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Mattarella al Bundestag: “Chi colpisce i civili non può restare impunito”

Nel suo intervento al Bundestag, il presidente richiama la responsabilità internazionale nella difesa dei civili e ribadisce l’urgenza di rafforzare pace e diritto umanitario

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Sergio Mattarella

Sergio Mattarella | alanews.it

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Berlino, 16 novembre 2025 – In occasione della Giornata nazionale del Lutto, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è intervenuto con un discorso solenne davanti al Bundestag tedesco, riaffermando i valori fondamentali della pace, del diritto internazionale e della tutela dei civili nei conflitti armati. Il suo intervento ha toccato temi di grande attualità e importanza, richiamando la memoria storica e sottolineando il dovere comune di impedire che le tragedie belliche si ripetano.

Mai più la guerra: un impegno condiviso tra Italia e Germania

Durante il suo discorso al Parlamento federale tedesco, Mattarella ha ricordato con forza il monito storico di “Mai più” («Nie wieder»), espressione che simboleggia la condanna unanime dell’olocausto ebraico e delle guerre devastanti del Novecento. Tuttavia, ha evidenziato con profonda amarezza che questa promessa non si è ancora completamente realizzata: “A Nie wieder si contrappone wieder: di nuovo. A questo assistiamo. Di nuovo guerra. Di nuovo razzismo. Di nuovo grandi disuguaglianze. Di nuovo violenza. Di nuovo aggressione“.

Il presidente ha sottolineato come il passato tragico della Seconda guerra mondiale, con le sue deportazioni, genocidi e distruzioni, abbia trasformato la visione della guerra, che oggi non è più solo la tragedia dei soldati, ma soprattutto quella di milioni di civili innocenti. Il volto della guerra è diventato quello del bambino, della madre, dell’anziano senza difesa, come si osserva nelle attuali crisi internazionali, da Kiev a Gaza.

Mattarella ha evidenziato il ruolo cruciale della collaborazione tra Italia e Germania, due nazioni che hanno saputo fare della loro storia comune una base solida per la pace e la cooperazione europea e internazionale. Entrambe le Costituzioni, ha ricordato, ripudiano la guerra e affermano il valore della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza universale. In questo contesto, il presidente ha invitato i popoli europei e la comunità internazionale a opporre la forza del diritto al preteso diritto della forza, riaffermando con fermezza che la guerra d’aggressione è un crimine.

Mattarella: “Proteggere i civili”

Un passaggio cruciale del discorso ha riguardato la tutela della popolazione civile nei conflitti armati. Mattarella ha denunciato con fermezza la pratica ignobile della rappresaglia contro gli innocenti, che si manifesta attraverso bombardamenti in aree abitate, uso della fame come arma contro i civili e violenza sessuale. “La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità“, ha affermato.

Richiamando il diritto internazionale umanitario e le Convenzioni di Ginevra, il presidente ha ricordato che dopo la Seconda guerra mondiale si era acceso un barlume di speranza per una pace fondata sul diritto e sulla protezione dei non combattenti. Tuttavia, le cronache degli ultimi decenni, dal Biafra ai Balcani, dal Ruanda alla Siria, fino al Sudan, all’Ucraina e alla Striscia di Gaza, mostrano come oltre il 90% delle vittime dei conflitti sia costituito da civili.

Mattarella ha quindi lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile: “Questo non può rimanere ignorato e impunito“. La comunità internazionale deve continuare a lavorare con impegno incessante per rafforzare le istituzioni multilaterali, come le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, le missioni di pace e le agenzie umanitarie, strumenti fondamentali per la costruzione di una coscienza globale e per la risoluzione pacifica delle divergenze.

Il multilateralismo come difesa contro la sopraffazione

Il capo dello Stato ha dedicato un’ampia parte del suo intervento al valore del multilateralismo, definendolo non una semplice burocrazia, bensì “l’utensile che raffredda le divergenze e ne consente la soluzione pacifica; è il linguaggio della responsabilità comune“. Mattarella ha sottolineato come la sovranità appartenga ai cittadini e non a un «Moloch impersonale» che pretenda di determinare i loro destini con la forza.

Nel contesto geopolitico attuale, caratterizzato da tensioni e nuovi conflitti, il presidente ha ricordato che la guerra totale, soprattutto nell’era nucleare, rappresenta una minaccia senza precedenti per l’umanità, in grado di cancellare intere città e “l’innocenza stessa del mondo”.

Infine, Mattarella ha ribadito che la pace non è un traguardo definitivo ma “il frutto di uno sforzo incessante, fondato sul raggiungimento di valori condivisi e sul riconoscimento dell’inviolabilità della dignità umana di ogni persona, ovunque“. Un appello rivolto non solo ai parlamentari tedeschi ma a tutta la comunità internazionale, affinché si continui a lavorare con determinazione per un futuro di pace e giustizia.

Mattarella: “Nuovi  dottor Stranamore all’orizzonte”

Nel corso del discorso al Bundestag tedesco, il presidente Mattarella ha lanciato un monito solenne nei confronti delle nuove minacce nucleari emergenti a livello globale. “Nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’“, ha affermato, evocando la celebre figura cinematografica di Stanley Kubrick per sottolineare la pericolosità di chi idolatra l’arma atomica.

L’intervento del capo dello Stato italiano, rivolto al Parlamento federale tedesco, è giunto in un momento cruciale per la sicurezza internazionale. La metafora di “dottor Stranamore” richiama l’iconico personaggio del film satirico degli anni ’60, simbolo di irresponsabilità e follia nella gestione delle armi nucleari. Con questa immagine, Mattarella ha voluto denunciare la crescente tendenza di alcuni attori globali a giustificare e sostenere l’uso delle armi atomiche, quasi con un atteggiamento di venerazione.

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