Un incredibile episodio di cronaca sportiva ha travolto il club biancazzurro, trasformando un momento di festa in un vero e proprio caso giudiziario e mediatico. Come riporta Il Centro, durante il match dello scorso 8 maggio tra Pescara e Spezia allo stadio Adriatico, l’esultanza per il gol del momentaneo vantaggio della squadra di casa è stata bruscamente interrotta da uno scontro a bordo campo. Protagonisti della vicenda sono i responsabili della storica mascotte Pescara, il delfino “Ciuffo”, e il capo dell’area comunicazione della società adriatica, Massimo Mucciante. L’episodio, diventato virale sui social, ha scatenato l’indignazione dei tifosi e ha portato all’apertura di un fascicolo da parte della Procura Federale.
Pugni e insulti a bordo campo: la denuncia dei gemelli Mazzioli
La dinamica dell’accaduto è stata ricostruita a distanza di un mese dai gemelli Loris e Yuri Mazzioli, i quali gestiscono da anni la celebre figura del delfino biancazzurro. Secondo quanto denunciato, al decimo minuto della partita, durante i festeggiamenti per la rete del Pescara, la mascotte Pescara si sarebbe posizionata involontariamente sulla traiettoria dei fotografi, ostacolando i loro scatti. A causa del costume, che limita fortemente la vista e l’udito, l’animatore non si sarebbe accorto delle richieste di spostarsi. A quel punto, secondo la testimonianza di Loris Mazzioli, l’addetto stampa Massimo Mucciante avrebbe perso il controllo, scagliandosi contro la mascotte con insulti, pugni e schiaffi davanti a centinaia di bambini presenti sulle tribune della Tribuna Maiella.
Le dimissioni di Mucciante e lo spettro delle querele
Le reazioni a questa incredibile vicenda non si sono fatte attendere. Mentre i gestori della mascotte Pescara stanno valutando di sporgere formale querela per l’aggressione subita a tutela dei valori di solidarietà e inclusione che il personaggio rappresenta, Massimo Mucciante ha annunciato ufficialmente la decisione di rassegnare le proprie dimissioni. L’ormai ex responsabile della comunicazione ha espresso profondo rammarico, spiegando che l’episodio è nato unicamente dal tentativo di far rispettare le regole del lavoro giornalistico. Mucciante ha denunciato la gogna mediatica a cui è stato sottoposto, scegliendo di fare un passo indietro in attesa che l’Ordine dei Giornalisti e la magistratura facciano piena luce sui fatti.
