«Non c’è motivo di allarme, ma dobbiamo essere pronti». Parole di Monia Monni, assessora alla sanità della Toscana, che ha già attivato tutte le procedure per affrontare un’eventuale emergenza Ebola. Undici centri specialistici per malattie infettive, sparsi nelle province chiave, sono operativi. A Firenze, l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e il Meyer, noto centro pediatrico, sono i pilastri di questa rete.
Mentre a livello nazionale si muovono iniziative coordinate, con il Dipartimento di Protezione Civile che ha convocato una riunione urgente con Ministero e Regioni, la Toscana ha recepito subito l’ordinanza ministeriale. Le Asl si sono organizzate per gestire le segnalazioni di chi torna da zone a rischio, come la Repubblica Democratica del Congo o l’Uganda. I dipartimenti di prevenzione hanno definito percorsi precisi e gli ospedali di riferimento sono in stato di allerta. La macchina della sorveglianza si è messa in moto.
La presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea ha convocato una videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute, in programma venerdì 5 giugno alle 15. L’obiettivo è fare il punto sulla recente epidemia di Ebola in Africa centrale e valutare insieme le misure di preparazione e coordinamento tra i Paesi membri. Un appuntamento fondamentale per rafforzare il controllo, la sorveglianza e sensibilizzare le autorità sanitarie europee.
L’allarme è scattato dopo una serie di episodi che hanno portato l’attenzione mondiale sulle epidemie da ebolavirus. Serve una linea comune di intervento, soprattutto per fronteggiare il rischio di diffusione legato a flussi migratori o viaggi internazionali. La riunione sarà decisiva per mettere a punto protocolli condivisi e strategie per assistenza, prevenzione e comunicazione chiara ai cittadini.
Lombardia, il Centro Malattie Infettive diventa punto di riferimento nazionale
Anche la Lombardia ha definito le sue contromisure. Dal 2025 è attivo il Centro regionale malattie infettive , nato dalla collaborazione tra l’Asst Fatebenefratelli Sacco e l’Irccs San Matteo di Pavia. Sotto la supervisione della Direzione generale Welfare della Regione, il centro vigila sull’applicazione delle misure di prevenzione e sull’assistenza ai casi sospetti o confermati.
Il Ministero della Salute ha indicato proprio CeReMi come struttura di riferimento per gestire eventuali casi di Ebola in Lombardia. Il centro si integra nel sistema nazionale, seguendo il monitoraggio, la diagnosi precoce e organizzando risposte rapide, con un approccio multidisciplinare e specialistico sia dal punto di vista clinico che epidemiologico.
Sardegna, nessun caso di Ebola ma massima attenzione e coordinamento costante
In Sardegna un caso sospetto è stato rapidamente escluso, dopo un test negativo per Ebola. La Regione mantiene alta la guardia, restando in stretto contatto con le autorità sanitarie locali e nazionali per garantire una risposta pronta a ogni segnale.
In una nota ufficiale si ringraziano il Ministero della Salute, gli operatori sociosanitari, le forze dell’ordine e la Protezione civile per il coordinamento efficiente. L’attenzione sull’isola resta alta, anche se al momento non si registra alcuna emergenza diretta. La rete sanitaria regionale è pronta a intervenire, coordinandosi con il sistema nazionale secondo le indicazioni ministeriali.
In Italia la gestione della situazione resta così attenta e in linea con le direttive internazionali. Il dialogo tra istituzioni, strutture sanitarie e organismi comunitari segue passo passo l’evolversi degli eventi legati all’Ebola, con procedure operative in tutta la penisola per contenere ogni possibile rischio.
