Cinque ore e mezza di battaglia sotto il cielo parigino. Jannik Sinner non ha dimenticato quella finale contro Carlos Alcaraz, un duello epico che ha segnato il Roland Garros 2025. Ora, il giovane talento italiano si presenta di nuovo sulla terra rossa, ma senza il suo più grande avversario: Alcaraz è fermo per infortunio. «Ci penso ancora», confessa Sinner con una sincerità disarmante. L’obiettivo è uno solo, nitido: conquistare il titolo che gli manca, il prestigioso Slam di Parigi.
Jannik arriva a Parigi consapevole delle sfide che lo aspettano, sia sul piano fisico sia su quello tecnico. In conferenza stampa ha spiegato come le partite al meglio dei cinque set permettano di recuperare e riorganizzarsi, ma richiedono anche una gestione attenta delle energie. Per questo bilancia con cura allenamenti e riposo, studia gli avversari con attenzione e punta a mantenere alta la concentrazione. L’entusiasmo lo spinge a superare i propri limiti e a scendere in campo con la voglia di vincere.
Il suo percorso non sarà semplice: al debutto affronta il francese Clément Tabur, poi potrebbe incrociare Ben Shelton, uno dei giovani più promettenti degli Stati Uniti, e in semifinale c’è la possibile sfida con Daniil Medvedev, reduce da una semifinale combattuta su terra. Con Alcaraz fuori dai giochi, Sinner vuole confermarsi numero uno al mondo e mettere finalmente le mani sul titolo parigino.
Premi e proteste: Sinner e gli altri, il tennis europeo alza la voce
Il Roland Garros 2026 non si distingue solo per le sfide in campo, ma anche per le tensioni fuori dal campo. Una ventina di giocatori di rilievo, tra cui Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Taylor Fritz, hanno ridotto drasticamente la loro presenza alle conferenze stampa. È una forma di protesta che va avanti da più di un anno, un modo per far sentire la loro voce contro le regole dei tornei più importanti.
La richiesta è chiara: aumentare la quota dei premi destinati agli atleti dai tornei del Grande Slam, passando dal 15% attuale al 22%. Il numero uno del mondo ha espresso solidarietà ai colleghi, sottolineando che la questione non riguarda solo il denaro, ma anche rispetto, pensioni e il calendario. Al momento, gli organizzatori francesi e gli altri Slam non hanno ancora fatto passi avanti concreti. La protesta resta pacata, senza minacce di boicottaggio, ma la tensione è palpabile e rischia di oscurare l’avvio del torneo.
Il femminile sempre più aperto e gli addii che chiudono un’epoca
Il tabellone femminile si presenta ancora una volta imprevedibile. Nei tornei preparatori si sono messi in luce giovani promettenti come Mirra Andreeva, Elina Svitolina e Marta Kostyuk, insieme a Elena Rybakina, numero due del mondo e vincitrice degli Australian Open. Aryna Sabalenka vuole riscattarsi dopo una finale 2025 segnata da tanti errori e punta a ripartire dai buoni risultati recenti, soprattutto da Roma. Iga Swiatek, che ha faticato all’inizio della stagione, si è ripresa e si conferma tra le favorite grazie a una condizione ritrovata.
Ma il Roland Garros 2026 sarà anche il palcoscenico di addii importanti. Gaël Monfils, ormai 39enne e numero 221 del mondo, giocherà le sue ultime partite a Parigi, così come Stan Wawrinka, che al primo turno sfiderà il numero uno francese Arthur Fils. Due campioni che lasceranno un vuoto nel circuito, segnando la fine di un’era e l’inizio di un nuovo capitolo per il tennis mondiale.
