Una notizia choc si è diffusa nella serata di domenica sui social network: Adriano Celentano sarebbe stato ricoverato d’urgenza in ospedale. A lanciare l’allarme è stato l’ex conduttore Mediaset Claudio Lippi, con un post su Facebook che ha scosso i fan del Molleggiato. Ma si trattava di una fake news.
Il post di Claudio Lippi: Adriano Celentano ricoverato
“Non mollare Adriano. Ti prego. Sono vicino a Claudia e ai suoi figli“, si legge nel post pubblicato da Lippi domenica sera. Nel messaggio, l’ex conduttore aveva citato anche Rosalinda, una dei tre figli del celebre cantautore, come presunta fonte della notizia. Le reazioni sui social sono arrivate immediate: da un lato il cordoglio di molti fan, dall’altro lo scetticismo di chi non si è fidato e ha atteso conferme ufficiali.
Fake news: la smentita di Claudia Mori
A fare chiarezza ci ha pensato direttamente la moglie di Celentano, Claudia Mori, intervenuta su LaPresse con parole nette: “Smentisco categoricamente, Adriano non è mai stato ricoverato per nessun motivo, salvo per check up di routine. Sta benissimo, siamo a casa e la cosa che gira sul web è assolutamente falsa“. Rosalinda, da parte sua, non è intervenuta pubblicamente.
Le scuse di Lippi e l’attacco alle fake news
Dopo la smentita di Mori, Lippi fa marcia indietro e affida le sue scuse a Fanpage, spiegando la dinamica dell’accaduto: “Mi hanno mandato un messaggio soggetti affidabili che avevano sentito dare questa comunicazione. Dato l’affetto che mi lega ad Adriano ho solo riportato quanto mi era stato comunicato“. L’ex conduttore prende quindi le distanze dal meccanismo che ha contribuito ad innescare: “Non è nel mio DNA dare notizie che non abbia verificato personalmente“.
Sui social, intanto, non tutti puntano il dito contro di lui. Molti utenti su Facebook si schierano dalla sua parte, considerando Lippi a sua volta vittima di questa ondata di disinformazione: l’ex conduttore, in buona fede, avrebbe semplicemente amplificato una notizia ricevuta da fonti che riteneva attendibili. Un errore umano, insomma, in un ecosistema digitale in cui distinguere il vero dal falso è diventato sempre più difficile.
“Un mondo impazzito”
La vicenda ha però aperto uno spiraglio su una riflessione più ampia. Lippi non si è limitato alle scuse e ha lanciato un anatema contro la disinformazione online: “Sta diventando molto grave che si conceda questo dilagare di notizie che non si sa mai se siano vere o false”. Ha quindi avanzato una proposta concreta: “Si provveda per registrare tutti coloro che usano i social con l’invio di un documento di identità o un recapito telefonico, in modo da poter rintracciare la veridicità di chi scrive e che se ne prenda la responsabilità“. Un appello che nasce da un quadro impietoso: quello che delinea come un “mondo impazzito, abbandonato a chi si sente frustrato e perde la ragione spesso rimanendo anonimo“.
