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Indonesia minaccia ritiro dal Board of Peace: “Servono benefici concreti per i palestinesi”

Il presidente Prabowo Subianto condiziona la permanenza dell’Indonesia nel Board of Peace ai risultati concreti per Gaza, rispondendo alle pressioni interne e rafforzando il sostegno a favore della causa palestinese

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Prabowo Subianto, presidente dell'Indonesia

Prabowo Subianto, presidente dell'Indonesia | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Jakarta, 7 marzo 2026 – Il presidente dell’Indonesia, Prabowo Subianto, ha manifestato la volontà di ritirare il paese dal neonato Board of Peace, se l’adesione non porterà benefici concreti al popolo palestinese. Questa dichiarazione arriva in un contesto internazionale segnato dalla complessa gestione del conflitto israelo-palestinese, con il coinvolgimento di molte nazioni e organismi multilaterali.

Indonesia e Board of Peace: un impegno condizionato

Il Board of Peace, istituito nel gennaio 2026 su iniziativa del presidente statunitense Donald Trump, è un organismo internazionale con l’obiettivo di promuovere stabilità e pace nelle zone di conflitto, in particolare nella Striscia di Gaza. L’Indonesia ha aderito con l’intento di contribuire a una pace duratura a Gaza, come ha spiegato Prabowo durante un incontro con leader di gruppi musulmani locali. Tuttavia, il presidente ha chiarito che il ritiro è previsto qualora il consiglio non dovesse portare benefici tangibili ai palestinesi o dovesse risultare incompatibile con gli interessi nazionali indonesiani.

Questo annuncio segue le pressioni interne di importanti organi religiosi, come il Consiglio degli Ulema indonesiani, che ha definito inefficace il Board nel raggiungere una reale pace per la Palestina e ha chiesto al governo di ritirarsi dall’organizzazione. Prabowo, che ha partecipato alla riunione inaugurale del Board a Washington il mese scorso, aveva annunciato l’invio di 8.000 soldati indonesiani in una forza internazionale di stabilizzazione a Gaza, in linea con un accordo di cessate il fuoco.

Il legame storico e la posizione indonesiana sulla questione palestinese

L’Indonesia, con una popolazione musulmana superiore all’85%, ha da tempo una forte vicinanza politica e culturale alla Palestina. Storicamente, il paese ha sostenuto il diritto all’autodeterminazione palestinese e ha criticato fermamente le azioni militari israeliane nelle aree occupate. Il governo di Jakarta ha più volte richiesto un cessate il fuoco immediato, sottolineando le responsabilità di Israele nell’escalation del conflitto.

Nonostante la partecipazione al Board of Peace, l’Indonesia non ha mai intrattenuto relazioni diplomatiche ufficiali con Israele, mantenendo solidarietà con la causa palestinese. Le manifestazioni di protesta contro la violenza israeliana sono frequenti e il sostegno popolare per la Palestina resta molto forte, riflettendo la posizione ufficiale di Jakarta che continua a opporsi a qualsiasi forma di riconoscimento diplomatico di Israele.

In questo contesto, la decisione di Prabowo di considerare un possibile ritiro dal Board di Pace, qualora non vengano rispettate le condizioni di beneficio per i palestinesi, rappresenta un segnale politico significativo che conferma il ruolo attivo e critico dell’Indonesia nella delicata questione mediorientale.

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