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Cipriani sul caso Minetti: «Nessun inganno e pensiamo a una nuova adozione»

Giuseppe Cipriani difende le scelte adottive in Uruguay, respingendo le accuse di irregolarità e annunciando nuovi progetti familiari. Critica la stampa italiana per notizie false

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Andrea Casamassima di Andrea Casamassima

Il caso dell’adozione in Uruguay che coinvolge Nicole Minetti non smette di far rumore. Dopo settimane di silenzio, a rompere il muro è Giuseppe Cipriani, suo compagno, che respinge con forza tutte le accuse: «Nessun inganno», dice chiaro e tondo. Nel mezzo delle polemiche ancora accese, la famiglia sta pensando a nuovi progetti di adozione, sempre nel paese sudamericano. Cipriani non lascia spazio a dubbi, difende le scelte fatte e prova a mettere ordine tra le tante voci che infiammano il dibattito.

Da Punta del Este, località che nelle ultime settimane è finita sotto i riflettori, Cipriani risponde senza giri di parole alle critiche. «Abbiamo rispettato procedure rigorose che sono durate quasi quattro anni», spiega, parlando dell’iter adottivo. «L’Uruguay è un Paese serio, non ci sono state scorciatoie né favoritismi». Smentisce categoricamente le voci che parlano di un’adozione “comprata”. «Dietro ci sono stati giudici, assistenti sociali e psicologi che hanno seguito passo passo tutta la pratica».

Non è solo una questione burocratica, ma anche di rispetto della privacy, tema che ha scatenato molte polemiche. Cipriani attacca la stampa italiana, accusandola di aver diffuso notizie false che hanno danneggiato soprattutto Nicole Minetti, descritta come una madre attenta e determinata. «Questa storia è stata strumentalizzata», dice con chiarezza. «È stata violata la riservatezza di un bambino che merita tutela. Chi ha raccontato queste falsità deve prendersi le proprie responsabilità».

Un passaggio importante è dedicato anche alla grazia concessa dalla Presidenza della Repubblica. Cipriani la definisce un gesto umano del presidente Mattarella, che ha capito «la complessità della situazione familiare». Per lui, non si tratta di un favore, ma di una decisione giusta, soprattutto per permettere di seguire da vicino le condizioni di salute del bambino.

Accuse respinte: dai presunti legami con Epstein alle feste in casa

Non mancano le ombre sui rapporti personali di Cipriani, finito nel mirino anche per i presunti legami con Jeffrey Epstein. «Epstein non è mai stato socio o finanziatore dei miei progetti», taglia corto. Racconta di un episodio di quasi vent’anni fa, quando Epstein mostrò interesse per un locale a Londra, ma nulla andò mai in porto. Nessuna collaborazione, nessun legame diretto.

Anche le accuse sul loro stile di vita, con feste e presunti eccessi, vengono respinte senza esitazione. «La nostra casa è un posto come tanti, frequentato da amici di ogni tipo. Le immagini che circolano mostrano solo momenti di festa normali, niente di più». Riguardo al ministro della Giustizia Carlo Nordio, Cipriani nega amicizie particolari o visite private a casa sua. «Bisogna distinguere tra rapporti istituzionali e amicizie, spesso vengono ingigantite senza motivo».

Sulla tragica morte dell’avvocata che seguiva il minore adottato, avvenuta due anni fa in un incendio, Cipriani parla di un incidente isolato, senza legami con altre vicende. Ricorda che l’avvocata aveva dato parere favorevole all’adozione e non era coinvolta in complotti o dinamiche oscure.

Guardare avanti: nuovi progetti di adozione in Uruguay

Nonostante la pressione mediatica e politica, Cipriani e Minetti guardano al futuro. In un momento più tranquillo, pensano di allargare la famiglia con un’altra adozione, sempre in Uruguay. «Non abbiamo ancora fatto passi concreti, ma stiamo valutando la situazione, sperando che le polemiche si calmino», confida. Il legame con il Paese sudamericano è solido da anni e Cipriani sottolinea la serenità e la libertà che lì hanno trovato.

L’imprenditore ricorda con orgoglio il lavoro internazionale e la rete di Harry’s Bar, simbolo dell’ospitalità italiana nel mondo, con migliaia di dipendenti. Al tempo stesso, denuncia un clima di invidia e sospetto in Italia che, secondo lui, frena lo sviluppo personale e professionale. La tutela della privacy del bambino, sempre esposta, resta per lui un tema centrale. «Questo attacco è stato solo veleno verso chi vuole fare del bene».

Sul fronte sanitario, Cipriani spiega che il bambino è seguito con regolarità da specialisti a Boston, in un centro di eccellenza mondiale, e continuerà a farlo per molti anni. La presenza costante della madre è fondamentale per gestire una malattia complessa e poco conosciuta in Italia.

Per Cipriani, il futuro di Minetti passa soprattutto dal garantire serenità e benessere al figlio, vittima innocente di un’eco mediatica troppo pesante. Intanto l’Italia resta a guardare, con un caso che ha acceso il dibattito sulle adozioni, la giustizia e il rispetto della privacy, al centro di un vortice mediatico e istituzionale senza precedenti.

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