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Il diavolo veste Prada 2, la Cina critica: “Contenuti offensivi e stereotipi sugli asiatici”

La rappresentazione del personaggio Jin Chao nel nuovo film divide il pubblico cinese, sollevando critiche su stereotipi e sensibilità culturali nell’industria cinematografica globale

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Anne Hathaway, Meryll Streep e Stanley Tucci, i protagonisti de Il Diavolo veste Prada 2

Anne Hathaway, Meryll Streep e Stanley Tucci, i protagonisti de Il Diavolo veste Prada 2 | Instagram

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Pechino, 27 aprile 2026 – L’attesa per Il diavolo veste Prada 2, in uscita nelle sale italiane il 29 aprile 2026, è stata segnata da una controversia che ha scatenato un acceso dibattito in Cina. La rappresentazione del personaggio asiatico Jin Chao, interpretato dall’attrice cinese-americana Helen J. Shen, ha sollevato accuse di razzismo e stereotipi offensivi nei confronti della comunità asiatica.

L’accusa di stereotipi razzisti ne “Il diavolo veste Prada 2”

Durante l’anteprima a Shanghai, dove Anne Hathaway e Meryl Streep hanno presentato il film, i primi venti minuti proiettati avevano suscitato entusiasmo tra i fan. Tuttavia, la diffusione di un breve video promozionale online ha innescato una valanga di critiche. Il nome del personaggio Jin Chao è stato giudicato da alcuni utenti come una possibile allusione al termine dispregiativo “Ching Chong”, usato storicamente per deridere la lingua e la cultura cinese. Il South China Morning Post ha ricordato come questa espressione abbia radici in un clima xenofobo negli Stati Uniti tra XIX e XX secolo.

Non solo il nome, ma anche l’abbigliamento e il comportamento di Jin Chao sono stati bersaglio di polemiche. Il suo look è stato ritenuto inappropriato per un contesto fashion, e il modo in cui snocciola i suoi risultati accademici, come la menzione di “Yale” e un “media 3,86”, è stato interpretato come un rinforzo di stereotipi sugli asiatici, percepito come riduttivo e anacronistico dalla generazione di giovani urbane cinesi, sempre più cosmopolite e consapevoli.

Il contesto culturale e il cambiamento del pubblico cinese

Nel 2006, quando uscì il primo Il diavolo veste Prada, la Cina era in piena espansione economica e il film aveva rappresentato un’occasione per scorgere un mondo di moda globale ancora lontano. Oggi, come sottolinea Manya Koetse di Eye on Digital China, le città cinesi sono “alla moda e all’avanguardia quanto New York o Parigi”. Di conseguenza, la scelta di un personaggio che sembra incarnare stereotipi superati appare fuori luogo e poco rispettosa nei confronti di un pubblico che si vuole conquistare.

Nonostante il fascino indiscusso delle due interpreti, Anne Hathaway e Meryl Streep , la polemica cinese mette in luce una questione cruciale: l’importanza di una rappresentazione culturale autentica e rispettosa, capace di evolversi con i tempi e con le sensibilità di un pubblico globale sempre più esigente.

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