsto.
Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, ha spiegato in conferenza stampa che Doha partecipa alla mediazione guidata dal Pakistan per risolvere la crisi. Al-Ansari ha precisato che il Qatar non agisce come mediatore diretto, ma sostiene e opera all’interno del team pakistano. Tutti gli sforzi si concentrano sulla sicurezza della navigazione e sulla stabilità regionale. Il portavoce ha inoltre definito gli attacchi israeliani contro il Libano «una violazione della sovranità», secondo fonti ufficiali.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, afferma che il paese del Golfo auspica che l’accordo tra Stati Uniti e Iran riattivi le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) ai paesi bisognosi. «Speriamo che il memorandum d’intesa contribuisca a riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz per permettere al Qatar di continuare a fornire GNL», ha detto in conferenza stampa. Al-Ansari ha aggiunto che il Qatar sarà rappresentato a Ginevra venerdì per la firma formale del memorandum tra Iran e Stati Uniti. Il Qatar ha svolto un ruolo chiave nella mediazione che ha portato all’intesa.
Secondo l'analista militare Alex Alvarez Scheers, i negoziati in programma questa settimana tra Iran e Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz difficilmente porteranno a una soluzione definitiva. Alvarez Scheers spiega che lo Stretto rappresenta una leva strategica importante per l'Iran, ma prevede progressi sul possibile allentamento del doppio blocco. Gli Stati Uniti hanno annunciato l'intenzione di revocare il blocco, un passo che potrebbe favorire l'economia globale e le potenze regionali, mentre la decisione sull'eventuale rimozione del blocco iraniano rimane a Teheran. L'analista sottolinea inoltre che i negoziati dovrebbero prevedere concessioni reciproche, con l'attesa di un primo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani sequestrati.
Il presidente Donald Trump ha elogiato il Qatar durante il vertice del G7, sottolineando il ruolo chiave dell'emiro come suo amico, secondo fonti ufficiali. Trump ha definito la guerra in Libano «una piccola puntura» e ha invitato la Siria a intervenire, minimizzando il conflitto. Le sue critiche a Israele potrebbero creare tensioni nel governo Netanyahu e in alcune fazioni dell'amministrazione americana, riferiscono media locali. Secondo osservatori, le sue parole potrebbero risultare controverse anche tra i suoi sostenitori.
Il comandante dell'Aeronautica israeliana, Omer Tischler, ha scritto in una lettera al personale che i caccia erano pronti a una vasta missione in Iran, ma l'operazione è stata fermata un'ora prima del decollo, secondo media locali. Tischler ha aggiunto che è troppo presto per valutare l'impatto degli sviluppi globali sulla sicurezza, ribadendo che la missione resta la difesa di Israele.
Donald Trump ha affermato ai giornalisti al G7 che senza gli Stati Uniti e sé stesso «Israele non esisterebbe» e che l'Iran avrebbe distrutto Israele se avesse ottenuto l'arma nucleare, sostenendo che Teheran è «a due settimane» dal possederla, secondo media internazionali. Trump ha definito il suo rapporto con Netanyahu «ottimo», ma ha chiesto maggiore responsabilità sull'attacco a Beirut, criticando il primo ministro israeliano per l'azione poco prima dell'accordo con l'Iran. L'emiro del Qatar, Sheikh Tamim, ha giudicato l'intesa tra Iran e Stati Uniti «molto importante» e positiva per la regione, mentre Trump ha elogiato il Qatar per la «forza e determinazione» dimostrate nella gestione della situazione.
Il ministro dell'Energia iraniano Abbas Aliabadi ha annunciato che l'Iran connetterà presto la sua rete elettrica a quella del Qatar, secondo l'agenzia Tasnim. Aliabadi ha precisato che gli studi per il progetto sono nella fase finale e che l'implementazione è appena iniziata. Ha inoltre riferito che l'Iran valuta il collegamento con altre reti elettriche del Golfo Persico.
L'ex presidente Donald Trump ha detto di ritenere che l'Iran «ha ora una leadership razionale», dopo che attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso numerosi funzionari iraniani all'inizio del conflitto. Trump ha aggiunto che i leader iraniani «totalmente irrazionali» sono «ora scomparsi», secondo quanto riferito dai media.
Donald Trump ha detto che l'accordo in trattativa con l'Iran impedisce al Paese di avere un'arma nucleare, minacciando che «se ce l'hanno, vengono distrutti». Trump ha definito questo accordo «un muro contro l'arma nucleare», mentre ha criticato l'intesa precedente, siglata sotto l'amministrazione Obama, come «una strada verso l'arma nucleare».
Donald Trump afferma che l'accordo sul nucleare vieta all'Iran di possedere armi atomiche, secondo quanto riferito durante il vertice G7 in Francia. «L'unica cosa che conta è che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, e questo è scritto chiaramente», ha detto ai giornalisti. Trump ha aggiunto che «piomberà l'inferno» sull'Iran se la Repubblica islamica tenterà di acquisire un'arma nucleare. Fonti ufficiali riferiscono che l'incontro si è svolto a margine del G7 a Evian-les-Bains.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che il cessate il fuoco previsto dal memorandum d'intesa con gli Stati Uniti entrerà in vigore venerdì, giorno della firma dell'accordo, secondo il giornale israeliano Ynet. Araghchi ha confermato che lo stesso giorno inizierà in Svizzera un nuovo ciclo di colloqui divisi in due fasi, la prima dedicata alla fine della guerra, allo Stretto di Hormuz, al rilascio dei fondi iraniani congelati e alla ricostruzione. La seconda fase, che durerà 60 giorni, affronterà la questione nucleare e la revoca delle sanzioni. Il memorandum prevede «la fine immediata e definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano», ha aggiunto il diplomatico.
Donald Trump ha criticato l'azione militare israeliana in Libano, sostenendo che il conflitto con Hezbollah dura «troppo a lungo» e che «troppe persone vengono uccise», secondo media statunitensi. Il presidente ha contestato la distruzione indiscriminata di edifici residenziali, sottolineando che non tutti gli abitanti sono membri di Hezbollah. Trump ha inoltre suggerito che la Siria potrebbe gestire meglio la questione Hezbollah.
Il presidente Donald Trump ha invitato Benjamin Netanyahu a essere «più responsabile in Libano» durante il summit del G7 a Evian, secondo media internazionali. Trump ha aggiunto che «se Israele non riesce a contrastare Hezbollah senza causare vittime, allora la Siria dovrebbe intervenire». Pur sottolineando un «eccellente rapporto» con Netanyahu, il presidente americano ha espresso il suo disappunto per l'attacco a Beirut.
L'ex presidente Donald Trump afferma che senza gli Stati Uniti «non ci sarebbe Israele». Trump ha aggiunto di aver avuto «un ottimo rapporto» con Benjamin Netanyahu, ma ha sottolineato che il primo ministro israeliano «deve essere più responsabile riguardo al Libano».
Interrogato sulla tenuta dell’accordo Usa-Iran in caso di attacchi israeliani in Libano, Trump ha risposto: «Può resistere». Ha definito il conflitto in Libano «una guerra minore» e ha indicato Hezbollah come «un fastidio costante», mentre ha considerato l’Iran come «il vero problema», secondo media locali.
Il presidente Usa Donald Trump ha detto di non aver gradito l’attacco israeliano a Beirut avvenuto «due ore» prima della firma dell’accordo con l’Iran. «Gliel’ho fatto sapere, non mi è piaciuto per niente», ha affermato Trump secondo fonti ufficiali.
L’emir del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha dichiarato che l’accordo tra Washington e Teheran è cruciale per la sicurezza regionale e importante anche per l’Iran. Il Qatar ha svolto un ruolo chiave nella mediazione dopo l’attacco statunitense e israeliano all’Iran del 28 febbraio, secondo quanto riferito durante una conferenza stampa al G7 di Evian-Les-Bains, Francia. «Quando gli amici ci chiedono aiuto, siamo sempre pronti a sostenerli», ha detto l’emir al presidente Usa.
Donald Trump ha detto di non aver voluto attaccare l'Iran la scorsa settimana, ma di non aver avuto altra scelta. Il presidente ha inoltre elogiato l'accordo raggiunto successivamente, secondo quanto riferito dai media statunitensi.
Donald Trump ha definito «molto impressionante» il modo in cui il Qatar ha gestito la situazione, secondo fonti ufficiali. Il presidente ha aggiunto che collaborare con il Qatar e la sua popolazione è stato un piacere, sottolineando la «grande bravura» del paese, che si trova vicino all'Iran.
L'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha detto a Donald Trump che l'accordo tra Stati Uniti e Iran porterà risultati positivi in Medio Oriente. «Voglio ringraziarla per la sua leadership in questo momento critico», ha affermato durante il vertice. Ha aggiunto che, se si continuerà su questa strada, «possiamo raggiungere grandi risultati nella regione».
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non investiranno alcun denaro in Iran, definendo «ridicola» la voce contraria. Ha inoltre definito l'accordo con Teheran «equo» e «positivo», secondo quanto riferito dai media.
Il presidente Donald Trump ha detto che l'accordo annunciato con l'Iran «dovrebbe avere successo». Parlando in Francia durante il vertice del G7, Trump ha aggiunto di aspettarsi che i negoziati per la seconda fase dell'intesa «saranno in realtà più facili», secondo quanto riferiscono media internazionali.
Lo sceicco Tamim, emir del Qatar, incontra il presidente Trump al vertice G7 in Francia per discutere di sicurezza in Medio Oriente e opportunità di investimento, riferiscono fonti ufficiali.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato il primo ministro Nawaf Salam nel palazzo presidenziale vicino a Beirut per discutere degli sviluppi regionali dopo l'annuncio del memorandum d'intesa. L'ufficio di Aoun ha riferito che i leader hanno valutato le reazioni al MoU e le comunicazioni con il Libano, oltre a preparare il prossimo round di negoziati libano-americano-israeliani previsto a Washington la prossima settimana. Il memorandum è stato definito «un fattore positivo per ridurre le tensioni nella regione e promuovere soluzioni pacifiche». I due hanno ribadito la fermezza della posizione libanese su cessate il fuoco, ritiro israeliano, dispiegamento dell'esercito libanese ai confini, rilascio dei prigionieri e avvio della ricostruzione, secondo un comunicato ufficiale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che Teheran considererà un attacco israeliano in Libano o una prosecuzione dell'occupazione come una violazione del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, secondo media iraniani. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, parteciperà venerdì alla firma dell'accordo quadro a Ginevra e guiderà i negoziati successivi con Washington. Fonti locali riferiscono una riduzione della violenza nel sud del Libano e l'assenza di raid aerei israeliani intensi, ma il cessate il fuoco resta «molto fragile», secondo la corrispondente Zeina Khodr da Nabatieh. La borsa di Teheran ha raggiunto un massimo storico, salendo del 2,3 per cento in una sola seduta.
Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citi hanno abbassato le previsioni sul prezzo del petrolio dopo l'accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, secondo fonti finanziarie. Goldman Sachs ha ridotto la stima del prezzo del Brent per il quarto trimestre a 80 dollari al barile, da 90, e ha rivisto al ribasso la media del 2027 a 75 dollari. Morgan Stanley ha tagliato la previsione del Brent per il quarto trimestre a 80 dollari e per il terzo trimestre a 90 dollari, anticipando il ritorno della produzione del Golfo ai livelli pre-bellici da fine agosto a fine luglio.
La situazione legata al memorandum d'intesa, che dovrebbe essere firmato formalmente venerdì, domina il vertice G7, secondo fonti ufficiali. Si tratta di un accordo provvisorio, ancora molto fragile e con molti dettagli da definire, riferiscono i leader partecipanti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso preoccupazione per le operazioni militari israeliane in Libano. Francia, Regno Unito e Italia si preparano a intervenire con misure militari per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, in particolare per la bonifica delle mine, mentre l'Oman non si oppone, secondo fonti diplomatiche.
Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per gli affari esteri, ha definito «estremamente fragile» la situazione in Libano e ha chiesto un impegno internazionale continuo. Al Parlamento europeo di Strasburgo, Kallas ha sottolineato che il cessate il fuoco con Israele «deve resistere» per favorire la diplomazia e la de-escalation. Ha aggiunto che l'Ue sostiene il Libano, in particolare nel disarmo di Hezbollah, secondo fonti ufficiali.
Il ct Amir Ghalenoei ha definito l'Iran «la squadra più oppressa» ai Mondiali dopo che i giocatori sono stati costretti a tornare immediatamente in Messico al termine della partita d'esordio a Los Angeles. La squadra aveva previsto di stabilire il ritiro a Tucson, Arizona, ma ha spostato la base a Tijuana per problemi di visti e logistica, riferisce il tecnico. Ghalenoei ha denunciato ritardi negli arrivi e la mancanza di tempo per il recupero, ma ha assicurato che ciò non impedirà alla squadra di dare il massimo.
Il ct Amir Ghalenoei definisce l'Iran «la squadra più oppressa al Mondiale» dopo che i giocatori hanno ricevuto l'ordine improvviso di tornare subito in Messico al termine della partita d'esordio a Los Angeles, secondo media locali. La squadra aveva previsto un ritiro ad Arizona ma ha spostato la base a Tijuana per problemi di visto e logistica. Ghalenoei denuncia ritardi negli arrivi e la mancanza di tempo per il recupero, ma assicura che ciò non fermerà l'impegno degli iraniani.
Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha annunciato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran inizieranno dopo la firma di un memorandum d’intesa in Svizzera. Takht-Ravanchi ha riferito che la delegazione iraniana sarà guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre quella americana sarà condotta dal vicepresidente JD Vance, secondo media iraniani.
Abbas Araghchi valuta «un buon segno» il movimento alternato tra acque internazionali e porti iraniani nello Stretto di Hormuz, secondo media locali. Il ministro degli Esteri iraniano sottolinea che questa fase iniziale riflette il memorandum d’intesa tra Usa e Iran. La seconda fase dei negoziati, prevista da venerdì a Ginevra, affronterà il dossier nucleare e dettagli tecnici su sanzioni e beni congelati.
Il comandante dell'Aeronautica israeliana Omer Tischler riferisce che i caccia erano pronti a decollare per una vasta missione in Iran, ma l'operazione è stata sospesa un'ora prima della partenza. Nella lettera al personale, Tischler sottolinea che è prematuro valutare l'impatto degli sviluppi globali sulla sicurezza nazionale. «La nostra missione rimane difendere la sicurezza di Israele», aggiunge il generale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che Teheran non intende rinunciare al suo alleato Hezbollah né alla sua influenza in Libano, secondo media locali. Araghchi sottolinea che Iran e Libano rappresentano un unico fronte nel conflitto attuale. Dopo la guerra del 2024, l'influenza iraniana in Libano era diminuita a favore del campo anti-Iran, ma ora Hezbollah manterrà il suo ruolo nel paese. L'Iran ritiene inoltre che il memorandum d'intesa preveda la fine dell'occupazione israeliana in Libano, mentre Israele ha ribadito di non voler ritirarsi dal territorio libanese.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che Washington e Tel Aviv sono un'unica entità nelle trattative. Avverte che ogni attacco israeliano al Libano o occupazione continuativa di territori libanesi violerebbe l'accordo provvisorio con gli Stati Uniti. «Per noi le due parti di questo memorandum sono gli Usa e Israele da una parte, e Iran e Hezbollah dall'altra», dice Araghchi.
Il direttore della Cia John Ratcliffe ha riferito al presidente Donald Trump e ad altri funzionari che le prove raccolte sollevano dubbi sulla volontà dell'Iran di fare concessioni sul nucleare. Lo riferisce Axios citando tre fonti a conoscenza delle discussioni. Nel team di Trump, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno espresso preoccupazioni, mentre il vicepresidente Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner hanno sostenuto l'accordo.
Le borse europee hanno aperto in lieve rialzo dopo il rally di ieri, sostenute dall'accordo tra Usa e Iran per un memorandum di pace, secondo dati aggiornati alle 07:17 GMT. L'indice STOXX 600 ha guadagnato lo 0,3% a 636,01 punti, con il settore industriale in crescita dell'1,2%. Intanto il prezzo del petrolio Brent ha proseguito il calo, attestandosi vicino a 82 dollari al barile.
Le borse europee hanno aperto in lieve rialzo dopo il rally della sessione precedente, secondo dati di mercato. Il pan-europeo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,3% a 636,01 punti alle 07:17 GMT, trainato dal settore dei beni industriali e servizi, salito dell'1,2%. Il benchmark aveva chiuso lunedì ai massimi storici. Intanto, i prezzi del petrolio hanno proseguito il calo, con il Brent scambiato intorno a 82 dollari al barile.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che i negoziati tra Stati Uniti e Iran si svolgeranno in due fasi. La prima riguarda lo status dello Stretto di Hormuz, il blocco navale Usa e la ricostruzione dopo i bombardamenti su infrastrutture iraniane. La seconda fase, aggiunge Araghchi, affronterà le questioni nucleari e la revoca delle sanzioni per un accordo finale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che la fine della guerra è stata dichiarata ieri, ora di Teheran, con la finalizzazione dell'accordo con gli Stati Uniti. Araghchi precisa che il memorandum d'intesa entrerà ufficialmente in vigore venerdì. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un incontro con diplomatici a Teheran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi definisce la prosecuzione dell’occupazione israeliana in Libano una violazione del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Araghchi sottolinea che la fine delle guerre contro Iran e Libano è collegata e che qualsiasi attacco israeliano al Libano non sarà mai accettato, secondo quanto riferito.
Il ritorno della nazionale iraniana di calcio a Tijuana, in Messico, è stato ritardato dopo che due membri della squadra sono stati fermati all'aeroporto di Los Angeles, riferisce l'agenzia Tasnim. I controlli di uscita per il capitano Mehdi Taremi e l'allenatore in seconda Saeed Alhoui sono stati rallentati, mentre gli altri giocatori sono saliti sull'aereo. La federazione iraniana sta inoltre cercando un visto a ingressi multipli per l'ala Mehdi Torabi, il cui visto a ingresso singolo è scaduto dopo la partita.
Il presidente Michel Aoun ha esortato il Libano a rafforzare l’unità nazionale in occasione del Capodanno musulmano, definendo il momento «eccezionalmente delicato» per il paese e la regione. Aoun ha sottolineato la necessità di «massima consapevolezza e responsabilità» per affrontare le sfide attuali. Ha invitato a sostenere le istituzioni statali e a consolidare la solidarietà nazionale per preservare sovranità, sicurezza e stabilità. Secondo il ministero della Salute libanese, il conflitto tra Israele e Hezbollah ha causato 3.798 morti dal 2 marzo e ha costretto circa 1,2 milioni di persone a lasciare le proprie case.
Hezbollah afferma di aver attaccato presunti soldati israeliani in avanzamento verso Kfar Tebnit, secondo media locali. La tregua in Libano resta fragile, con una riduzione dei raid aerei israeliani ma senza un cessate il fuoco bilaterale. Fonti di sicurezza libanesi riferiscono che le truppe israeliane cercavano di raggiungere le colline strategiche di Ali al-Taher. Hezbollah avverte di non accettare un cessate il fuoco unilaterale e conferma che Nabatieh rimane una linea del fronte attiva.
Fonti governative iraniane riferiscono che l’accordo tra Stati Uniti e Iran è stato firmato digitalmente, anche se il testo non è ancora pubblico. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito il memorandum «un documento onorevole per il Paese» se attuato correttamente. I media vicini al Consiglio supremo di sicurezza nazionale sottolineano la riapertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali e la revoca del blocco navale americano, evidenziando la «riconoscenza esplicita della sovranità» di Iran e Oman.
Due alti funzionari dell’amministrazione Usa hanno illustrato in un briefing che il memorandum firmato da Trump e dal vicepresidente JD Vance prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, ma il traffico navale tornerà gradualmente ai livelli normali, non prima di alcune settimane, secondo fonti ufficiali. Trump ha dichiarato su Truth che le mine saranno rimosse e che lo Stretto sarà aperto senza pedaggi in modo «permanente». Il memorandum stabilisce una riapertura temporanea di 60 giorni, con possibilità di estensione nell'accordo finale.
Una fonte pakistana informata sul memorandum tra Stati Uniti e Iran ha detto ad Haaretz che l'accordo include una clausola sul Libano che permette a Israele di proseguire le operazioni militari nel Paese. Una seconda fonte ha definito la formulazione «molto vaga» e ha confermato che Israele interpreta l'accordo come non vincolante sulle attività in Libano. Ieri un alto funzionario della Casa Bianca ha dichiarato che Israele non è obbligato a ritirarsi dal Libano secondo l'intesa con l'Iran.
L'indice principale della Borsa di Teheran ha guadagnato 116.000 punti, raggiungendo 5,097 milioni, con un aumento del 2,3% in una sola seduta, secondo media locali. Anche l'indice ponderato per le medie e piccole imprese è salito di 31.000 punti a 1,368 milioni. La Borsa iraniana ha riaperto il mese scorso dopo 80 giorni di chiusura dovuti alla guerra. Pur non essendo il motore principale del finanziamento economico in Iran sotto sanzioni, il mercato fornisce indicazioni sullo stato dell'economia e sulla fiducia degli investitori.
Navi iraniane hanno attraversato lo stretto di Hormuz, indicato come il primo risultato concreto del memorandum d'intesa politico con gli Stati Uniti, secondo fonti ufficiali iraniane. Il passaggio rappresenta un progresso, poiché per l'Iran la fine del blocco era la prima condizione per avanzare nel memorandum. Tra la popolazione iraniana, la reazione al memorandum è mista, con diffidenza diffusa e richieste di verifiche tangibili sul rispetto degli impegni. Il transito delle petroliere attraverso Hormuz verso acque internazionali potrebbe garantire entrate economiche significative e segnare un passo verso un accordo economico più ampio tra Iran e Stati Uniti, riferiscono analisti.
Hamas definisce «politicamente motivata e sotto pressione di gruppi sionisti» la decisione della Corte d'Appello del Regno Unito di confermare il divieto all'organizzazione Palestine Action, secondo un comunicato del gruppo palestinese. Hamas accusa il divieto di voler «perseguitare e intimidire chi sostiene i diritti palestinesi e condanna il genocidio compiuto» dall'esercito israeliano a Gaza. La Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza di un tribunale inferiore che aveva giudicato illegittimo e sproporzionato il divieto imposto dal governo sotto il Terrorism Act 2000. La decisione è arrivata dopo il ricorso del governo contro la sentenza di febbraio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito «fake news» la notizia secondo cui Washington starebbe versando 300 milioni di dollari a Teheran. In un post sul social Truth, Trump ha aggiunto che l'Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, secondo quanto riferito dal presidente stesso.
Il governatore della Banca centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, ha guidato una delegazione a Mosca per discutere le relazioni monetarie e bancarie tra Iran e Russia, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Fars. Durante la visita, la delegazione si concentrerà su facilitazioni negli scambi monetari, cooperazione tra le banche centrali e nuovi meccanismi per aumentare il volume degli scambi economici. La Russia resta un alleato chiave per l’Iran, sotto sanzioni occidentali da anni, mentre si attendono colloqui sul rilascio delle sanzioni Usa.
Il testo finale del memorandum d’intesa (MoU) tra Usa e Iran non è stato ancora reso pubblico, e restano dubbi sul contenuto del documento che sarà firmato venerdì a Ginevra, secondo fonti ufficiali. Il vicepresidente Usa Vance ha dichiarato a NBC News che l’accordo prevede il ritorno degli ispettori nucleari in Iran e la distruzione delle scorte di uranio altamente arricchito, definendo questi punti centrali del MoU. Vance ha aggiunto che la data per le ispezioni potrebbe essere definita venerdì e che su questo punto c’è un ampio consenso. Tuttavia, funzionari iraniani hanno affermato che le trattative sul nucleare proseguiranno dopo la firma dell’accordo iniziale, secondo media locali.
Jotaro Tamura, amministratore delegato di Mitsui OSK Lines, afferma al Financial Times che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà per settimane, finché l’accordo tra Iran e Stati Uniti non sarà «concreto». Tamura sottolinea che non basta un’intesa formale, ma serve una situazione reale che rassicuri le compagnie di navigazione. Il dirigente ricorda i numerosi tentativi falliti di riapertura dal conflitto iniziato a fine febbraio, secondo quanto riferito dal quotidiano britannico.
Charlie Robertson, capo economista dell’Equity Group, sostiene che la riapertura dello Stretto di Hormuz porterà sollievo globale, ma gli effetti economici positivi non saranno immediati. Robertson ha spiegato che la chiusura ha interrotto una prospettiva globale molto ottimistica, definita «una storia rialzista» prima dell’evento. Ha aggiunto che la chiusura ha costretto le banche centrali a sospendere i piani di taglio dei tassi, aumentando il peso degli interessi per i governi e quindi la pressione fiscale sui cittadini, secondo quanto riferito.
Il ministero della Salute libanese riferisce che i raid aerei israeliani nelle ultime 24 ore hanno ucciso almeno 15 persone, tra cui due donne, e ferito 82 civili. Dall’inizio del conflitto il 2 marzo, i morti civili sono 3.798 con 11.781 feriti, secondo il ministero. L’intensità degli attacchi è diminuita dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran, ma l’esercito libanese invita la popolazione a non tornare nel Sud finché non saranno rimosse macerie e mine.
Due alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno illustrato il memorandum firmato con l’Iran, annunciando una possibile diffusione entro 48 ore, secondo media statunitensi. Il testo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz per 60 giorni, con possibilità di estensione, ma Washington sottolinea che il traffico navale tornerà gradualmente ai livelli normali. Trump ha dichiarato che lo Stretto sarà riaperto senza pedaggi e ha confermato che le mine saranno rimosse.
La guerra contro l'Iran non ha portato benefici a Benjamin Netanyahu, secondo analisti internazionali. Israele considera l'Iran un nemico da 47 anni, ma il tentativo di Netanyahu di spingere gli Stati Uniti a un cambio di regime è fallito, riferiscono esperti. Il regime iraniano è cambiato, ma resta forte con arsenali nucleari e missilistici e mantiene alleanze regionali solide. Secondo fonti diplomatiche, la strategia di Netanyahu ha prodotto effetti contrari alle aspettative.
L’American Israele Public Affairs Committee (AIPAC) ha espresso cautela sul memorandum annunciato da Trump con l’Iran, sottolineando l’importanza che l’accordo preservi «il diritto sovrano del nostro alleato democratico Israele di rispondere alle minacce alla sicurezza». Il gruppo ha aggiunto che il Congresso Usa «avrà un ruolo cruciale nel collaborare con l’amministrazione durante le trattative e nella revisione dell’accordo finale». AIPAC ha inoltre chiesto che l’intesa affronti i programmi missilistici e di droni iraniani e il sostegno ai gruppi armati regionali.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha detto a Fox News che Donald Trump potrebbe rendere pubblico l'accordo con l'Iran prima della firma ufficiale prevista venerdì a Ginevra. La cerimonia vedrà la partecipazione di Vance e del capo negoziatore iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf. Fonti della Casa Bianca riferiscono che i dettagli saranno diffusi entro 24-48 ore e che Trump, Vance e Ghalibaf avrebbero già firmato elettronicamente il testo.
Il board editoriale del Wall Street Journal, storicamente favorevole a Trump, critica la sua «ritirata» sull'Iran e l'accordo raggiunto. Il quotidiano sottolinea che Trump «sta facendo marcia indietro sui suoi obiettivi» a causa di pressioni interne e rischi militari crescenti, prevedendo il rinnovo ripetuto del cessate il fuoco di 60 giorni. Il Wsj avverte che Trump potrebbe considerare l’intesa come una partnership con Teheran, «chiudendo un occhio sulle violazioni», e invita il Congresso a esaminare e respingere eventuali accordi che sostengano il regime iraniano.
Il presidente Trump definisce «fake news» le notizie su un presunto pagamento di 300 milioni di dollari all'Iran, riferiscono media statunitensi. Il vicepresidente JD Vance assicura che non ci saranno pedaggi nello Stretto di Hormuz durante i 60 giorni di negoziati con Teheran. Vance prevede il ritorno degli ispettori Aiea in Iran e conferma che l'intesa prevede la distruzione delle scorte di uranio arricchito. John Thune, leader repubblicano al Senato, chiede un briefing sull'accordo mentre alcuni democratici criticano la guerra voluta da Trump. Il comandante Esmail Qaani dell'IRGC afferma che il conflitto ha «discreditato l'America» e accelerato la crisi del governo israeliano.
L’organizzazione Global Echo ha scoperto che esportatori israeliani dichiarano come prodotti in Israele frutta e verdura coltivate negli insediamenti illegali in Cisgiordania e nelle alture del Golan. L’indagine ha analizzato oltre 30.000 documenti di esportazione dal 2017 al 2026, rilevando che circa un sesto delle spedizioni verso l’Europa contiene prodotti da insediamenti, spesso etichettati erroneamente. Michael Lynk, ex relatore Onu sulla Palestina, parla di «occultamento sistematico» e di una pratica burocratica che dissolve la distinzione legale tra prodotti.
Human Rights Watch e Amnesty International hanno criticato la decisione della Corte d’Appello britannica di confermare il divieto di Palestine Action come «gruppo terroristico». Human Rights Watch ha definito la sentenza «disastrosa», sottolineando che la classificazione ha portato all’arresto di migliaia di persone per semplici proteste, secondo un post su X. Amnesty ha definito la decisione «profondamente deludente» e un «grave abuso» dei poteri antiterrorismo con conseguenze sui diritti umani, riferisce la ong con sede a Londra.
Nonostante l’annuncio di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine a quasi quattro mesi di ostilità, a Teheran la popolazione resta scettica, secondo fonti locali. La città, provata da anni di sanzioni e tensioni, non mostra fiducia che la crisi sia conclusa. Rimangono questioni delicate come il programma nucleare iraniano, le sanzioni Usa e i beni congelati di Teheran, che probabilmente saranno affrontate in seguito, alimentando il pessimismo tra molti iraniani.
Saman Rezaei, capo del Sindacato dei Marittimi Mercantili iraniani, ha confermato che circa 22.000 marittimi sono bloccati nel Golfo da quasi quattro mesi, con gravi ferite e un aumento delle minacce e attacchi alle navi mercantili, soprattutto dopo il blocco navale Usa. Rezaei ha chiesto la partenza sicura di tutti i marittimi con cooperazione internazionale, indipendentemente dagli esiti politici, e ha evidenziato i danni psicologici subiti da marittimi e famiglie durante il conflitto, secondo media locali.
Axios riporta che il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti prevede il mantenimento dello status quo del programma nucleare iraniano durante i negoziati. Secondo fonti citate, gli Usa non imporranno nuove sanzioni né invieranno ulteriori truppe nella regione. L'accordo mira a evitare escalation mentre proseguono i colloqui.
Il vicepresidente americano JD Vance ha escluso che Teheran riceverà fondi dai contribuenti statunitensi. Lo ha affermato in un’intervista a Fox, rispondendo alle polemiche sul possibile fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Iran.
Il generale Esmail Qaani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha dichiarato a media iraniani che la guerra Usa-Israele contro l’Iran ha «completamente delegittimato l’America» e accelerato il «crollo» del «regime criminale israeliano», secondo fonti ufficiali. Qaani ha sottolineato che, nonostante pressioni e attacchi senza precedenti, nessun gruppo di resistenza ha abbandonato il campo, provocando timore nei nemici. Ha aggiunto che i gruppi regionali hanno deciso autonomamente di opporsi agli Usa per difendere l’Iran. Ha inoltre affermato che «Hezbollah non può essere smantellato» e rappresenta gran parte della comunità sciita e non in Libano.
Un analista ha definito la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran «una scelta non necessaria», osservando che gli obiettivi odierni erano già stati raggiunti con l’accordo del 2015 sotto Obama. Ha aggiunto che se l’accordo non fosse stato abbandonato, l’Iran non avrebbe arricchito uranio oltre il 60 per cento. L’esperto ha sottolineato che la rivendicazione di meriti per la guerra al G7 mira a presentare Trump come mediatore, collegando il conflitto nel Golfo alla guerra in Ucraina per rafforzare la sua immagine di risolutore, secondo fonti ufficiali.
Il vicepresidente Usa Vance ha rilasciato diverse interviste a emittenti nazionali nelle ultime ore, secondo fonti ufficiali. Su ABC News ha confermato la firma digitale dell’accordo, pur mantenendo riserbo sui dettagli. A CBS News ha negato che l’Iran riceverà «miliardi di dollari di asset» nell’intesa. Su CNBC ha detto che restano molte questioni da definire, ma che gli Usa «hanno tutte le carte in mano». A CNN ha difeso l’accordo dalle critiche repubblicane, mentre a Fox News ha assicurato che l’Iran non otterrà «un centesimo» senza cambiamenti nel suo comportamento. Infine, a NBC News ha confermato il ritorno degli ispettori nucleari in Iran.
Benjamin Netanyahu ha confermato oggi la sua candidatura alle elezioni israeliane previste per ottobre. In conferenza stampa, Netanyahu ha dichiarato: «Mi candiderò alle prossime elezioni e intendo vincere». La sua decisione arriva in un momento di forte tensione politica nel Paese, secondo media locali.
Alcuni legislatori democratici hanno espresso dubbi sul memorandum d’intesa con l’Iran. La deputata Betty McCollum lo definisce una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco senza affrontare le cause profonde, mettendo a rischio la pace duratura. Diana DeGette parla di «fallimento» della guerra contro l’Iran e ritiene giustificato il «sospetto» verso l’accordo, sottolineando che la fine del conflitto non garantisce la sicurezza americana. Il senatore Andy Kim chiede trasparenza sul contenuto dell’intesa e critica la mancanza di «tempo, riflessione e diplomazia» da parte dell’amministrazione Trump.
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran non è stato ancora reso completamente pubblico, ma fonti ufficiali indicano che prevede la fine dei combattimenti su tutti i fronti, incluso il Libano, e la rimozione del blocco navale americano sui porti iraniani. Entrambe le parti confermano che nei 60 giorni successivi alla firma in Svizzera si discuteranno il programma nucleare iraniano e l’allentamento delle sanzioni. Un funzionario iraniano ha riferito a Reuters che gli Usa avrebbero accettato di sbloccare 25 miliardi di dollari di fondi congelati e sospendere le sanzioni sul petrolio per un periodo, ma il vicepresidente Usa Vance ha negato qualsiasi rilascio di fondi o sanzioni.
Il board editoriale del Wall Street Journal critica l'accordo sul cessate il fuoco con l'Iran, definendo Donald Trump «in ritirata» sui suoi obiettivi principali. Il quotidiano evidenzia che la pressione politica interna e i rischi militari hanno spinto a rinnovare probabilmente più volte la tregua di 60 giorni. Il Wsj avverte che Trump potrebbe considerare l'intesa come una partnership di fatto con Teheran e invita il Congresso a esaminare con attenzione ogni accordo definitivo.
Il vicepresidente JD Vance ha detto alla Nbc che Israele sosterrà il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, pur con divergenze tra Washington e Netanyahu sul percorso per la pace. «Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro», ha dichiarato Vance. Ha riconosciuto che Usa e Israele non sono sempre allineati, ma «abbiamo interessi convergenti» e disaccordi «assolutamente ragionevoli», secondo Vance. Netanyahu ha dichiarato in precedenza che lui e Trump «non sempre la pensano allo stesso modo», secondo media israeliani.
Il Financial Times riporta che l'amministrazione Trump avrebbe previsto un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Iran, subordinato a un accordo definitivo e al rispetto del memorandum d'intesa. Secondo un funzionario statunitense, il fondo non proverrebbe da governi ma da investitori privati interessati al Paese. Trump ha definito la notizia «fake news», secondo media locali.
Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato a Fox che «distruggeremo l'uranio arricchito insieme agli iraniani». L'annuncio conferma l'impegno congiunto nel controllo del materiale nucleare, secondo quanto riferito dall'intervista.
Secondo Axios, l'Iran manterrà lo status quo del proprio programma nucleare durante i negoziati con gli Stati Uniti. Il memorandum prevede inoltre che Washington non imponga nuove sanzioni né dispieghi ulteriori forze nella regione, citano fonti informate.
Il vicepresidente americano JD Vance ha negato che l'Iran riceverà fondi dai contribuenti statunitensi, rispondendo alle critiche sul possibile fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione iraniana. L'affermazione è stata fatta in un'intervista a Fox News, secondo media statunitensi.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha confermato a Nbc che gli ispettori degli impianti nucleari torneranno in Iran nell'ambito dell'accordo con Washington. Vance ha aggiunto che «l'Aiea e gli Usa aiuteranno l'Iran a distruggere le sue scorte di uranio altamente arricchito».
Press Tv riferisce che sarebbe iniziata la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, a seguito del memorandum di intesa firmato tra Teheran e Washington. Secondo l'emittente, «tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l'Iran hanno superato il blocco navale».
Il board editoriale del New York Times afferma che «il presidente Trump ha perso questa guerra» e che l'accordo con l'Iran è «benvenuto ma porta con sé verità dure». Secondo il quotidiano, gli Stati Uniti escono dal conflitto «indeboliti militarmente, diplomaticamente ed economicamente» e subiranno conseguenze strategiche per anni. Il board sottolinea che Trump ha ottenuto «ben poco» e definisce l'intesa «un ridimensionamento umiliante» e «una sconfitta» per lui e per l'America.
Alcuni media arabi hanno segnalato esplosioni nella zona di Sirik e sull'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. L'agenzia iraniana Mehr riferisce che le detonazioni sono state «condotte per regolare il traffico nello Stretto di Hormuz», secondo Ynet. Finora nessuna autorità ufficiale, incluse le Guardie Rivoluzionarie, ha commentato l'accaduto.
La Cia ha raccolto informazioni che mettono in dubbio la volontà dell'Iran di accettare le condizioni chieste dagli Stati Uniti in un possibile accordo nucleare, riferisce Axios. Il capo della Cia John Ratcliffe ha espresso queste perplessità a Donald Trump e ad altri funzionari, insieme al segretario di Stato Marco Rubio e al capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo una fonte citata da Axios, l'intelligence indica che «le intenzioni dell'Iran non sono in linea con gli impegni dell'accordo».
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato a Cnn che l'Iran «avrà benefici se rispetterà gli accordi». Ha precisato che il documento firmato domenica è «di una pagina e mezzo» e «non contiene i dettagli operativi dell'intesa».
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver salvato Israele dalla «minaccia nucleare esistenziale» grazie alla guerra con gli Stati Uniti contro l'Iran. Nel suo primo discorso televisivo dopo l'accordo tra Iran e Usa, ha detto: «Non ho commesso errori» e ha confermato la sua candidatura alle prossime elezioni, aggiungendo «intendo anche vincere».
I leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania affermano in una dichiarazione congiunta il loro impegno a garantire la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata. Secondo la nota, la missione sarà strettamente difensiva e indipendente, con l’obiettivo di assicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento nel rispetto degli obblighi costituzionali di ciascun Paese.
Il rappresentante iraniano Gharibabadi ha annunciato ai media locali che il memorandum d’intesa sarà firmato ufficialmente venerdì in Svizzera e entrerà in vigore da quella data. Ha precisato che due punti sono già operativi da questa mattina: la fine immediata della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e la revoca del blocco navale statunitense contro l’Iran. Gharibabadi ha definito il memorandum il risultato non solo di sforzi diplomatici, ma anche di «successi militari» iraniani.
Un alto funzionario statunitense ha riferito a Reuters che il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran è stato firmato in forma digitale da Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf. L'accordo prevede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale Usa, mentre lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l'allentamento delle sanzioni avverranno in seguito, secondo Reuters. La stessa fonte ha aggiunto che la postura militare americana resterà invariata fino al completamento dei negoziati definitivi. Entro 24-48 ore saranno diffusi i dettagli dell'intesa, mentre questa settimana dovrebbero iniziare i negoziati tecnici.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato che Israele sosterrà il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante le divergenze con il premier Benjamin Netanyahu. In un'intervista alla Nbc, Vance ha detto: «Sappiamo che questo accordo renderà Israele più sicuro». Ha aggiunto che, pur non sempre allineati, gli interessi di Washington e Tel Aviv sono in gran parte convergenti, secondo quanto riferisce la stampa americana.
