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Crosetto: “Cambi di posizione sulla riforma dovuti a velate minacce?”

Il ministro della Difesa solleva dubbi sui cambi di posizione nel dibattito sulla riforma della giustizia, tra tensioni istituzionali e accuse incrociate tra politica e magistratura

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto

Il ministro della Difesa Guido Crosetto | ANSA/FABIO FRUSTACI - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Roma, 23 febbraio 2026 – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a sollevare un tema delicato e controverso, questa volta in merito alle posizioni mutuate sul referendum costituzionale riguardante la riforma della separazione delle carriere e il sorteggio in magistratura. Su X Crosetto ha espresso perplessità nei confronti di chi ha cambiato radicalmente idea, passando dal favore al No al Sì, ipotizzando che questa inversione possa essere legata a “velate minacce“.

Crosetto: “Velate minacce e cambi di casacca“

Il ministro ha scritto che molti esponenti politici e non solo, che ora sostengono il No alla riforma, hanno mutato posizione in maniera “radicale“, rinnegando le proprie precedenti idee. Crosetto ha sottolineato come, di fronte a queste “velate minacce” quotidiane e agli abusi di potere degli ultimi anni, serva coraggio per mantenere ferme le proprie convinzioni, soprattutto quando il potere mediatico e sociale può influenzare pesantemente le persone, senza pagare alcun prezzo. Per il ministro, la certezza del diritto rimane il fondamento imprescindibile di una democrazia.

Come mai tanti esponenti politici e non solo, hanno cambiato radicalmente posizione ed idee sulla separazione delle carriere o sul sorteggio come sistema per dare garanzie maggiori di imparzialità?
Me lo chiedo perché mentre rispetto le persone che da sempre hanno idee simili a…

— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) February 23, 2026

Il contesto politico e la tensione con la magistratura

Le affermazioni di Crosetto si inseriscono in un clima politico già teso, segnato da accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. In un’intervista al Corriere della Sera, Crosetto aveva indicato come “l’opposizione giudiziaria” rappresenti il principale pericolo per la stabilità del governo Meloni, citando presunte riunioni di correnti della magistratura tese a contrastare l’esecutivo. Queste dichiarazioni hanno scatenato una forte reazione dalla magistratura, con il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Giuseppe Santalucia, che ha definito le accuse come “fake news” e dannose per le istituzioni.

Le opposizioni hanno chiesto a gran voce che Crosetto chiarisca le sue affermazioni in Parlamento, mentre all’interno della maggioranza i toni sono più difensivi ma non mancano appelli a procedere con la riforma della giustizia, considerata prioritaria rispetto ad altre riforme.

In parallelo, il Comitato per il No al referendum, costituito a settembre 2025 con l’obiettivo di difendere l’attuale sistema di garanzie garantito dalla Costituzione, si prepara a una campagna di sensibilizzazione, sottolineando i rischi della modifica costituzionale e invitando i cittadini a partecipare attivamente alla consultazione prevista per il 2026.

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