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Italiani morti alle Maldive: cosa sappiamo sulla tragedia

Tragedia nelle acque delle Maldive Cinque sub italiani morti durante un’immersione scientifica nelle grotte dell’atollo di Vaavu: i dettagli

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Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Doveva essere una crociera dedicata alla ricerca e all’esplorazione dei fondali marini, ma si è trasformata in una tragedia: cinque subacquei italiani esperti sono morti durante un’immersione nelle grotte sommerse dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, a oltre cinquanta metri di profondità. Le vittime sono Monica Montefalcone, 51 anni, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, Muriel Oddenino, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.

Il recupero dei corpi è stato reso difficile dalle condizioni meteo avverse, mentre le autorità locali stanno ancora cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto.

Le ipotesi sull’incidente alle Maldive

Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo stava esplorando alcune grotte subacquee profonde circa 50-60 metri quando qualcosa sarebbe andato storto.

Tra le ipotesi al vaglio vi è un possibile problema legato alla miscela respiratoria utilizzata durante l’immersione. I sub avrebbero avuto a disposizione anche il nitrox, una miscela composta da ossigeno e azoto impiegata nelle immersioni tecniche per ridurre l’assorbimento di azoto e prolungare i tempi di permanenza in profondità.

L’utilizzo del nitrox richiede però una preparazione specifica e controlli rigorosi sulla quantità di ossigeno presente nelle bombole e sulla profondità massima raggiungibile.

Non si esclude inoltre che il gruppo possa essere stato sorpreso da forti correnti, dal peggioramento delle condizioni del mare o da un disorientamento all’interno delle grotte sommerse. Nell’area era infatti in vigore un’allerta meteo gialla per mare mosso.

Un’immersione oltre i limiti turistici

Le immersioni ricreative alle Maldive sono normalmente consentite fino a 30 metri di profondità. Il gruppo italiano si trovava invece molto più in basso, in un’area caratterizzata da cavità e cunicoli sommersi particolarmente complessi.

L’escursione, nella località di Alimathaa, faceva parte di una crociera turistico-scientifica legata alle attività di citizen science, un modello di ricerca che coinvolge anche cittadini e appassionati nel monitoraggio ambientale.

Che cos’è la citizen science marina

Negli ultimi anni le Maldive sono diventate una delle principali mete delle crociere scientifiche dedicate allo studio degli ecosistemi marini.

Accompagnati da biologi e ricercatori, i partecipanti collaborano alla raccolta di dati sulla salute delle barriere coralline, sull’osservazione delle specie marine e sul campionamento del cosiddetto eDna, il DNA ambientale disperso nell’oceano.

Le immersioni vengono spesso abbinate a seminari e attività divulgative a bordo, con l’obiettivo di unire turismo, ricerca scientifica ed educazione ambientale.

Un settore in crescita alle Maldive e non solo

La citizen science applicata alla biologia marina è in forte espansione e coinvolge sempre più subacquei esperti provenienti da tutto il mondo.

Proprio le Maldive, grazie alla ricchezza dei fondali e alla biodiversità marina, rappresentano una delle destinazioni più frequentate per questo tipo di spedizioni, che però richiedono elevati standard di sicurezza, soprattutto nelle immersioni profonde e in ambienti complessi come le grotte subacquee.

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