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Axios: “Trump affida a Kushner e Witkoff negoziati sull’Iran”

Washington punta a riaprire il dialogo con Teheran fissando condizioni stringenti su nucleare e missili, mentre cresce la tensione in Medio Oriente e l’UE valuta nuove sanzioni

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Donald Trump e il discorso in cui annuncia gli attacchi al'Iran

Donald Trump e il discorso in cui annuncia gli attacchi al'Iran | screenshot dal video ufficiale su Truth

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Washington, 22 marzo 2026 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incaricato i suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, di mettere insieme una squadra dedicata a negoziare con l’Iran. Lo riferisce Axios, sottolineando che, nonostante l’assenza di contatti diretti negli ultimi giorni, Egitto, Qatar e Regno Unito hanno svolto un ruolo di intermediari nel facilitare lo scambio di messaggi tra le due parti.

Le condizioni poste dagli Stati Uniti per i negoziati con l’Iran

Gli Stati Uniti hanno avanzato sei condizioni vincolanti per avviare i colloqui con Teheran. Tra queste spiccano la dismissione degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow, l’adozione di rigorosi protocolli di controllo esterno per la produzione e l’utilizzo di centrifughe e macchinari correlati, nonché la sospensione totale dell’arricchimento dell’uranio. Inoltre, Washington richiede un trattato sul controllo degli armamenti con i Paesi della regione che preveda un tetto massimo di missili non superiore a 1.000 unità. Viene anche chiesto che l’Iran cessi di finanziare gruppi affiliati come Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e Hamas a Gaza.

Da parte iraniana, secondo fonti citate, c’è interesse a negoziare ma a condizioni molto rigide. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato alla Cnn che Teheran è disposta a dialogare solo se i colloqui saranno autentici e non volti a imporre unilateralmente la volontà statunitense. Intanto, l’Iran prosegue il rafforzamento delle sue capacità militari, con un arsenale sotterraneo stimato dagli 007 italiani in circa 5.000 missili, nascosti in tunnel strategici.

Contesto regionale e diplomatico

La situazione in Medio Oriente resta tesa. Gli Stati Uniti hanno disposto un significativo dispiegamento di forze, inclusa la portaerei USS Lincoln, nelle acque regionali, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che, sebbene la via diplomatica sia preferita, resta aperta l’opzione militare per l’autodifesa contro eventuali minacce iraniane. Parallelamente, l’Unione Europea si prepara a discutere nuove sanzioni contro l’Iran e l’eventuale inserimento dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Trump ha dichiarato di voler evitare un conflitto, ma ha messo in chiaro che un nuovo attacco contro gli interessi americani sarebbe “di gran lunga peggiore” rispetto al passato. La complessità delle negoziazioni è amplificata dalle divergenze interne all’amministrazione USA, dove coesistono spinte diplomatiche e posizioni più rigide e bellicose, ma la volontà di raggiungere un accordo resta alta su entrambi i fronti.

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