Otto feriti, una città sotto shock e un uomo al centro di un mistero che sembra farsi sempre più intricato. Sabato scorso, Salim El Koudri ha scagliato la sua auto contro la folla nel cuore di Modena, scatenando paura e domande senza risposta. Trentasette anni, italo-marocchino, El Koudri non era un volto del tutto sconosciuto alle forze dell’ordine, ma dietro quel gesto estremo si nasconde un intreccio di segnali preoccupanti: messaggi criptici indirizzati a personaggi famosi, come Chiara Ferragni, e strani riferimenti a contatti con basi Nato. Gli investigatori, immersi in montagne di materiale sequestrato nella sua abitazione, cercano di ricostruire il quadro, di dare un senso a quella furia che ha spezzato la quiete della città.
I messaggi di El Koudri
L’avvocato di El Koudri, Fausto Giannelli, ha raccontato che i contenuti trovati sui suoi social sono un insieme di pensieri sparsi, senza un filo logico chiaro. Tra i messaggi ci sono contatti con basi Nato, durante i quali il giovane avrebbe chiesto informazioni sul menù e su come arruolarsi. Allo stesso tempo, si trovano critiche pungenti e ironiche a chi guadagna senza merito, con riferimenti a Chiara Ferragni. Questi frammenti non disegnano un quadro facile da interpretare o che giustifichi quello che ha fatto, ma mostrano piuttosto un profondo disagio psicologico.
Questi segnali confusi riflettono uno stato d’animo turbolento, senza una linea coerente, dove si passa da un tema all’altro senza una direzione precisa. È difficile costruire un quadro chiaro che spieghi le sue ragioni e il motivo del gesto violento. L’assenza di un filo logico nei messaggi rende complicato ricostruire con certezza il suo stato mentale, ma testimonia comunque una profonda instabilità.
Sequestrati dispositivi e manoscritti: un’indagine a tutto tondo
Gli investigatori della squadra mobile di Modena hanno messo sotto sequestro un’ingente quantità di dispositivi elettronici e documenti cartacei nella casa di El Koudri. Tra questi ci sono cinque cellulari, quattro computer, due hard disk esterni, diverse chiavette USB, un tablet, una PlayStation e altri accessori digitali. Questa mole di materiale fa capire quanto fosse complessa la sua attività e promette di fornire nuovi elementi grazie alle analisi forensi.
Oltre ai dispositivi digitali, sono stati trovati più di cento fogli manoscritti, due agende e vari block notes. Tra questi spicca un biglietto con password per accedere a portafogli di criptovalute, segno di una certa dimestichezza con il mondo digitale e finanziario. In più, sono stati sequestrati farmaci, il cui ruolo dovrà essere chiarito, ma che potrebbero indicare problemi di salute mentale.
Parallelamente, è stata posta sotto sequestro anche la videocamera e il cellulare di un testimone che ha ripreso l’incidente in via Emilia Centro. Quel materiale sarà esaminato con attenzione per trovare dettagli utili a ricostruire con precisione cosa è successo. Questa fase sarà decisiva per capire le vere motivazioni dietro la scelta di El Koudri di scagliare la sua auto contro la folla.
Gli inquirenti continuano a lavorare senza sosta, guardando con attenzione ogni dettaglio. Solo unendo tutte le prove digitali e scritte si potrà avere un quadro più chiaro, meno frammentario rispetto ai messaggi social finora emersi. La vicenda è complessa e richiederà tempo e cura, mentre Modena resta sotto choc, in attesa di capire cosa abbia davvero scatenato questa tragedia.
