Il principe William ha deciso di vendere un quinto del Ducato di Cornovaglia, un patrimonio immobiliare vastissimo che gli garantisce un reddito privato. L’obiettivo è raccogliere 500 milioni di sterline, soldi che saranno destinati a due sfide enormi: la crisi delle case e la salvaguardia dell’ambiente. Nei prossimi dieci anni, questo cambio di strategia – netto, e forse anche necessario – segna una svolta rispetto a un passato recente, segnato da polemiche legate alla gestione degli affitti con enti pubblici.
Il Ducato di Cornovaglia gestisce 54.000 ettari sparsi in 21 contee tra Inghilterra e Galles, con un valore che supera il miliardo di sterline. Per troppo tempo, questa ricchezza è stata vista come un simbolo di privilegi antichi e terreno di controversie sull’uso dei terreni. Il principe William, con l’appoggio del nuovo amministratore delegato Will Bax, ha messo in chiaro che il ducato deve fare la differenza sul serio, non può più limitarsi a incassare affitti e lasciare tutto com’è.
Il piano prevede di concentrare gli sforzi su cinque zone chiave: le Isole Scilly, la Cornovaglia, il Dartmoor, l’area di Bath e il quartiere londinese di Kennington. Qui si venderanno alcune proprietà meno strategiche per finanziare progetti di edilizia popolare, migliorare le infrastrutture nelle zone più fragili e far crescere le aree rurali con iniziative innovative e rispettose dell’ambiente.
Case, lavoro e energia verde: i conti del rilancio dal Ducato di Cornovaglia
Secondo le previsioni di Will Bax, grazie ai fondi ricavati dalla vendita, entro il 2040 si costruiranno tra le 10.000 e le 12.000 nuove abitazioni a prezzi accessibili. Parallelamente, circa 120 milioni di sterline andranno a sostenere lo sviluppo economico locale: si punta a potenziare il parco industriale di St Mary’s, nelle Isole Scilly, e a supportare i giovani imprenditori del Dartmoor, con l’obiettivo di rilanciare un’economia basata su lavoro e innovazione.
Sul fronte ambientale, sono previsti investimenti importanti nelle energie rinnovabili, con l’ambizione di fornire energia green a 100.000 abitazioni. Non mancheranno progetti per il recupero ambientale e la tutela della fauna selvatica, realizzati in collaborazione con enti pubblici. Questo dimostra come sostenibilità e responsabilità sociale siano al centro del nuovo corso della monarchia.
Tra sfide e critiche, il difficile cammino verso il cambiamento
La scelta di William arriva in un momento delicato, mentre si prepara a salire al trono dopo Carlo III. Il ducato, infatti, ha pagato il prezzo di scandali legati ai contratti di locazione con enti pubblici, che hanno sollevato molte proteste. Il caso più noto è quello del carcere di Dartmoor, evacuato per il rischio gas radon ma ancora soggetto a un contratto di affitto in essere.
Will Bax ammette che le opposizioni non mancheranno, sia sul modello di mantenere una tenuta privata sotto il controllo del Duca di Cornovaglia, sia sulla stessa legittimità della monarchia costituzionale. Ma entrambi i temi sono strettamente legati, e il progetto di rinnovamento punta proprio a rafforzare il legame tra la monarchia e la società di oggi, mostrando un impegno concreto per il benessere delle comunità e del territorio.
